AN EDUCATION

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Titolo Originale: An Education
Paese: Gran Bretagna
Anno: 2009
Regia: Lone Sherfig
Sceneggiatura: Nick Hornby, basato sulle memorie autobiografiche di Lynn Barber
Produzione: Finola Dwyer e Amanda Posey per Finola Dwyer Productions/Wildgaze Films
Durata: 100''
Interpreti: Peter Sarsgaard, Carey Mulligan, Alfred Molina, Dominic Cooper, Rosamund Pike, Olivia Williams, Emma Thompson

1961: Jenny, sedicenne figlia di una coppia piccolo borghese che ha investito tutto per la sua educazione, è totalmente assorbita dagli studi per ottenere quei risultati che le garantiranno l’ingresso alla prestigiosa università di Oxford, ma intanto sogna Parigi. Un giorno però incontra l’affascinante e gentile David, molto più grande di lei, che le spalanca un mondo fatto di musica, arte, ristoranti, e amore. Jenny è conquistata da quest’educazione “diversa” che sembra mettere sotto sopra tutto quello in cui ha creduto fino a quel momento. Ma forse anche David non è quello che sembra…

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
la storia è quella di una "perdizione", una disillusione dolorosa che fa mettere in crisi ogni cosa ma nel finale la protagonista, anche grazie all'aiuto di una insegnante sensibile e coraggiosa, ritrova le ragioni per riprendere a studiare e a vivere
Pubblico 
Maggiorenni
Scene sensuali e di nudo, linguaggio esplicito.
Giudizio Artistico 
 
E' un racconto di formazione che coglie con grande sensibilità un momento cruciale di trasformazione non solo di una ragazza, ma anche di un intero paese. Personaggi ben tratteggiati

Tratto dalle memorie della scrittrice inglese Lynn Barber, An Education, presentato con gran successo al Sundance Film Festival del 2009, è un racconto di (dolorosa) formazione che coglie con grande sensibilità un momento cruciale di trasformazione non solo di una ragazza, ma anche di un intero paese.

Jenny è figlia di una coppia della piccola borghesia, che probabilmente memore delle durezze della guerra (siamo nel 1961 e la sedicenne Jenny è probabilmente frutto dell’euforia alla fine del conflitto), risparmia su tutto, dall’autobus alle lezioni private di latino della figlia per cui pure sogna un avvenire universitario.

L’educazione è vista soprattutto come mezzo di affermazione sociale e sicurezza economica, un’alternativa più costosa, come fa notare Jenny a suo padre ad un certo punto, al trovare un marito facoltoso che la mantenga. Anche a scuola, del resto, a parte gli incoraggiamenti di un’insegnante di letteratura appassionata, la ragazza trova poche motivazioni ai suoi notevoli sforzi. Per farsi forza sogna quando a Oxford, libera dal controllo di genitori e insegnanti, potrà sì studiare letteratura, ma anche fumare liberamente, ascoltare musica francese, andare al cinema e fare tutto quello che vorrà, in questa sua ambiguità molto simile a certi personaggi (non solo femminili) dei romanzi di Antonia Byatt e David Lodge.

È in questo contesto che piomba David e non stupisce che Jenny sia conquistata immediatamente dai suoi modi dolci, la sua capacità di mentire così gentilmente, la sua bella macchina, i soldi e l’attenzione apparentemente assoluta che le offre.

Del resto, come noterà lei stessa più tardi, le ragazzine sono sempre state vittime dei mascalzoni. Più stupefacente, in effetti, è il modo in cui anche i suoi genitori cadono vittime degli inganni dell’uomo, permettendo alla figlia minorenne di frequentare un adulto molto più grande, di accompagnarlo a Oxford (con la scusa di una visita a C.S. Lewis) e poi addirittura a Parigi, dove la ragazza perde la verginità con una leggerezza e una determinazione che lasciano sbalorditi.

Per Jenny ben presto le straordinarie esperienze con David fanno sembrare inutile e superflua l’educazione scolastica oltre che la vita della sua famiglia. La sua “università della vita”, condita di piaceri pagati da attività ambigue che lei è ben felice di scusare, fa sembrare ben misero l’avvenire che finora aveva sognato. Non c’è da stupirsi che pensi di poter buttar tutto a mare in nome dell’amore di David; il vero dramma è l’incapacità da parte dei genitori prima, e di chi la educa poi, di dare una ragione reale ai suoi sacrifici, qualcosa che possa combattere le lusinghe di quel mondo dorato, che David, come un amabile tentatore, le offre apparentemente senza prezzo. Forse se Jenny avesse letto con più attenzione i libri di C.S.Lewis (che lei e David usano come scusa per la loro prima notte insieme) si sarebbe accorta prima di quello che non andava.

Quando il conto da pagare, in termini di disillusioni e tradimenti, si rivela più caro del previsto, l’aiuto e la consolazione le verrà proprio dalla sua famiglia e soprattutto dall’insegnante che aveva tanto disprezzato. Una donna che ha trovato in se stessa, in una casa piccola, piena di libri e quadri (anche se si tratta di edizioni economiche e di riproduzioni), ma guadagnata con il suo sudore, quella “stanza tutta per sé” di cui vagheggiava Virginia Woolf quando parlava di donne e letteratura.

In definitiva, questa storia di maturazione alla soglia della rivoluzione sessuale (splendidamente calata nei suoi anni dalla penna di Nick Horby) è anche una parabola morale che rivela profonde radici nella tradizione della grande letteratura anglossassone, che da Jane Austen a George Eliot a Thomas Hardy, è piena di giovani donne destinate a conquistare la maturità attraverso la dolorosa via della disillusione amorosa.

Autore: Franco Olearo


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