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27-6-2011 n.25

Inviato da Franco Olearo il Mer, 06/22/2011 - 23:02

Settimana del 19 giugno 2011

Inviato da Franco Olearo il Sab, 06/18/2011 - 14:16

Questa settimana vi presentiamo in anteprima "Un anno da Ricordare"- FilmVerde della Walt Disney: un film ben fatto per i piccoli e i grandi che amano i cavalli. Penny, una casalinga madre di quattro figli, a dispetto di mille difficoltà e nonostatnte la sua inesperienza, inizia a gestire il ranch ereditato dal padre e porta Secretariat, magnifico purosangue, alla conquista della prestigiosa Triple Crown. Una storia ben raccontata e piena di speranza, che parla del coraggio di non arrendersi anche quando le condizioni sembrano avverse
"I guardiani del destino" è uno strano film con risvolti metafisici. Forse noi non ce ne accorgiamo, ma esistono dei guardiani agli ordini di un demiurgo del mondo che controllano il nostro comportamento per evitare che facciamo sciocchezze, incapaci come siamo di utilizzare il libero arbitrio. Una fantascienza un po’ strampalata che si salva solo grazie alla bella storia d’amore fra i due protagonisti.
"L'ultimo dei Templari" è l'ultima "bravata" di Nicolas Cage: due crociati disgustati dalle crudeltà della guerra, decidono di tornare in patria ma trovano la peste, una strega e perfino il diavolo… Una sceneggiatura sconnessa con grossolani toni anticlericali.
Buona lettura dalla Redazione di
www.familycinematv.it

19-6-2011 n. 24

Inviato da Franco Olearo il Ven, 06/17/2011 - 17:54

Settimana del 12 giugno 2011

Inviato da Franco Olearo il Dom, 06/12/2011 - 08:55

Questa settimana vi presentiamo:
“X-Men: L’inizio”- FilmVerde è un riuscitissimo prequel del franchise Marvel dedicato ai Mutanti
Il successo della serie di “X-Men” sta nella peculiarità di questo tipo di particolare di eroi: sono supereroi d’acciaio, indistruttibili, ma tutto sommato preferirebbero somigliare agli uomini e vivere con le loro debolezze.

“London Boulevard”: un criminale ha appena lasciato il carcere ha giurato di non tornarci mai più. Delude il debutto come regista di William Monahan (sceneggiatore di The Departed) in termini non solo di intreccio, ma di approfondimento dei caratteri.

“Four Lions”: un gruppo di giovani musulmani residenti in Gran Bretagna decide, con maggiore o minore consapevolezza, di abbracciare la jihad. Le situazioni grottesche che si vengono a creare dovrebbero sottolineare, sorridendo, l'assurdità di morire uccidendo altre persone. Ma il film fallisce il suo obiettivo e resta molto amaro in bocca.

Buona lettura dalla Redazione di
www.familycinematv.it

12 giugno 2011, n. 23

Inviato da Franco Olearo il Sab, 06/11/2011 - 17:06

LONDON BOULEVARD

Inviato da Franco Olearo il Ven, 06/10/2011 - 12:28
Titolo Originale: LONDON BOULEVARD
Paese: USA, Gran Bretagna
Anno: 2011
Regia: William Monahan
Sceneggiatura: William Monahan
Produzione: GK Films/ Henceforth Pictures/Projection Pictures
Durata: 104
Interpreti: Colin Farrell, Keira Knightley, Ben Chaplin, Ray Winstone

Mitchel (Farrell), un criminale di South London, ha appena lasciato carcere e si è giurato di non tornarci mai più. Deve però sfuggire alle offerte più o meno amichevoli di chi lo vorrebbe di nuovo coinvolgere in attività poco pulite, dall’”amico” Billy (Chaplin) fino a boss Gant (Winstone), che arriva a minacciare anche l’eccentrica sorella di Mitch, Briony. È forse proprio per allontanarsi dall’ambiente malavitoso che Mitchel accetta di fare da “guardia del corpo” a Charlotte (Knightley) una giovane e tormentata attrice perseguitata dai fotografi in cerca di scandali. Ma liberarsi del passato, non sarà così semplice…

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Una storia in pervasa di nichilismo, di cui non si coglie affatto il senso profondo. Presenza di una scena con violenza sadica
Pubblico 
Maggiorenni
Numerose scene di violenza anche brutale, una scena sensuale.
Giudizio Artistico 
 
Ci si poteva aspettare certamente di più da William Monahan (sceneggiatore di The Departed) per il suo debutto dietro la macchina da presa; di più in termini non tanto e non solo di intreccio, ma di approfondimento dei caratteri e dei loro dilemmi.
Testo Breve:

Un uomo uscito dal carcere deve evitare tornare nel circuito della criminalità. Modesto l'intreccio e la definizione dei perrsonaggi. Presenza di una scena sadica

Ci si poteva aspettare certamente di più da William Monahan (sceneggiatore di The Departed) per il suo debutto dietro la macchina da presa; di più in termini non tanto e non solo di intreccio, ma di approfondimento dei caratteri e dei loro dilemmi.

Il delinquente “pentito” Mitchel, invece, con il suo fascio di istintualità, talvolta anche declinata a fin di bene (come nei confronti del barbone a cui fa la carità per scaramanzia e che cercherà di vendicare senza riuscirci, o verso la sorella Briony, incosciente e testarda oltre ogni logica), resta un personaggio opaco, verso il quale l’empatia scatta forse solo per mancanza di altri appigli…

La giovane star un po’ isterica interpretata  da Keira Knightley a forza di smorfiette e bronci, infatti, sembra più una funzione che un vero e proprio personaggio mentre la costellazione di criminali più o meno pericolosi con cui ha a che fare Mitch non sfugge mai alla logica dello stereotipo impedendo alla pellicola di andare oltre il puro esercizio di genere.

Si intuisce qua e là un apprezzabile tentativo di far intuire come la “dannazione” di Mitch non sia solamente il frutto di circostanze esterne, ma un insieme di responsabilità individuali e contingenze esterne, così come è interessante, benché in definitiva pervasa di nichilismo, la svolta finale, che spezza la spirale della violenza ormai incontrollata grazie al gesto di un personaggio secondario (l’assassino del barbone che  Mitch  non ha avuto la forza di uccidere a sangue freddo).

Il finale è amaro e richiama per certi versi quello disperato e disperante del lavoro più famoso di Monahan, ma mancando a questa pellicola l’ambiziosa architettura di The Departed, il risultato resta deludente se non addirittura irritante, uno spreco di buoni attori, buona regia e un’ottima colonna sonora, per una storia di cui non si coglie affatto il senso profondo.

Autore: Luisa Cotta Ramosino
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione


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FOUR LIONS

Inviato da Franco Olearo il Dom, 06/05/2011 - 19:17
Titolo Originale: FOUR LIONS
Paese: Gran Bretagna
Anno: 2011
Regia: Christopher Morris
Sceneggiatura: Christopher Morris, Jesse Amstrong, Sam Bain, Simon Backwell
Produzione: Warp Films Productions
Durata: 94
Interpreti: Riz Amed, Arsher Ali, Nigel Lindsey, Kayvan Novak

Un gruppo di giovani musulmani residenti in Gran Bretagna decide, con maggiore o minore consapevolezza, di abbracciare la jihad. Fin da subito, però, nel gruppo si creano dei disaccordi sugli obiettivi e le modalità della lotta, né la breve esperienza in Pakistan di Omar e Waj porterà loro molta chiarezza. Ostacolato dalla stessa incompetenza dei suoi membri e sotto lo sguardo miope delle autorità inglesi, il gruppo finirà per andare incontro a una fine ingloriosa.

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
La vera contraddizione di questa pellicola non facile da digerire è che vorrebbe mettere alla berlina l’idiozia del fanatismo incarnandolo in esecutori idioti, ma non può passare sopra la realtà di un terrorismo reale che uccide a prescindere dalle qualità intellettuali dei suoi esecutori.
Pubblico 
Adolescenti
Scene di forte tensione
Giudizio Artistico 
 
Operazione fallita di cercare di far ridere e riflettere intorno al terrorismo islamico usando una chiave grottesca
Testo Breve:

Un gruppo di giovani musulmani residenti in Gran Bretagna decide, con maggiore o minore consapevolezza, di abbracciare la jihad . Le situazioni grottesche che si vengono a creare dovrebbero sottolineare, sorridendo, l'assurdità di morire uccidendo altre persone. Ma il film fallisce il suo obiettivo e resta molto amaro in bocca

È possibile scherzare sull’estremismo islamico e sulle misure (spesso insufficienti) che le società occidentali adottano per contrastarlo? Ci aveva provato Adam Sandler con Zohan- Tutte le donne vengono al pettine, ma si trattava in realtà di una commedia politicamente scorretta in cui l’aspetto ideologico e fondamentalista non era certo il centro del racconto.

Sono per così dire più radicali in questa commedia nera che sceglie la chiave del grottesco per trattare un argomento drammaticamente attuale.

Se lo scopo era di creare un ineludibile senso di disagio e angoscia ci sono certamente riusciti.

La disarmante serenità con cui i protagonisti (e in particolare Omar, l’unico di essi che, per complessità, riusciamo a percepire realmente come una figura tridimensionale) parlano delle loro intenzioni suicide nelle situazioni più quotidiane inquieta quasi quanto l’inettitudine delle forze dell’ordine o la calma accettazione da parte dei parenti stretti dei potenziali kamikaze.

Il sobborgo inglese in cui Omar e i suoi “fratelli” (ognuno a modo suo “fuori posto” , in particolar modo il più fondamentalista, che guarda caso è un convertito) si muovono a contatto con la modernità e gli infedeli che tanto disprezzano è talmente anonimo da valere per qualunque Paese, ed è anche per questo che è tanto difficile accettare che questi uomini, decisamente poco intelligenti, ma non per questo meno pericolosi, possano passare tanto inosservati (forse perché colpevolmente dimenticati?). Come fa impressione pensare che un padre come Omar possa pensare e discutere tranquillamente di farsi esplodere con un sorriso con suo figlio, pure se la fiaba della buona notte che gli racconta, è una versione rivista e corretta del Re Leone in versione aspirante kamikaze, da cui i quattro leoni del titolo…

È un riso amaro quello che strappano le animate discussioni degli improvvisati e pasticcioni jihadisti, anche perché, contrariamente alla logica della comicità slapstick che pure è apertamente evocata in alcune scene, qui ci si fa male.

In questo forse sta la vera contraddizione di questa pellicola non facile da digerire che vorrebbe mettere alla berlina l’idiozia del fanatismo incarnandolo in esecutori idioti, ma non può passare sopra la realtà di un terrorismo reale che uccide a prescindere dalle qualità intellettuali dei suoi esecutori.

Nonostante ciò gli autori dimostrano sensibilità soprattutto nell’ultima parte del film, quando l’urgenza dell’azione sembra far venire meno gli indugi, ma proprio dal membro meno ovvio del gruppo (un ragazzone un po’ tardo a cui Omar deve spiegare ogni cosa in modo elementare) emerge con semplicità e forza l’obiezione a quanto stanno per fare. Sia cuore che ragione, infatti, si ribellano all’idea che sia giusto farsi esplodere e uccidere per raggiungere la beatitudine e dura fatica per Omar convincere l’amico del contrario… 

Autore: Laura Cotta Ramosino
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione


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Settimana del 5 giugno 2011

Inviato da Franco Olearo il Sab, 06/04/2011 - 20:24

Vi presentiamo una settimana tutta francese, con due FilmVerdi.
"Il ragazzo con la bicicletta", gran prix ex equo al 64° Festival di Cannes. I fratelli Dardenne che tornano a parlare di rapporti familiari e di figure genitoriali inadeguate ed assenti. Un bambino abbandonato dal padre e fuggito dal riformatorio ritrova nell’affetto di una donna che se prende cura la speranza di poter vivere una vita normale.
"Tutti per uno" è un film del 2010 che affronta il problema degli immigrati clandestini. Di fronte alla prospettiva che una loro amica di scuola possa venir espatriata con tutta la famiglia, cinque ragazzi trovano una soluzione non ortodossa per far capitolare gli adulti. Sullo sfondo di un tema sociale il mondo dei pre-adolescenti è raccontato con grande sensibilità

5 giugno 2011 - n. 22

Inviato da Franco Olearo il Sab, 06/04/2011 - 19:47

Settimana del 21 maggio 2011

Inviato da Franco Olearo il Dom, 05/29/2011 - 21:19

Questa settimana abbiamo recensito Glee-seconda serie, il serial televisivo andato in onda con buon successo su FOX. Sulla falsariga di High Scholl Music, Glee si rivolge agli adolescenti ambientando la storia in una High School e cercando di attirarli con molti parti cantate e ballate. L’autore Ryan Murphy, lo stesso di Nip/Tuck, ne approfitta per comunicare la sua adesione alla teoria dei gender, ad una sessualità svincolata dalla sua funzione procreativa, al suo ateismo convinto. Storie di giovani che non conoscono il vero amore e che non sanno crescere.
“Mr. Beaver”, un film complesso e forse celebrale, con un ottimo Mel Gibson e Jodie Foster come protagonista e come attrice, affronta il tema del dolore e della fragilità della nostra esistenza; solo la solidarietà della famiglia può lenire la nostra condizione.
Buona lettura dalla Redazione di
www.familycinematv.it