BEASTLY

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Titolo Originale: BEASTLY
Paese: USA
Anno: 2011
Regia: Daniel Barnz
Sceneggiatura: Daniel Barnz dall’omonimo romanzo di Alex Flinn
Produzione: CBS Films/ Storefront Films
Durata: 86
Interpreti: Alex Pettyfer, Vanessa Hudgens, Peter Krause, Mary-Kate Olsen, Lisa Gay Hamilton

Kyle, liceale di Manhattan bello, ricco e arrogante, umilia pubblicamente una compagna di classe un po’ originale, Kendra. Questa, però, è in realtà una strega, che scaglia contro di lui una maledizione: orribilmente sfigurato dovrà trovare una ragazza disposta ad amarlo per quello che è, altrimenti resterà così per sempre. Kyle si dispera, ma poi una possibilità di salvezza entra nella sua vita attraverso la dolce Lindy…

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Racconto di formazione sull’importanza del guardare oltre le apparenze e sulla capacità salvifica di un amore disinteressato, che “venera” il suo oggetto anziché possederlo e usarlo
Pubblico 
Tutti
Giudizio Artistico 
 
Pur con qualche lungaggine e cedimento al sentimentalismo, Beastly riesce a impostare un discorso di amore, poesia, sacrificio di sé e rispetto dell’altro con linguaggio adatto ad adolescenti. Vanessa Hudgens è poco significativa in questa parte.

Di questi tempi per raccontare l’adolescenza in modo non ambiguo o catastrofico ci vogliono o i romanzi o le fiabe. Questo Beastly (opera seconda di Daniel Barnz, autore anche di un’altra sensibile “variazione fantastica”, Phoebe in Wonderland, che usava il racconto di Lewis Carrol per parlare della malattia mentale) ha un po’ di entrambi. Il riadattamento moderno de La bella e la bestia, romanzato da una specialista della letteratura per adolescenti come l’americana Alex Flinn, diventa qui un racconto di formazione sull’importanza del guardare oltre le apparenze e sulla capacità salvifica di un amore disinteressato, che “venera” il suo oggetto anziché possederlo e usarlo.

Si dice che Le Prince de Beaumont, autrice della fiaba originale, l’avesse scritta anche per consolare le giovinette spesso costrette, per ragioni familiari, a sposare consorti poco attraenti, esortandole a cogliere, dietro un aspetto o un carattere poco affascinanti la possibilità di una vera ricchezza interiore, che trasforma anche la Bestia in Principe. La scelta di ambientare la storia nel mondo adolescenziale, da sempre fase critica per quanto riguarda le trasformazioni fisiche e i rapporti con l’altro sesso, e oggi così spudoratamente asservito all’apparenza, si rivela vincente.

Nell’adattamento, però, anche il punto di vista cambia (dalla Bella alla Bestia) e a dover apprendere la lezione è un principe (i teenager americani, più che i nostri, abituati ai rituali del ballo di fine anno e relative gare, non avranno difficoltà a decodificare l’analogia) che dovrà imparare, letteralmente, sulla propria pelle, cosa sia la vera bellezza e cosa significhi amare ed essere amati pena la dannazione in un aspetto repellente.

Il protagonista ha dalla sua qualche attenuante per il suo atteggiamento superficiale ed egoista (gli manca la madre e il padre, giornalista televisivo, è anaffettivo e schiavo delle apparenze), ma giustamente la storia, più che cercare giustificazioni alle sue mancanze, si concentra sulla cura delle medesime.

La strega, infatti, non vuole semplicemente punirlo, ma insegnargli una dura lezione e la strada della salvezza e del riscatto, come in ogni favola che si rispetti, non permette scorciatoie ma prevede anche qualche aiutante inaspettato (una paziente cameriera spagnola e un pedagogo cieco e impertinente). Tutto questo, però, non basterebbe a salvare Kyle dalla disperazione e dall’odio di se stesso e di quel che è diventato; come recita l’adagio, particolarmente vero nell’età ingrata dei teen, si riesce ad amare se stessi solo se qualcuno ci ama per primo.

Il vero catalizzatore del cambiamento è l’incontro con qualcuno capace di guardarlo per quello che è e insegnargli il senso del sacrificio e dell’amore gratuito, in questo caso una compagna di classe povera e trascurata (e bisognerà perdonare se, in omaggio al successo di High School Musical, a interpretarla è l’assai poco insignificante Vanessa Hudgens).

Perfettamente funzionale l’ambientazione newyorkese, divisa tra la Manhattan fredda e perfetta, regno dell’apparenza, e la Brooklyn, altrettanto affascinante, ma più calda e più autentica dove viene “esiliato” Kyle quando la sua “condizione” lo rende insopportabile agli occhi del padre, e dove la Bestia ricomincerà a riscoprire il significato della bellezza prima nella natura, poi negli altri e infine in se stesso.

Pur con qualche lungaggine e cedimento al sentimentalismo, Beastly riesce a raccontare un rapporto tra adolescenti che qualche cinico vorrà definire favolistico ma che per una volta, invece che trattare droga e prime volte, riesce a mettere nello stesso discorso amore, poesia, sacrificio di sé e rispetto dell’altro parlando un linguaggio che gli adolescenti hanno mostrato di apprezzare anche in versioni banalizzate come nella saga di Twilight

Autore: Laura Cotta Ramosino


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