STUDENT SERVICES

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Titolo Originale: Mes chères études
Paese: FRANCIA
Anno: 2010
Regia: Emmanuelle Bercot
Sceneggiatura: Emmanuelle Bercot
Produzione: LES FILMS DU KIOSQUE, CANAL+
Durata: 106
Interpreti: Déborah François, Alain Cauchi, Mathieu Demy

Laura ha compiuto diciannove anni ed è una studentessa fuori sede senza che la famiglia le dia il necessario per vivere. Neanche il ragazzo con cui convive può o vuole aiutarla. Decide di cercarsi un lavoro saltuario ma scartate le classiche soluzioni come cameriera o baby sitter, va direttamente a cercare ciò che in Intenet viene definito "solo per adulti..."

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Il film, che si può inquadrare nel filone erotico francese evidenzia il fenomeno delle studentesse che si prostituiscono per mantenersi agli studi ; in realtà non si impegna molto a condannare il comportamento della protagonista, constatando anzi il successo dell'iniziativa e facendolo diventare al più un problema politico-sociale
Pubblico 
Sconsigliato
Continue scene di nudo integrale femminile. Varie sequenze di accoppiamenti prezzolati compreso uno dove la ragazza subisce violenza
Giudizio Artistico 
 
Film di fattura modesta che manca l'obiettivo di mettere a fuoco la psicologia della protagonista: resta incomprensibile il suo isolamento e il disgusto che prova dopo gli incontri prezzolati appare dissociato dalla sua voglia di non rinunciare a nuove occasioni

Laura sta cercando opportunità di lavoro su di un sito Internet. Alla voce lavoro per studentesse appare una pagina fitta di proposte ma lei clicca solo su una voce particolare: " solo per adulti". Da quel momento in poi, dopo questa sua libera scelta, inizieranno una serie di telefonate, di appuntamenti, di incontri che non sarà più in grado di fermare. Il film è tratto dal libro autobiografico firmato con lo pseudonimo di "Laura D" che racconta come la protagonista, studentessa fuori sede al suo primo anno universitario, con pochi aiuti dai genitori e dal ragazzo con cui convive, accetta di incontrarsi con degli uomini a pagamento. All'inizio si tratta solo di saldare le bollette di casa ed anche se la ragazza esce disgustata dai vari incontri, finisce poi per proseguire perché in fondo è anche carino comperarsi una borsetta all'ultima moda o una nuova giacca di pelle.

Joe, un signore di 50 anni, il vero perno della storia, sa iniziare con abilità la ragazza al nuovo lavoro: la tratta all'inizio con dolcezza e con rispetto, in modo che lei acquisti confidenza; progressivamente però aumenta la ricompensa pattuita per riuscire a  trascinarla in una spirale di perversioni sempre più crudeli. Laura cerca di avviare una relazione con un giovane, sperando che possa comprendere la sua situazione, ma questi finisce per mostrarsi un parassita che approfitta dei suoi guadagni anche se poi sarà lui stesso a non riuscire più a sostenere la situazione: il castello di giustificazioni che lei adduce per portare avanti quello strano menage ("quando sono con quegli uomini non sono me stessa, sono un'altra") crolla per la sua stessa insostenibilità. 

Colpisce in questo film la solitudine di Laura: lontana dalla famiglia (e forse troppo orgogliosa di chiedere aiuti materiali e morali), non ha un'amica (ma forse non la cerca) con cui confidarsi, non ha un ragazzo che le faccia conoscere il vero amore e quindi la aiuti a uscire dalla spirale in cui si è avvitata. Il film manca di  luce, di una proposta alternativa, di uno spiraglio di speranza. Alla fine è proprio il personaggio della ragazza che non è stato ben messo a fuoco: perché non si confida con nessuno? Mostra un volto di disgusto  durante e dopo le prestazioni che le vengono richieste ma poi decide sempre liberamente di recarsi all'appuntamento successivo, anche se sa che ogni volta sarà sempre peggio.

Ci si può chiedere come mai Familycinematv si preoccupi di recensire un film vietato ai minori di diciotto anni. Ciò è dovuto al fatto che intorno a Student Services si è creato un alone di film-denuncia e che pertanto si suppone meriti il rispetto di un film che manifesta una verità scomoda e certamente da non nascondere. In effetti, come tutte le storie ispirate a fatti reali, il film merita il dovuto rispetto ma il suo impegno si limita a registrare un fatto (con molta malizia, fra l'altro), non a presentare una denuncia costruttiva.

Quando Laura alla fine del film risponde ai microfoni della televisione, ora scrittrice affermata dopo il successo della sua biografia, e dichiara che il suo prostituirsi durante il periodo universitario è stato un male assolutamente necessario, lo spettatore non può fare a meno di evidenziare la sua ipocrisia, visto che lei non ha mai detto di no ad alcun appuntamento, anche quando i soldi erano diventati sufficienti e che ha continuato a fare "il lavoro" anche quando si era trasferita a Parigi per iniziare a lavorare. E' significativa la scena nella quale Laura scopre con gioia di aver superato gli esami del primo anno: come prima cosa telefona a Joe , quasi a condividere la soddisfazione che il metodo della prostituzione part-time alla fine aveva funzionato.

In Italia Nessuno mi può giudicare aveva affrontato un tema simile: Paola Cortellesi era una mamma che, rimasta improvvisamente senza un marito e senza un soldo, decide provvisoriamente di fare la escort. Il tema era trattato in forma di commedi, evitava scene  scabrose e non era vietato ai minori  (a dimostrare, se ce ne fosse bisogno, che ci sono tanti modi di trattare argomenti anche importanti senza ricorrere a immagini crude ed esplicite). Purtroppo entrambi i film non sottolineano l'aspetto del male che si compie sulla persona, sulla violazione della propria dignità ma lo banalizzano a problema politico-sociale. Alla fine di Student Services una voce fuori campo auspica che il governo francese possa dare un salario agli studenti fuori sede. Tutto qui.

Il film lascia poca aria da respirare allo spettatore, svolgendosi per la maggior parte del tempo dentro una camera da letto, dove ben poco ci viene risparmiato delle prestazioni che vengono richieste alla ragazza, anche quelle più odiose, quando subisce violenza.

Se non si può definire un film pornografico, si può inquadrare nel ricco filone del cinema erotico che ha una lunga tradizione in Francia,  con in più la furbizia dell'impiego di un “vestito” ufficiale da film-inchiesta. 

 

Autore: Franco Olearo


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