BIANCANEVE

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Titolo Originale: Mirror, Mirror
Paese: USA
Anno: 2012
Regia: Tarsem Singh
Sceneggiatura: Melissa Wallack, Jason Keller
Produzione: CITIZEN SNOW FILM PRODUCTIONS, RAT ENTERTAINMENT, RELATIVITY MEDIA
Durata: 105
Interpreti: Julia Roberts, Lily Collins, Armie Hammer, Nathan Lane

Biancaneve ha un rapporto molto affettuoso con il padre ma questi, rimasto vedovo, si sposa con una donna malvagia che si impossessa del regno appena il marito muore in circostanze misteriose e allontana Biancaneve dal palazzo. Nella foresta in cui viene abbandonata, Biancaneve trova rifugio presso sette nani ribelli e intraprendenti che l'aiuteranno a riconquistare il trono, a sconfiggere la Regina Cattiva e a coronare il sogno d'amore con il suo Principe.

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Gli abitanti del regno non saranno più oppresi dalle tasse e l'amore trionferà grazie all'intraprendenza di Biancaneve
Pubblico 
Tutti
Giudizio Artistico 
 
Il film punta tutto sulla scenografia ed i costumi ma il risultato complessivo è di fredda eleganza

La rivisitazione di vecchie favole in chiave ironica è da tempo uno degli sport preferiti di Hollywood. Aveva iniziato Shrek -2001 reinterpretando  la bella addormentata nel bosco in modo alquanto irriverente: non c'era più il bel principe ma un brutto e generoso orco; anche la bella addormentata risultava avere un bel caratterino in un corpo verde e goffo. Il messaggio traspariva con evidenza: non bisogna adagiarsi in un mondo troppo normale e tranquillizzante  e anche coloro che  sono emarginati, fuori norma, hanno diritto a conquistarsi la propria parte di felicità..

Perfino la Walt Disney con il suo simpatico Come d'incanto (Enhanced-2007)   ha avuto il coraggio di rileggere i racconti che decretarono il suo successo  costruendo un divertente contrasto fra quel mondo inguaribilmente ottimistico e romantico  e  la ruvida realtà odierna fatta di legami precari e di divorzi. La morale era chiara:  anche nel mondo reale possiamo vivere “felici e contenti”  se sapremo conoscerci e amarci per quel che realmente siamo.

 Ci riprova adesso con Biancaneve, la più nota favola dei fratelli Grimm, il regista  Tarsem Singh, già  noto come visionario autore pubblicitario. La prevedibile 'inversione delle regole del gioco è pienamente attuata: ora è Biancaneve a risvegliare il principe con un bacio, ad essere una sorta di intrepido Robin Hood della foresta mentre il principe, pur bello, risulta  alquanto ingenuo e imbranato.

E mentre  i sette  nani sono diventati dei briganti del bosco, solo  la matrigna si mantiene coerente con la sua proverbiale  perfidia, anche se la compulsione all'omicidio non è solamente dettata dall'invidia verso la figliastra  ma  più modernamente dal rischio di default per il suo regno.

In alcuni momenti si sorride (il doppiaggio mette in sordina un umorismo troppo inglese) ma la messa in scena non convince e  a tratti ci si annoia.

Il motivo?  Manca la trasmissione di un messaggio, diversamente da quanto era accaduto con Shrek o a Come d'incanto .

Grimm Tarsem ha buon  talento visivo ma non narrativo. Il suo interesse va nel realizzare foreste e castelli surreali, nel vestire i protagonisti con sfavillanti costumi disegnati da Eiko Ishioka  (in stile settecentesco, che poco si adotta la nostro immaginifico favolistico, più orientato al medioevo).
La struttura della favola, nonostante l'aggiornamento dei caratteri, viene sostanzialmente rispettata e tanto compiacimento estetico appare incapace di instaurare una comunicazione empatica con lo spettatore.

Solo sul finale, quando iniziano a scorrere i titoli di testa, il film si anima con balli e canti in stile Bollywoodiano: poteva essere una buona idea quella di realizzare una Biancaneve in stile musical,  ma ormai è troppo tardi.

Autore: Franco Olearo


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