INTO THE WOODS

Titolo Originale: Into the woods
Paese: USA, UK, Canada
Anno: 2014
Regia: Rob Marshall
Sceneggiatura: James Lapine
Produzione: UCAMAR PRODUCTIONS, WALT DISNEY PICTURES
Durata: 125
Interpreti: Meryl Streep, Emily Blunt, James Corden, Anna Kendrick, Chris Pine

Quando un panettiere e sua moglie (James Corden ed Emily Blunt) sono maledetti da una strega (Meryl Streep), sono condannati a una vita senza figli a meno che non trovino determinati oggetti nella foresta. I due intraprendono un viaggio che li porterà a conoscere molti personaggi delle storie Grimm, da Cenerentola e il suo principe (Anna Kendrick e Chris Pine) a Cappuccetto Rosso a Raperonzolo, e molti altri. Il finale non è da fiaba Disney come molti si aspettano…

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Quattro famose favole non rassicurano più grandi e piccini e rivelano un disturbante lato nascosto
Pubblico 
Pre-adolescenti
Qualche scena potrebbe impressionare i più piccoli
Giudizio Artistico 
 
Il film manifesta qualche problema di fluidità narrativa: i protagonisti non fanno altro che rincorrersi in un bosco, apparentemente minuscolo, e lo spettacolo va avanti per troppo tempo, rischiando a tratti di essere ripetitivo.

Into The Woods era un musical di successo prima di trasformarsi in semi-perfetto film natalizio ricco di musiche (piacevoli, ma francamente dimenticabili) e performance dolcemente sopra le righe. Semi-perfetto perché’ non è la classica fiaba che rassicura grandi e piccini, dove il bene trionfa sempre e buoni sono principi e principesse dal mantello bianco e coscienza limpida.

Il musical di Rob Marshall è una riflessione sul significato nascosto di molte favole Grimm. L’esempio più lampante è forse il racconto di Cappuccetto Rosso, dove un adulto non tarderà a riconoscere la non tanto velata allusione a violenza sessuale e stupro. In modo simile, il Principe di Cenerentola si rivela essere un playboy, incapace di rimanere fedele alla moglie.

Se interessante e diversa è la chiave interpretativa del film, la sua natura teatrale crea qualche problema di fluidità narrativa: i protagonisti non fanno altro che rincorrersi in un bosco, apparentemente minuscolo, e lo spettacolo va avanti per  troppo tempo, rischiando a tratti di essere ripetitivo.

Eppure l’irriverenza delle performance di Streep, Blunt, Kendrick e perfino di Johnny Deep nella parte del Lupo Cattivo, una scenografia che non si risparmia e l’audacia delle metafore, fanno sì che lo spettacolo sia godibile.

Lungo. Teatrale. Ma orecchiabile.

Autore: Miriam Bellomo


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