TUTTI PER UNO (Luisa C. Ramosino)

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Titolo Originale: Les mains en l’air
Paese: Francia
Anno: 2010
Regia: Romain Goupil
Sceneggiatura: Romain Goupil
Produzione: Les Films Du Losange/ France 3 Cinéma
Durata: 90
Interpreti: Valeria Bruni Tedeschi, Linda Doudaeva, Jules Ritmanic

2067: Milana e Blaise, ormai vecchi, ricordano la loro piccola grande avventura di quando bambini si nascosero per quattro giorni come protesta contro la politica di espulsioni dell’allora governo Sarkozy. Tra adulti che si commuovono, ma non agiscono, e presenze affettuose come quella di Cedrine, la mamma di Blaise che si prende in casa Milana per proteggerla dalla polizia, i bambini organizzano una forma di protesta destinata ad attirare l’attenzione…

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Goupil coglie bene l’incoscienza degli anni a cavallo tra infanzia e adolescenza, tratteggiando i suoi bambini in modo tenero e ben riconoscibile. A deludere è però il mondo degli adulti, che appaiono convenzionali, senza un reale tentativo di approfondimento che non possa esse liquidato per luoghi comuni
Pubblico 
Pre-adolescenti
Una scena un po’ brutale di maltrattamento di un grillo
Giudizio Artistico 
 
La pellicola, pur con qualche lentezza e il fastidio di un doppiaggio non proprio riuscito, vale più come breve “romanzo di formazione” che come pellicola a tema, un racconto dotato di sensibilità anche se non di una profondità di riflessione su un tema certamente d’attualità.

Benintenzionato, ma non ben riuscito, il film di Romain Goupil (che nel film è il padre di Blaise, tentato di risolvere la situazione di Milana grazie alle conoscenze politiche) ha l’ambizione di raccontare uno dei drammi della contemporaneità francese – le discutibili e discusse politiche anti-immigrazione del governo Sarkozy – dal punto di vista dei bambini, che forse non ne capiscono di politica, ma conoscono bene la legge dell’amicizia assoluta che regna a quell’età.

Appare tutto sommato ben riuscito il ritratto di questa piccola banda che non pare conoscere il problema dell’integrazione nonostante siano evidenti le differenze tra la famiglia piccolo-borghese di Blaise e di sua sorella Alice e quella di Milana, formata da madre, sorella e un indeterminato numero di cugini che dividono un piccolissimo appartamento. Le simpatie, i primi battiti del cuore e il gusto dell’avventura, anche quando si tratta di fare qualche piccolo traffico illegale per incrementare i propri fondi…Goupil coglie bene l’incoscienza degli anni a cavallo tra infanzia e adolescenza, tratteggiando i suoi bambini in modo tenero e ben riconoscibile.

A deludere è però il mondo degli adulti, che, a partire dai poliziotti ottusi passando per le maestre non tutte di buon cuore fino alla borghese di sinistra dal cuore d’oro Cedrine (una Valeria Bruni Tedeschi un po’ troppo di maniera), appaiono a dir poco convenzionali, senza un reale tentativo di approfondimento che non possa esse liquidato per luoghi comuni. Genitori magari anche affettuosi e propositivi (come la combattiva Cedrine, che rivendica la sua coerenza e la sua moralità sia contro la “violenza di Stato” che contro l’esagerato amore per il compromesso del marito), ma in definitiva incapaci di capire fino in fondo i figli e i loro coetanei.

Può darsi che tanto serva a sottolineare la “necessità” del gesto rivoluzionario dei bambini (le cui difficoltà pratiche vengono non a caso liquidate senza che abbiano il tempo di diventare un problema…), ma proprio questo, insieme a una certa inutilità del meccanismo di cornice, finisce per dare l’impressione che la visione del regista sia poco lungimirante, si fermi alla denuncia attraverso la messa alla berlina dell’eccesso (nelle operazioni di sgombero così come nell’interrogatorio di uno degli amichetti dei bambini scomparsi da parte di poliziotti decisamente ottusi, ma non per questo meno violenti), senza riuscire a leggere gli eventi oltre la dimensione della cronaca.

Così la pellicola, pur con qualche lentezza e il fastidio di un doppiaggio non proprio riuscito, vale più come breve “romanzo di formazione” che come pellicola a tema, un racconto dotato di sensibilità anche se non di una profondità di riflessione su un tema certamente d’attualità.

  



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