BAR SPORT

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Titolo Originale: Bar Sport
Paese: ITALIA
Anno: 2011
Regia: Massimo Martelli
Sceneggiatura: Nicola Alvau, Massimo Martelli, Giannandrea Pecorelli, Michele Pellegrini
Produzione: AURORA FILM, IN COLLABORAZIONE CON RAI CINEMA
Durata: 93
Interpreti: Giuseppe Battiston, Antonio Catania, Angela Finocchiaro, Lunetta Savino,Aura Rolenzetti

1976. In un piccolo paese di provincia vicino Bologna viene inaugurato il Bar Sport. Fra pettegoleggi, partite a flipper e a biliardo, la vita scorre tranquilla dove ciò che conta non è quello che realmente accade ma quanto viene raccontato, con molta fantasia, dai frequentatori del locale.

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
I frequentatori del bar hanno trovato un simpatico modo di passare i momenti vuoti della giornata,ma solo raramente si nota il formarsi di una vera amicizia.
Pubblico 
Tutti
Giudizio Artistico 
 
Il film è divertente in modo frammentario e tanti bozzetti non riescono a costruire un'opera compiuta; inoltre non riesce ad appassionare la sua tendenza all'astrazione letteraria

Il Bar Sport inizia dalla preistoria: da quando cioè gli uomini non sapevano come passare il tempo dopo la caccia e non avevano altro da fare se non scherzi stupidi fra loro, punzecchiandosi con la clava. Per fortuna il film arriva subito ai giorni nostri (non proprio, al 1976) quando ormai possiamo disporre del bar per spettegolare e  raccontare prodezze inventate , del flipper per giocare  e della televisione per vedersi  insieme le partite.
Il film è tratto dal libro omonimo di Stefano Benni che fu scritto 35 anni fa e che inesorabilmente corrisponde alla preistoria del nostro tempo.  Il film ricostruisce fedelmente, con l'aiuto di una voce fuori campo, il microcosmo di un bar di un paese di provincia vicino a Bologna e come in  tutte le compagini chiuse, quando per dovere o per piacere ci si incontra regolarmente (fra compagni di scuola, fra colleghi di ufficio o fra appassionati dello stesso sport) in questo bar si danno dei soprannomi ai vari protagonisti   (Giuseppe Battiston è Onassis perchè molto attaccato ai soldi; Claudio Bisio è il "tennico" perché è un tuttologo un po' confuso mentre Teo Teocoli è  il playboy che cento ne racconta e nulla realizza), si bisbigliano commenti salaci sulle ragazze che passano mentre due vecchine fanno tapezzeria in un angolo della sala, memoria storica di vecchie passioni e amori mai realizzati del piccolo paese.

Il tutto è raccontato con grande garbo, realizzato con bravi attori e allietato dalle animazioni di Giuseppe Laganà incaricate di dare corpo alle leggende e alle panzane che formano i miti fondanti del gruppo.

Tutto bene dunque? Non proprio. I 35 anni di distanza si sentono tutti e non si può non percepire un senso di già visto e sentito; ma ciò che più da fastidio è quel senso di costruzione letteraria, anche se divertente,  che si percepisce. Nessun personaggio esce fuori dai  limiti caricaturali con i quali è stato costruito: tutti  esistono solo in quanto frequentatori del bar: privi di una storia pregressa, di una famiglia, di un lavoro. Non ci viene raccontata nessuna storia d'amore, non ci sono trasformazioni, crescite, tutti trasportati in un presente fuori del tempo costruito dall'autore per i estrarre riferimenti e tipologie universali. 

Il risultato è un insieme di rapidi bozzetti intorno a dei personaggi visti attraverso un filtro che ha finito per disperdere qualsiasi loro calore umano.

Sarebbe impietoso fare dei confronti con i bar bolognesi di Pupi Avati e in particolare con quel recente "Gli amici del bar Margerita" - 2011, una deille tante prove con il quale l'autore mostra di saper  raccontare  storie appassionanti.

Alla fine i compagni del bar sembrano frequentarsi  non per costruire solide amicizie, importanti nei momenti difficili o gioiosi  (unica eccezione alla fine, quando Onassis invita il Tennico, entrambi scapoli, a passare le vacanze con lui) ma per trascorrere nel modo più gradevole un tempo che sembra fuori del tempo,  per coprire il vuoto delle loro esistenze.

 

Autore: Franco Olearo


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