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24 aprile 2011, n. 16

Inviato da Franco Olearo il Sab, 04/23/2011 - 20:41

CAPPUCCETTO ROSSO SANGUE

Inviato da Franco Olearo il Ven, 04/22/2011 - 15:10
Titolo Originale: RED RIDING HOOD
Paese: USA
Anno: 2011
Regia: Catherine Hardwicke
Sceneggiatura: David Johnson
Produzione: Leonardo Di Caprio, Michael Ireland, Jennifer Davisson Killoran, Alex Mace e Julie Yorn per Appian Way/ Random Films/Warner Bros. Pictures
Durata: 94
Interpreti: Amanda Seyfried, Gary Oldman, Julie Christie

In un paesino disperso in mezzo a fitte foreste (la Foresta nera?) da decenni pesa la minaccia di un lupo feroce e mostruoso; per placarlo ad ogni luna piena viene offerto un maialino. Il patto sembra tenere fino al giorno in cui una fanciulla viene uccisa dal lupo, che forse è in realtà un licantropo… La sorella della defunta, la bella Valerie, è stata promessa in sposa dai genitori al rampollo della famiglia più ricca del villaggio, ma medita la fuga con l’innamorato di sempre…. Intanto sul posto viene convocato un leggendario cacciatore di lupi mannari e Valerie comincia a sospettare che dietro gli occhi maledetti della bestia si nasconda qualcuno che conosce anche troppo bene…

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Un sacerdote, chiamato al villaggio per la sua fama di addomesticatore di licantropi, si scopre essere un cinico e sensuale inquisitore
Pubblico 
Adolescenti
Alcune scene horror e di violenza.
Giudizio Artistico 
 
Lo svolgimento risulta fiacco e poco interessante, per nulla aiutato dallo scarso carisma degli interpreti giovan
Testo Breve:

La regista Catherine Hardwicke, già dietro alla macchina da presa per Twilight  cerca di riesumare      cer , cerca di bissare il successo della famosa saga per adolescenti ma fallisce su tutta la linea: lo svolgimento risulta fiacco e poco interessante, i personaggi appaiono del tutto bidimensionali e intercambiabili    . SCarsa    anche   anche a causa dello scarso carisma degli interpreti giovani  

Ci sono due bei fusti che fanno la corte a una fanciulla solo apparentemente indifesa, c’è una minaccia oscura e soprannaturale che sembra riguardare proprio la bella fanciulla, c’è la regista Catherine Hardwicke (già dietro alla macchina da presa per Twilight), c’è un po’ di invadente musica pop per ravvivare l’atmosfera pseudomedievale.

Sulla carta, dunque, gli ingredienti perfetti per un nuovo hit adolescenziale che inaugura ad Hollywood la tendenza delle fiabe rivisitate per il pubblico dei teen e degli young adults che sono diventati il target privilegiato non solo del cinema, ma anche di certa letteratura di consumo che sopravvive alla crisi della pagina scritta. Nei prossimi mesi/anni arriveranno ben due Biancaneve, unHansel e Gretel e via a seguire a meno che i mediocri risultati americani di questo primo titolo facciano già cambiare idea ai produttori.

Trovare chiavi nuove per raccontare le fiabe più amate, infatti, è tutt’altro che semplice, in letteratura, ma soprattutto al cinema (basti ricordare il maldestro tentativo di Gilliam con I fratelli Grimm e l’incantevole strega). Che Cappuccetto Rosso si presti a letture psicanalitiche più o meno azzardate lo avevano dimostrato con più successo prima la scrittrice Angela Carter (autrice di numerose rivisitazioni fiabesche di stampo femminista), poi Neil Jordan che nel 1984 aveva realizzato l’insolito, sebbene non perfettamente riuscito, In compagnia dei lupi proprio adattando un racconto della Carter.

Il film della Hardwicke, invece, fallisce su tutta la linea, incapace di creare un’atmosfera di sospensione in cui intrecciare i fili di una vicenda tutto sommato elementare, ma limitandosi a giocare ripetutamente la carta della suspense circa l’identità del lupo irresistibilmente attratto dalla bella (e francamente un po’ smorfiosa) Valerie. I personaggi appaiono del tutto bidimensionali e intercambiabili, funzioni di un gioco di eliminazione in cui alcuni dettagli francamente incongrui (l’elefante di metallo che il cacciatore di lupi mannari usa per torturare i sospettati, due guerrieri di colore e uno asiatico) non fanno che moltiplicare l’effetto generale di ridicolo.

I fin banali ammiccamenti di natura sessuale (che forse avevano convinto i produttori dell’interesse dell’operazione) perdono ogni residua efficacia in un baraccone in cui è impossibile essere coinvolti per mancanza dei più elementari meccanismi di affezione.

Le relazioni tra i personaggi principali o secondari ( tra Valerie e i suoi spasimanti, ma anche tra la famiglia di lei e del suo promesso sposo, nonché interne al villaggio) risultano incomprensibili per mancanza di sufficiente approfondimento o date per scontate, e così lo svolgimento risulta fiacco e poco interessante, per nulla aiutato dallo scarso carisma degli interpreti giovani mentre i due nomi noti tra i personaggi adulti (Oldman e la Christie) si limitano a offrire il minimo sindacale in un contesto decisamente inferiore alle loro capacità.

Scambiando la semplicità della fiaba con la schematicità delle caratterizzazioni e convincendosi che sia sufficiente aggiungere un po’ di musica pop e un qualunque triangolo sentimentale per dare smalto a intrecci così noti, gli autori hanno realizzato niente più che un B movie destinato a lasciare, al contrario delle grandi narrazione archetipiche a cui si rifà, poco o nulla nella memoria degli spettatori.

  

Autore: Luisa Cotta Ramosino
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione


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17 aprile 2011 n. 15

Inviato da Franco Olearo il Dom, 04/17/2011 - 18:34

Settimana del 17 aprile 2011

Inviato da Franco Olearo il Dom, 04/17/2011 - 18:33

Questa settimana abbiamo recensito "Habemus Papam", l'ultimo di Nanni Moretti. Che succederebbe se un Papa appena eletto, fosse colto da crisi depressiva e dichiarasse di rinunciare? Habemus Papam di Nanni Moretti è una commedia molto divertente ma la sua debolezza sta nel fatto che l'autore ha ritratto un mondo che non ha cercato affatto di conoscere e comprendere. Il film manca di credibilità di fronte a un anziano cardinale che pare più incerto di un pretino alla sua prima assegnazione in una parrocchia.

In "Se sei così, ti dico sì" Solfrizzi e Belèn, diversi per età, per origine e per carriera artistica, trovano una strana forma di intesa aiutandosi a vicenda nella loro ricerca del successo. Contrariamente a quanto si potrebbe ipotizzare, si tratta di un film d'autore e non di una commedia all'italiana.
Con "Non smettere di sognare" riprendiamo dopo molto tempo, ce ne scusiamo con i lettori, la recensione di fiction TV che hanno come target i giovani e gli adolescenti. Ispirato alla trasmissione Amici di Maria de Filippi, questo serial televisivo in 8 puntate con una trama banalissima sciorina tutto il sentimentalismo fasullo a cui ci hanno abituato i filmdi Federico Moccia, ormai diventato una standard per i prodotti giovanili.
Buona lettura dalla Redazione di
www.familycinematv.it

Settimana del 10 aprile 2011, n. 14

Inviato da Franco Olearo il Dom, 04/10/2011 - 09:07

Settimana del 3 aprile 2011

Inviato da Franco Olearo il Dom, 04/03/2011 - 15:16

Questa settimana abbiamo dedicato la foto centrale a un film uscito in Homevideo (Le cronache di Narnia - Il viaggio del veliero: FilmOro) in quanto questa settimana non sono usciti film significativi. Segnaliamo inoltre mercoledì in TV "Bloody Sunday" : si tratta della domenica del 30 gennaio 1972, quando tredici manifestanti disarmati vennero uccisi dai soldati inglesi lungo le strade della cittadina nordirlandese di Derry.

"Kick Ass", ispirato all'omonimo fumetto, è un film ingannevole. Si qualifica, nella forma e nei personaggi, come film per adolescenti ma in realtà è un film violento e cinico: l'eroina è una ragazza di dodici anni che è stata addestrata dal padre come perfetta macchina per uccidere. Il film è uscito venerdì come VM14.
"Amici miei - Come tutto ebbe inizio" è, per la produzione e per gli attori coinvolti, un cinepanettone spostato a primavera. Un film in cui si ride poco, senza molte pretese, con scurrilità e volgarità.
Buona lettura dalla Redazione di
www.familycinematv.it

3 aprile 2011, n. 13

Inviato da Franco Olearo il Dom, 04/03/2011 - 09:32

Settimana del 27 marzo 2011

Inviato da Franco Olearo il Dom, 03/27/2011 - 09:37

Questa settimana vi presentiamo "Non lasciarmi" - FilmOro. Questo film inglese denuncia le pericolose derive della scienza che rischiano di concepire esseri umani come pezzi di ricambio di altri ma contrariamente all'iperdinamico The Island , che ha sviluppato lo stesso tema, il racconto scava nei sentimenti, nell'interiorità di tre giovani "predestinati". Il tutto è raccontato nella normalità di una società che ha ormai assimilato tale comportamento. Un monito alla banalizzazione di tante discriminazioni contemporane, come quella che può colpire coloro che stanno per nascere. Si suggerisce la visione ai più grandi non perché ci siano scene cruente, ma per l'atmosfera cupa che pervade tutto il film.

C'era grande attesa per il film "Dilan Dog - Il film", sopratutto la speranza che anche il pubblico americano potesse apprezzare il fumetto italiano con questa riuscitissima serie. Le speranze sono state ampiamente deluse non solo per la qualità del film ma perché è stato completamente travisato il personaggio Dylan Dog, che ora è diventato un muscoloso superman di serie B.

"Come lo sai" è una commedia americana lenta e a tratti noiosa su di una ragazza campionessa di softball incerta fra Matt, divertente e sportivo e George, onesto e ingenuo fino al ridicolo. Per fortuna l'onestà verrà premiata.

Per il film "Il gioiellino" che racconta il crack finanziario della Parmalat è stata aggiunta una nuova, interessante recensione di Paolo Braga.

Buona lettura dalla Redazione di
www.familycinematv.it

27 marzo, n.12

Inviato da Franco Olearo il Dom, 03/27/2011 - 09:20

COME LO SAI

Inviato da Franco Olearo il Mer, 03/23/2011 - 21:57
Titolo Originale: HOW DO YOU KNOW
Paese: Usa
Anno: 2010
Regia: James L. Brooks
Sceneggiatura: James L. Brooks
Produzione: Columbia Pictures
Durata: 121
Interpreti: Reese Witherspoon, Owen Wilson, Jack Nicholson, Paul Rudd, Kathryn Hahn

Lisa è una campionessa di softball americano che, dopo anni di successi e riconoscimenti, viene estromessa dalla nuova squadra, perché lenta per i suoi “trentuno anni”. Non si può certo dire che sia una ragazza sola: Matty, campione di baseball “farfallone”e divertente e George, sbadato manager corretto fin quasi all’ingenuità, se ne innamorano entrambi e cercano di farle dimenticare la cocente delusione offrendole, ognuno nel suo specifico modo, il proprio amore.

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Alla fine un ragazzo leale ed onesto fino al ridicolo, avrà la meglio su tutti
Pubblico 
Adolescenti
Turpiloquio
Giudizio Artistico 
 
La commedia di Brooks è lenta, con scene dalle situazioni a tratti surreali. I personaggi sono anche gradevoli e molte scene divertenti, ma la sensazione è che manchi un vero e proprio focus sulla storia. Una commedia romantica di certo non memorabile e sicuramente non entusiasmante, a tratti noiosa: la salvano gli attori e pochi spunti brillanti.
Testo Breve:

 Lisa è una campionessa di softball americano che, dopo anni di successi e riconoscimenti, viene estromessa dalla nuova squadra. Decide quindi che è tempo di trovarsi un ragazzo fisso ed è incerta fra Matt, divertente e sportivo e George, onesto e ingenuo fino al ridicolo. Una commedia  lenta e a tratti noiosa: la salvano gli attori e pochi spunti brillanti

Lisa è un modello di comportamento per tutte: è da quando ha otto anni che il softball è la sua vita e ha sempre fatto migliorare le compagne, oltre a dare il meglio di sé in campo. Il nuovo allenatore, però, decide di estrometterla dalla formazione della nuova squadra dell’anno e a Lisa crolla il mondo addosso: nella sua vita, finora, non ha avuto nient’altro di più importante che lo sport. Ora, invece, è tempo di ridefinire le priorità. Da dove iniziare? Con Matty, con il quale ha in comune l’appartenenza al mondo del baseball, ha un’affinità non solo di interessi, ma anche molto fisica: la loro relazione iniziale è basata principalmente su un’intesa sessuale appagante. A Lisa però non basta: Matty non riesce a consolarla a un livello più profondo; certo, non è poco farla ridere e svagare, ma Lisa cerca qualcosa di più. Si imbatte in George quasi casualmente. Una sua amica passa il suo numero a quest’uomo corretto e leale fin quasi a rendersi ridicolo, ma proprio per questo, amabile fin da subito. George la chiama per correttezza, per giustificare il suo non averla mai cercata (pur non conoscendola affatto): ha incontrato un’altra ragazza, della quale è innamorato, e non può certo frequentarne altre. Lisa è divertita dall’atteggiamento del ragazzo e lo prende un po’ per matto. George, apparentemente così diverso da lei, uomo in carriera, ma in grossa difficoltà finanziaria, dolce e un po’ goffo, sensibile ed onesto, frequenta invece Terry, una ragazza egoista e superficiale. La fine della storia con questa lo spinge a ricontattare Lisa (grazie anche all’incoraggiamento di Annie, segretaria del padre che ha un debole per lui e gli vuole davvero bene): da quel momento, complici una serie di situazioni in parte casuali, in parte ricercate, i cammini di Lisa e George si incrociano nuovamente e con una certa frequenza, lasciando intendere a entrambi che tra loro c’è molto più in comune di quanto loro stessi pensino. In realtà George rimane subito affascinato da Lisa, mentre la ragazza fatica ad accettare l’idea che possa piacerle “uno così”, anche se continua sempre più spesso a cercarne la compagnia e la consolazione. Come lo sai quando una persona è quella giusta per te?

La commedia di Brooks è lenta, con scene dalle situazioni a tratti surreali. Lisa non sa quel che vuole, ma la fortuna è con lei perché non viene mai respinta o rifiutata, ma subito desiderata, voluta e in seguito amata. Non sono molti gli ostacoli sul suo cammino personale. Lisa cambia sempre idea un attimo dopo aver preso una decisione, in modo totalmente irrazionale e non giustificato se non da una confusione più preoccupante della soglia normale; non capiamo come Matty, eterno Peter Pan, divertente ma superficiale, a un tratto si innamori a tal punto di Lisa da chiederle di andare a vivere da lui e di come George, fino a qualche attimo prima profondamente coinvolto in una relazione sbagliata, abbia come un colpo di fulmine per Lisa, tanto da gettare il proprio destino nella possibilità o meno che la ragazza decida di mettersi con lui. George, infatti, accusato di frode finanziaria ingiustamente a causa del padre, interpretato da un evergreen quale Nicholson (che ritroviamo nei film di Brooks in brillanti interpretazioni quali Qualcosa è cambiato e Voglia di tenerezza), deve decidere se farsi accusare al posto suo rischiando tre anni di galera, o far passare al genitore i suoi ultimi venticinque anni di vita da recluso: se capirà, come crede, che Lisa è la donna giusta per lui, perché lo preferirà a Matty, allora non potrà rischiare la propria vita e felicità per difendere un padre che ha sbagliato e che ha trascinato lui e l’azienda nelle proprie scelte errate. Se Lisa invece rimarrà con Matty e lo respingerà, vorrà dire che non gli rimane nulla nella vita più che l’amore per suo padre, che potrebbe spingerlo a “questo sacrificio”. Tale scelta, di non poca importanza, è trattata ovviamente con i toni leggeri e divertenti della commedia. I personaggi sono anche gradevoli e molte scene divertenti, ma la sensazione è che manchi un vero e proprio focus sulla storia. Ci si disperde nelle sottotrame secondarie, per poi capire che forse erano le principali: da subito, infatti, crediamo che la protagonista sia Lisa, ma poi, dopo la delusione dell’estromissione dalla squadra, Lisa non rincorre più un obiettivo e per lo spettatore è difficile appassionarsi alle sue vicende. E’ la storia di George che invece seguiamo fino alla fine: riuscirà a salvare l’azienda e a riconciliarsi col padre e, soprattutto, riuscirà a conquistare Lisa con la sua dolcezza e profondità? Il finale è prevedibile, mentre i ritmi, lenti un po’ retrò, e lo sviluppo confuso e dispersivo, non aiutano a tener desta l’attenzione. Una commedia romantica di certo non memorabile e sicuramente non entusiasmante, a tratti noiosa: la salvano gli attori e pochi spunti brillanti.

  

Autore: Eleonora Fornasari
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione


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