COM'E' BELLO FAR L'AMORE

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Titolo Originale: Com'è bello far l'amore
Paese: ITALIA
Anno: 2012
Regia: Fausto Brizzi
Sceneggiatura: Fausto Brizzi, Marco Martani, Andrea Agnello
Produzione: Wildside, Medusa
Durata: 100
Interpreti: Claudia Gerini, Fabio De Luigi, Filippo Timi, Giorgia Wurth, Alessandro Sperduti

Andrea e Giulia sono due quarantenni sposati da anni che vivono con Simone, il loro figlio diciottenne. Hanno una coppia di amici che riunisce una festa non per il loro anniversario di matrimonio ma per la loro decisione di divorziare. Gli amici chiedono ad Andrea e Giulia: “Da quanto tempo voi due, invece, non fate desso?” Così il problema del sesso non consumato tra Giulia e Andrea diventa il monocorde dilemma del film...

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Fate sesso che starete meglio. Suggerimento valido sia per quarantenni che adolescenti La filosofia del film è tutta qui. La riduzione di ogni dimensione umana al fattore sesso non poteva essere più esplicita.
Pubblico 
Sconsigliato
Continui riferimenti e banalizzazione sul sesso e sull’intimità tra i coniugi. Alcune brevi scene di film porno. Il film è stato sconsigliato perché la voglia di distrarsi e ridere al cinema deve trovare un limite nella propria dignità di spettatore
Giudizio Artistico 
 
Il film è quasi privo di risate , sia per i “soliti” sketch, sia per la monotonia con cui viene affrontato il tema

Il primo titolo di questo film sarebbe dovuto essere Sex in 3D. Fausto Brizzi, il regista considerato il golden boy della commedia italiana popolare per le sue idee vincenti di marketing, aveva scelto questo tema per girare il suo primo film in 3D. Poi Brizzi, considerando il pubblico al quale voleva puntare, ovvero tutta la famiglia, ha cambiato il titolo. Meglio Com’è bello far l’amore, riprendendo la canzone popolare di Raffaella Carrà, ma sempre in 3D per conquistare la vetta del botteghino. Il risultato finale sia per il 3D che per gli incassi è stato deludente. Un 3D che funziona solo per i primi minuti iniziali e che delude per il risultato finale dell’unico vero 3D (una scena dove dovrebbero arrivare al pubblico le patatine, lanciate da un piatto).

La storia è semplice. Andrea (Fabio De Luigi) e Giulia (Claudia Gerini) sono due quarantenni sposati da anni che vivono con Simone, il loro figlio diciottenne. Hanno una coppia di amici (interpretati da Michele Foresta e Gabriella Andreozzi) che riunisce una festa non per il loro anniversario di matrimonio ma per la loro decisione di divorziare. È una festa per loro che hanno scelto, però, nonostante la separazione, di vedersi, almeno una volta a settimana, per “fare sesso”. Da questa confessione fatta da Daniela a Giulia parte la domanda: “Da quanto tempo voi due, invece, non lo fate?” E il problema del sesso non consumato tra Giulia e Andrea diventa il monocorde dilemma del film. Per fortuna che è in arrivo direttamente da Los Angeles Max (Filippo Timi), amico di scuola di Claudia e di professione pornodivo. Deve dirigere un film porno tra le rovine nella città eterna, ma deve anche  aprire un locale (l’Inferno è il nome scelto) a Roma. Andrea, ignaro della professione di Max, risponde alla moglie che vuole invitare Max a cena: “Abbiamo una mansarda, perché non lo ospitiamo?”. E così l’arrivo dello storico amico di Giulia in casa darà inizio a numerosi consigli e conseguenti regali a tema sessuale. Previa visione di come vivono un rapporto per poter dare loro le giuste dritte. E da lì poi dovrebbero iniziare i momenti comici, ovvero scene in cui Max spiega come farlo durare di più, in quale posto farlo, quale sono gli stratagemmi da utilizzare, quali i preservativi perfetti (il product placement di questo film è naturalmente una nota marca di condom)

Alla fine tra suggerimenti, visioni e altri arrivi (la pornostar Vanessa interpretata da Giorgia Wurth) Max aiuta anche Simone a conquistare Alice (Eleonora Bolla), la ragazza di cui è innamorato ma che vuole che lui sia il suo “trombo amico” (espressione di basso tono con cui si indica un amico con il quale andare a letto e fare esperienza senza alcun coinvolgimento emotivo). Si potrebbero continuare a elencare dei passaggi narrativi, ma alla fine quello che rimane è un’ulteriore banalizzazione della vita di coppia e dei problemi che scaturiscono dalla mancanza di intimità sessuale di una coppia di quarantenni. Ridere sul sesso è la trovata marketing di Brizzi che dopo il successo di Notte prima degli esami ha continuato a cavalcare l’onda di quello che potrebbe piacere alla gente, facendo un sequel di Notte prima degli esami, puntando agli Ex (“nella vita tutti hanno un ex”) e poi allo storico conflitto Maschi contro femmine e Femmine contro maschi, creando un dittico di film di valore diseguale ma di omogeneo risultato al botteghino.

Ma di risate questo film è quasi privo, sia per i “soliti” sketch, sia per la monotonia con cui viene affrontato il tema. Quello che infatti colpisce è che il regista Brizzi (per la prima volta prodotto da Wildside, la casa di produzione creata dal regista e da Martani insieme a Mario Gianani, che ha invece una storia di produzione di film come Vincere di Marco Bellocchio, Private e La solitudine dei numeri primi di Saverio Costanzo) abbia ipotizzato che questo sarebbe potuto essere un film adatto anche ai bambini di 10 anni. Il buon gusto sembra aver perso tutta la dignità in questo film che finisce con una domanda che sembra puntare al desiderio di una vita diversa. Ma la pone Max pornodivo a Vanessa altra pornodiva: “Vanessa hai mai pensato di farti una famiglia?”. “Si. Una volta mi è capitato. Mi sono fatta lo zio, il fratello, il padre”. Insomma la risposta che riassume tutta l’anima (se di anima si può parlare) del film è: fate sesso che starete meglio. La riduzione di ogni dimensione umana, affettiva, sentimentale, relazionale a una pura questione di “scambio di fluidi” (come brutalmente si esprimeva il John Nash misantropo dei primi minuti di A Beatufiul Mind) non poteva essere più esplicita.  “Sarete meno nervosi mettendo in pratica quello che il film suggerisce”: questa la ottimistica parola finale di Brizzi lasciata ai giornalisti durante la conferenza stampa di lancio del film.

Autore: Emanuela Genovese


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