APPUNTAMENTO CON L'AMORE

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Titolo Originale: Valentine's Day
Paese: USA
Anno: 2010
Regia: Garry Marshall
Sceneggiatura: Katherine Fugate, Abby Kohn, Mark Silverstein
Produzione: New Line Cinema/ Karz Entertainment/ Rice Films
Durata: 117'
Interpreti: Jessica Alba, Jessica Biel, Julia Roberts, Patrick Dempsey, Ashton Kutcher, Bradley Cooper, Eric Dane, Jennifer Gardner, Anne Hathaway, Shirley MacLaine, Taylor Lautner, Jamie Foxx, Queen Latifah

Il giorno di San Valentino a Los Angeles i destini di coppie e single si incrociano: un fiorista chiede alla sua ragazza di sposarlo; la sua migliore amica scopre che il suo fidanzato è in realtà un uomo sposato; un giocatore di football dichiara al mondo di essere gay; la sua addetta stampa è troppo occupata per trovare l’amore; il giovanotto che smista la posta di un grande ufficio si invaghisce di una segretaria che integra lo stipendio con il telefono erotico; una coppia si rinnova i voti dopo cinquant’anni di matrimonio; due sedicenni vogliono fare sesso per la prima volta. E intanto un uomo e una donna sono in volo per Los Angeles, entrambi per ragioni di cuore…

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Il commento un po’ sconsolato sull’anacronismo del proprio modello, da parte dell’unico con un matrimonio longevo, di fronte alla dichiarazione nemmeno un po’ imbarazzata della nipote di aver scelto la data fatidica per fare sesso per la prima volta, è la pietra tombale definitiva per una certa idea dell’amore, evidentemente non più consona alle esigenze del consumismo sentimentale odierno.
Pubblico 
Adolescenti
Scene di nudo e sensuali, turpiloquio
Giudizio Artistico 
 
Film con eccesso di personaggi e di storie, nessuna delle quali approfondita a sufficienza per uscire da cliché già usati in tanti altri film romantici

Film a episodi a tema amoroso e con data di scadenza (come suggerisce il titolo, le storie si svolgono nell’arco di una sola giornata) sul genere di Love Actually (pure qui c’è il bambino malato d’amore), ma privo sia del brio che dell’inventiva di quest’ultimo. La pellicola infila un cast da capogiro (nel profluvio di linee narrative più o meno forzatamente incrociate a nessun attore tocca molto più che un quarto d’ora in scena) che sembra selezionato più che dal regista da un esperto di marketing nel tentativo di coprire ogni possibile target d’età (dall’infanzia, ormai infilata di diritto nel delirio consumistico della ricorrenza, alla terza età) e di genere (non manca l’omosessuale che decide finalmente di essere se stesso) e sfilare qualche dollaro alle coppiette.

Il fatto che la pellicola metta in scena la critica allo sfruttamento commerciale di una ricorrenza fasulla, per bocca del giornalista sportivo costretto a interviste sdolcinate e dell’addetta stampa che “odia San Valentino” perché è sempre sola (indovinate un po’? Finiranno per mettersi insieme) non impedisce che tutta l’operazione risulti assolutamente “organica” a quel medesimo sistema. In effetti, il “prodotto”, condito di un sentimentalismo fasullo e stucchevole, prevede una consumazione a ridosso della fatidica data e la totale sospensione di ogni facoltà critica.

Rispetto a illustri antecedenti del genere “a episodi” qui si paga, eccome, l’eccesso di personaggi e di storie, nessuna delle quali approfondita a sufficienza per uscire dal cliché e conquistarsi l’affetto di chi guarda, se si esclude forse quella di cornice, con il fiorista innamorato che si vede respingere l’anello e la sua migliore amica che non si è accorta che il bel fidanzato conduce una doppia vita. Inutile dirlo, troveranno la consolazione proprio dove avrebbero dovuto sempre cercarla, se avessero visto almeno una delle molte romantic comedy sfornate da Hollywood negli ultimi anni e a cui gli autori qui si ispirano senza troppa originalità.

Sentimento a profusione, quindi, se possibile da consumare fisicamente (anche se poi i ragazzini decideranno che è meglio aspettare), pur di non restare soli, nella camera di un albergo elegante, o improvvisando sotto gli occhi compiacenti di genitori e parenti. Il commento un po’ sconsolato sull’anacronismo del proprio modello, da parte dell’unico con un matrimonio longevo, di fronte alla dichiarazione nemmeno un po’ imbarazzata della nipote di aver scelto la data fatidica per fare sesso per la prima volta, è la pietra tombale definitiva per una certa idea dell’amore, evidentemente non più consona alle esigenze del consumismo sentimentale odierno.

La morale un po’ facilotta della storia (se ami qualcuno lo devi accettare in toto e non solo per quello che ti piace - nel caso specifico anche il secondo lavoro come telefonista hot della tua fidanzata) di fatto implica la rinuncia ad ogni forma di giudizio morale sui comportamenti altrui. Che l’amore tutto comprenda e tutto sopporti è una verità che ci siamo sentiti ricordare da ben altre fonti ma che qui viene ridotta ad un conformismo livellante che alla lunga uccide anche la drammaturgia. Perché, oltre che qualche risata dolceamara e un pugno di intrecci prevedibili, forse da una storia vorremo che fosse capace di lasciarci qualcosa, che magari non durerà cinquant’anni, ma almeno più dei 365 giorni che ci separano dal prossimo appuntamento con l’amore.

Autore: Franco Olearo


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