Animazione

VITA DA JUNGLA ALLA RISCOSSA - IL FILM!

Inviato da Franco Olearo il Sab, 10/21/2017 - 21:00
Titolo Originale: Les as de la jungle
Paese: FRANCIA
Anno: 2017
Regia: David Alaux
Sceneggiatura: David Alaux, Eric Tosti, Jean-François Tosti
Produzione: AT PRODUCTIONS, SND-GROUPE M6, FRANCE 3 CINEMA, MASTER FILMS
Durata: 97

La tranquillità dei molti animali che abitano pacificamente nella giungla è ripetutamente minacciata dal cattivissimo Igor, un koala che ha deciso di distruggere tutto e tutti per vendicarsi di un antico torto. Anni prima, infatti, negatagli l’ammissione in una squadra di eroi giustizieri di cui era fan, decise di diventarne la nemesi. Dopo l’ennesima drammatica battaglia, al termine della quale il cattivo viene finalmente sconfitto ma in cui uno dei buoni ci rimette la pelle, la tigre Natasha – leader del gruppo – decide di sciogliere il team e dare l’addio alle armi. Suo figlio adottivo Maurice pensa che la giungla non possa restare senza difensori e crea così una nuova squadra di eroi più giovani, anche se parecchio più imbranati.

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Si parla tanto di “famiglia” ma in questo film la catena di “adozioni” si protrae in modo stucchevole e un po’ straniante: da una parte, il tema dell’adozione non viene mai tematizzato; dall’altra, la paternità e maternità di cui parla il film comportano sempre un solo genitore
Pubblico 
Pre-adolescenti
Giudizio Tecnico 
 
Si tratta di prodotto di livello medio-basso e sono poche le gag e le battute che vanno a segno
Testo Breve:

Il film potrà interessare solo ai fan dell'omonima serie TV; per gli altri si tratta di un film modesto dove sono poche le gag e le battute che vanno a segno 

Si vis pacem para bellum. L’unione fa la forza. Non impedire a tuo figlio di seguire la sua strada. Ci sono almeno due o tre temi importanti in questo film francese di animazione, tratto da una serie tv andata in onda in Italia su Rai Yo Yo e all’origine di un precedente lungometraggio nel 2011 (il non memorabile Vita da giungla – Operazione Tricheco). Si tratta del classico prodotto di livello medio-basso destinato a uscire in sala in un momento in cui gli schermi non sono occupati dai grandi film per ragazzi destinati a sbancare al botteghino. Se i vostri figli sono fan sfegatati della serie tv, si divertiranno. Se no, potete risparmiare i soldi del biglietto.

Nei primi minuti del film, comunque, vengono date tutte le dritte necessarie a chi non conosce già i personaggi e apprendiamo così che durante una battaglia tra i paladini della giustizia e il cattivissimo “psico-koala” Igor, la tigre Natasha salva un uovo di pinguino (finito in mare cadendo da una lastra di ghiaccio staccatasi dal circolo polare) e decide di adottare il piccolo e chiamarlo Maurice. Il pennuto cresce con il mito di sua madre (per assomigliarle si dipinge delle strisce gialle diventando “tigrato”) ma non si scompone quando ella va in pensione, e decide di sostituirla nel ruolo di eroe mascherato. Se Natasha pensa di aver combattuto e sofferto abbastanza, e vorrebbe risparmiare al figlio le stesse grane, Maurice ritiene che il mondo abbia sempre bisogno di eroi, perché – pensa giustamente – il male non riposa mai.

Il koala, infatti, riesce a fuggire dall’isola deserta dove era stato esiliato, ingaggia dei babbuini cattivi quanto lui ma molto più stupidi (e quindi disposti a fargli da servitori) e dichiara guerra alla giungla. Il bene alla fine avrà la meglio, anche e soprattutto perché le due squadre di eroi – i vecchietti costretti a dissotterrare l’ascia di guerra e i giovani cresciuti ammirandoli ma decisi a superarli – dovranno unire le forze e mettere in comune i rispettivi talenti.

Date per buone le intenzioni, però, il film – ingenuamente in cerca di un posto al sole tra Madagascar e L’era glaciale – è parecchio modesto. Sono poche le gag e le battute che vanno a segno e le continue citazioni musicali e cinematografiche (la sequenza dell’ottovolante in miniera di Indiana Jones e il tempio maledetto è copiata quasi integralmente) sembrerebbero lì per strizzare l’occhio agli adulti accompagnatori ma denunciano soltanto un evidente vuoto creativo.

Talvolta questi prodotti di secondo piano hanno una loro grazia naif che li rende in qualche modo amabili. Non è questo il caso: ci sono un paio di gag “romantiche” tra una pipistrella e un tarsio (un minuscolo primate dalle dimensioni di un roditore) che ci sono parse inadatte ai piccoli spettatori. E poi si parla tanto di “famiglia” ma in questo film la catena di “adozioni” si protrae in modo stucchevole e un po’ straniante: da una parte, il tema dell’adozione non viene mai tematizzato; dall’altra, la paternità e maternità di cui parla il film comportano sempre un solo genitore: abbiamo una tigre che adotta un pinguino e un pinguino che adotta un pesciolino rosso (con l’assurdità che l’enorme felino si presenti come nonna del pesce…) . Certo, c’è la “tribù” – con tanti zii putativi – a sostituire la famiglia ma da questa giungla, oltre al koala cattivo, sembra sia stata bandita (alla faccia della natura…) anche la normale procreazione

Autore: Raffaele Chiarulli
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione


Share |

MONSTER FAMILY

Inviato da Franco Olearo il Ven, 10/20/2017 - 17:17
Titolo Originale: Happy family
Paese: Germania
Anno: 2017
Regia: Holger Tappe
Sceneggiatura: David Safier, Catharina Junk
Produzione: Ambient Entertainment GmbH
Durata: 96

A dispetto del nome, la famiglia Wishbone (dal desiderio nelle ossa) è ben lungi dall'essere felice. Nel tentativo di riunire tutti i membri insieme per un evento piacevole, la mamma, Emma, progetta una serata divertente, ma il suo piano le si ritorce contro quando una strega malvagia li maledice e tutti vengono trasformati in mostri.

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Nonostante l’idea di famiglia felice e unita trionfi, la storia manca della capacità di creare empatia nel pubblico. L’idea di felicità familiare è assai poco esplorata
Pubblico 
Tutti
Giudizio Tecnico 
 
Per quanto godibile per la sua grafica e le piccole simpatiche trovate, il Monster family nella sostanza sembra un insieme di convenzionali stereotipi sulla famiglia felice che denotano una scarso approfondimento dei temi.
Testo Breve:

Una tranquilla coppia con due bambini,  vengono trasformati in mostri da Dracula che concupisce la donna. Una comicità scurrile e infantile cerca di sostenere questo film con ambizioni familiari che affonda invece negli stereotipi piu scontati

Tratto da un bestseller di David Safier, La mia Famiglia e altri Orrori, e diretto dal primo regista tedesco ad utilizzare la CGI in Germania, Holger Tappe (Gaya, 2004, e Animals United, 2010), Monster family è un film di animazione ben realizzato, divertente e adatto a tutta la famiglia ma nella sostanza piuttosto povero. Un misto tra Hotel Transylvania (2012) e Gli Incredibili, quest’opera tedesca però non riesce a raggiungere il realismo nella fantasia e lo spasso che gli altri due film presentano.

Ricco di azione e di simpatici personaggi, Monster family cattura l’attenzione per la stravagante avventura che una famiglia piuttosto ordinaria si trova a vivere. Emma e suo marito hanno due figli, Fay, una ragazza nel pieno della sua adolescenza, e Max, bimbo dotato di una grande intelligenza ma bullizzato a scuola. Presi dalle quotidiane occupazioni e dalle ordinarie dinamiche familiari, i membri della famiglia Wishbone ormai da tanto tempo non hanno più occasione di condividere dei bei momenti insieme. Così Emma decide di trascinare tutti a quello che crede essere un party sul tema dei mostri per trascorrere del tempo insieme. Ma nella vita di Emma si è intromessa un’improbabile figura, Dracula, che desidera strapparla dalla sua famiglia per farla diventare la sua sposa.

Se da un lato l’idea di infelicità, o forse sarebbe più corretto dire di scontento, di una famiglia comune è ben rappresentata, dall’altro il film non riesce a coinvolgere perché i personaggi non vengono approfonditi e il loro percorso di crescita resta superficiale e non ben giustificato. Per questo anche il momento topico della presa di coscienza da parte di ciascuno del vero, prezioso valore dei legami familiari è poco appassionante e assolutamente poco convincente.

Sebbene si tratti di un film di animazione e di una storia di fantasia, l’intervento di un personaggio come Dracula, che mette definitivamente in crisi il precario e grigio equilibrio della famiglia Wishbone, sembra quasi scollato e fittizio. Il racconto è ben costruito e segue il classico andamento narrativo delle storie per ragazzi, ma ciò non costituisce una garanzia rispetto ai contenuti e alla chiarezza. Nel complesso, per quanto godibile per la sua grafica e le piccole simpatiche trovate, il Monster family nella sostanza sembra un insieme di convenzionali stereotipi sulla famiglia felice che denotano una scarso approfondimento dei temi. 

Autore: Vania Amitrano
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione


Share |

IL GRANDE MIRACOLO

Inviato da Franco Olearo il Lun, 10/09/2017 - 11:46
 
Titolo Originale: The Greatest Miracle, El Gran Miraglo
Paese: Messico
Anno: 2011
Regia: Bruce Morris
Sceneggiatura: Luis De Velasco
Produzione: Dos Corazones Films
Durata: 70

Monica è una giovane vedova, costretta a lavorare anche di domenica per mantenere se stessa e il  figlio ma al contempo ha il rammarico di non potersi dedicare di più a lui.  Chema è un autista di autobus che, in quella domenica non riesce concentrarsi alla guida perché è in ansia per suo figlio, gravemente malato. Dona Cata è un’anziana signora che vive da sola nel suo appartamento; si sente inutile e di peso per gli altri. Tutti e tre vengono avvicinati da altrettanti giovani che li ascoltano, li incoraggiano e li invitano a entrare nella grande chiesa che sta davanti a loro. I tre giovani sono in realtà i loro angeli custodi e la messa sta per iniziare…

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Il film si presta ad essere un ottimo strumento per spiegare il significato e le varie fasi dell’Eucarestia
Pubblico 
Tutti
Giudizio Tecnico 
 
La sceneggiatura, combinandosi con le immagini, riesce ad essere particolarmente efficace. Molto bello il commento musicale anche se non si può dire lo stesso delle animazioni
Testo Breve:

Tre persone, afflitte da problemi personali o familiari, assistono alla celebrazione eucaristica. I loro angeli custodi insegnano loro come pregare e come accostarsi nel modo più opportuno all’Eucarestia. Un’ottima catechesi sulla Santa Messa.

Monica, Chema, e dona Cata sono tre persone tristi o addirittura angosciate perché non riescono più a  ridare un senso e un equilibrio alla loro vita.  Tutti e tre sono avvicinate da un giovane premuroso che si preoccupa del loro stato. Nessuna di loro vuole  confidarsi con questo intruso, anche se è gentile e simpatico e dice cose sagge, come: “il dolore deve essere condiviso per essere compreso” oppure suggerisce loro che a volte “le risposte giuste sono proprio davanti a noi”.

In effetti, davanti a loro c’è una grande chiesa e loro entrano, giusto in tempo per l’inizio della celebrazione eucaristica.

Inginocchiati ai banchi, ritrovano nuovamente quel giovane accanto a loro. Chema ha la senzazione che il volto della Madonna posto su di un altare laterale, stia guardando proprio lui. “Lei ti ascolta- gli suggerisce il giovane -affidati al suo cuore di madre;  non aver paura Lei:  è tua madre e ti comprende” .

Monica è più incerta: perché pregare? “Offrigli Il tuo lavoro, la tua allegria, la tua tristezza, la salute di tuo figlio, la tua vita, il tuo servizio. Chiedigli in silenzio ciò che desideri di più e poi prega per chi ne ha più bisogno”: e la risposta che riceve dal giovane. Solo quando i tre iniziano a pregare con convinzione, i  giovani rivelano la loro identità: sono i loro angeli custodi. Al momento dell’offertorio, le loro preghiere (simboleggiate da tre sfere luminose) vengono raccolte dai loro angeli che si librano in aria per portarle al Signore, raffigurato sulla volta della chiesa.

Dos Corazones Films, la stessa casa di produzione che ha realizzato Cristiada, ha avuto il “coraggio” (è il caso di dirlo) di realizzare questo film d’animazione interamente dedicato a spiegare il miracolo dell’Eucarestia. Si tratta di un lavoro particolarmente ispirato, orientato sopratutto a spiegare a dei ragazzi i vari momenti della Santa Messa. Quando il sacerdote pronuncia: “riconosciamo i nostri peccati”, vediamo i fedeli accostarsi al confessionale e al momento dell’assoluzione, il sacerdote assume il volto di Cristo. Durante l’Offertorio gli angeli custodi dei partecipanti raccolgono le loro preghiere e le portano in cielo. All’epiclesi, tutti gli angeli si radunano intorno all’altare assieme all'enorme moltitudine dei santi. Al momento in cui l’ostia viene elevata, il sacerdote assume lo stesso  volto di Cristo.

Attraverso la guida degli angeli, non mancano alcune osservazioni pratiche, come l’opportunità di raccogliersi in meditazione prima dell’inizio della messa (spegnendo i cellulari) e alla fine della celebrazione, l’importanza di congedarsi non con un segno della croce frettoloso ma compiuto con rispetto.

Il film è disponibile nelle lingue spagnola, inglese e francese mentre in italiano si trova solo una versione spagnola con sottotitoli in italiano (su Youtube).

La qualità dell’animazione non è eccelsa ma molto bello il commento musicale, per il quale il film ha vinto l’ Hollywood Music In Media Awards (HMMA).

Il film si presta ad essere un ottimo strumento per la catechesi sull’Eucarestia e la scena dove tutti gli angeli si librano verso il cielo per portare a Dio le offerte dei fedeli, non potrà esser facilmente dimenticata dai ragazzi.

Autore: Franco Olearo
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione


Share |

GATTA CENERENTOLA

Inviato da Franco Olearo il Mer, 09/20/2017 - 17:36
Titolo Originale: Gatta Cenerentola
Paese: ITALIA
Anno: 2017
Regia: Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri, Dario Sansone
Sceneggiatura: Ivan Cappiello, Marino Guarnieri, Alessandro Rak, Dario Sansone
Produzione: MAD ENTERTAINMENT, CON RAI CINEMA, IN PARTECIPAZIONE CON BIG SUR, IN COLLABORAZIONE CON SKYDANCERS, TRAMP LTD, O'GROOVE,
Durata: 86

Mia è la figlia di Vittorio Basile, ricco armatore della Megaride e scienziato. Quando suo padre viene ucciso, Cenerentola viene cresciuta, prigioniera nella sua stessa nave, dalla matrigna al servizio delle sue terribili sei sorellastre. Intanto 'o Re, un ambizioso trafficante di droga, d'accordo con la matrigna di Mia, intende sfruttare l'eredità dell'ignara Cenerentola per fare del porto di Napoli una capitale del riciclaggio.

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Un film dai tratti molto violenti, sia nello stile dell’animazione che nella storia e nel linguaggio, che riesce a dare importanza alla memoria come vero patrimonio umano e culturale da preservare e trasmettere sia per il bene del singolo che della comunità intera
Pubblico 
Adolescenti
Un film presenta momenti di violenza e un linguaggio fortemente allusivo e volgare
Giudizio Tecnico 
 
Un film d’animazione originale che ha saputo coniugare, in anni di lavoro, arti figurative, musica, tradizione e tecnologia con coraggio e inventiva. Il film è stato inserito nella lista dei 14 da cui l'Anica individuerà l'opera italiana da candidare all'Oscar.
Testo Breve:

Tratto liberamente da una delle favole di Giambattista Basile, questo originalissimo film d’animazione, non destinato ai bambini, spicca per originalità visiva e musicale. Nella lista dei possibili candidati italiani all’Oscar 

Il gruppo di animatori della Mad Entertainment crea un film visionario e poetico, Gatta Cenerentola, ispirato alla novella di Giambattista Basile e alla famosa commedia musicale napoletana, presentato in concorso alla 74.ma edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica nella Sezione Orizzonti. Un film d’animazione certamente non rivolto ai bambini, ma che esprime un impegno artistico non indifferente in ogni campo e in cui memoria e tecnologia si fondono in modo creativo.

Musica, teatro, pittura e arte digitale si coniugano in un prodotto del tutto originale soprattutto per il cinema italiano. La storia risente di molte influenze, da quella della cultura e della tradizione napoletana, fortissima nelle musiche, nella caratterizzazione dei personaggi, nei dialoghi e in buona parte degli ambienti, a quella delle più moderne storie di fantascienza che immaginano cupi scenari futuristici.

In Gatta Cenerentola la luce colorata e il paesaggio fitto degli artistici edifici che si affacciano sul mare del Golfo di Napoli si trasformano piano piano in un fumoso ambiente, tossico, decadente e malsano a causa della corruzione in cui cade la città dopo la morte di una personalità illuminata e generosa.

Vittorio Basile è un ricco armatore e scienziato proprietario della Megaride, un'enorme nave tecnologicamente avanzata in grado di registrare qualsiasi cosa accada al suo interno e di riprodurla sotto forma di ologrammi, ormeggiata al porto di Napoli; la sua aspirazione è quella offrire alla gente di Napoli un grande polo tecnologico che diventi una sorta di archivio digitale che mantenga memoria di chiunque vi metta piede. Quando però Vittorio decide di sposare Angelica, una donna del popolo che ha già sei figlie, ogni suo sogno di rinascita della città fallisce e muore con lui. Vittorio viene infatti ucciso il giorno stesso delle sue nozze per mano dell’amante di Angelica, Salvatore Lo Giusto detto 'O Re, ambizioso trafficante di droga, che desidera impossessarsi di tutte le ricchezze della Megaride. La figlia di Vittorio, la piccola Mia Basile, da quel momento sarà costretta a vivere nascosta nella sua stessa nave all'ombra della temibile matrigna e delle sue perfide sei figlie trasformate in volgari e violente prostitute dalla madre stessa. Salvatore Lo Giusto fa precipitare il porto e la città nel degrado, ma per impossessarsi del tutto della Megaride deve attendere la maggiore età della piccola Mia. Solo un uomo ricorda la bellezza del sogno di Vittorio e spera ancora di salvare Mia e la sua nave dalla decadenza completa, l’agente Primo Gemito che riesce ad introdursi in incognito all’interno della nave.

Gatta Cenerentola è una fiaba noir dai tratti molti forti anche nello stile d’animazione che non nega momenti di violenza e un linguaggio fortemente allusivo e volgare. I suoi personaggi però riescono a trasmettere con poche pennellate emozioni e sentimenti molto intensi e vividi, con un realismo umano, per quanto spesso brutale, dal forte impatto che sorprende. Su tutti spicca il personaggio di Primo per la sua coerenza, il suo coraggio e il suo vero disinteresse nell’agire. Mentre la piccola Mia, la gatta, si trasforma nel frutto di un’educazione selvaggia e feroce. Gli ologrammi scomposti di un passato dorato, che si visualizzano casualmente all’interno della nave, costituiscono la sola risorsa di umanità a cui la ragazza possa attingere e la memoria che essi trasmettono rappresentano il vero patrimonio che il padre lascia alla figlia.

Autore: Vania Amitrano
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione


Share |

CATTIVISSIMO ME 3

Inviato da Franco Olearo il Sab, 08/26/2017 - 11:09
 
Titolo Originale: Despicable Me 3
Paese: USA
Anno: 2017
Regia: Pierre Coffin, Kyle Balda, Eric Guillon
Sceneggiatura: Ken Daurio, Cinco Paul
Produzione: Illumination Entertainment
Durata: 96

: Gru e Lucy ora sono i Grucy, una coppia affiatata nel lavoro e nell’amore, e devono combattere contro un nuovo cattivo, un ex bambino prodigio, Balthazar Bratt, diventato “un criminale temibilissimo”, rimasto aggrappato in maniera inquietante agli Anni ’80. Dopo un primo fallimento Gru scopre però di avere anche un fratello gemello che gli aprirà nuove prospettive

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Contro la cattiveria, la frustrazione e il senso di solitudine c’è un solo rimedio: la famiglia e l’unità di affetti. Gru può sconfiggere il suo nemico proprio grazie al sostegno e all’affetto dei suoi cari, vecchi e nuovi
Pubblico 
Tutti
Giudizio Tecnico 
 
A dispetto di una struttura narrativa molto semplice e tecnicamente classica, questo nuovo capitolo della serie di Cattivissimo me si arricchisce di trovate dal sapore davvero spassoso, divertenti per grandi e piccini e garbate nella parodia. Anche i risvolti più sentimentali della vicenda restano sempre affrontati con delicatezza e giusto equilibrio
Testo Breve:

Al terzo episodio della serie, Gru deve affrontare un nuovo tipo di cattivo. Per fortuna può contare sull’unità di affetti della propria famiglia e sulla scoperta di avere un simpatico fratello gemello

Gru è un personaggio rude, poco incline alla gentilezza, scarsamente socievole e per niente affabile, però è tutt’altro che cattivo e questo è ormai chiaro. Il suo obiettivo in effetti non è compiere azioni malvage, con mezzi pericolosi, per raggiungere scopi puramente personali. A parte la sua, apparentemente, scarsa inclinazione ai rapporti umani, la sola cosa che rende Gru vagamente pericoloso è la sua innata aspirazione a compiere azioni dal forte impatto emotivo che nutrano il vitale entusiasmo di cui sente il bisogno. Ormai Gru lo ha compreso e anche questa volta in realtà non ha una vera tentazione a cui resistere. Il suo scopo non è malvagio e nemmeno i mezzi che usa, per quanto anticonvenzionali, lo sono veramente. Il suo è un gioco divertente ed eccitante con cui però persegue fini molto seri come salvare le persone dalla minaccia di un folle criminale.

La struttura della storia si fonda quindi sempre e comunque sulla classica lotta tra bene e male, un bene che all’apparenza sembra debolezza e un male che nasce dalla pura follia delirante di un pazzo psicopatico. E a ben vedere la cattiveria, il male, quello vero, nel film non ci sono affatto; ma ci sono parecchi buoni sentimenti, aspirazioni di animi gentili che devono lottare contro i propri limiti, contro le delusioni della vita e quel senso di inadeguatezza che coglie l’uomo di fronte al desiderio di dare e ricevere amore. Questa volta la latente sensibilità di Gru è alle prese con un legame familiare nuovo e sconosciuto, quello di sangue tra fratelli addirittura gemelli. Mentre la sua versatile e sorprendente compagna di vita e di lavoro, Lucy, come giovane donna in carriera si dovrà misurare con una missione a cui nessun agente speciale potrà mai essere preparato, quella di diventare una vera mamma. La soluzione naturalmente sta nell’unità, l’unità di intenti e l’unità d’affetti che permettono di superare ogni limite e ogni delusione.

La minaccia del bizzarro cattivo Balthazar Bratt è un espediente, il motore narrativo che dà avvio alla storia e che, insieme ai sempre verdi e spiritosissimi Minions, conferisce brio per ottenere un divertimento garantito. Un espediente narrativo però assai ben costruito che sorprende i più piccini con la sua stravaganza e incuriosisce gli adulti grazie ai ricorrenti ed espliciti riferimenti ai grandi cult degli anni ’80. Così questa volta anche i genitori possono tuffarsi di nuovo con ilarità nella loro infanzia quando imitavano i mitici passi del moonwalk di Michael Jackson e indossavano enormi spalline sproporzionate per sentirsi alla moda. 

Autore: Vania Amitrano
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione


Share |

BALLERINA

Inviato da Franco Olearo il Gio, 03/02/2017 - 16:25
 
Titolo Originale: Ballerina
Paese: FRANCIA, CANADA
Anno: 2016
Regia: Eric Summer, Éric Warin
Sceneggiatura: Carol Noble, Eric Summer, Laurent Zeitoun
Produzione: Gaumont, Quad Productions, Caramel Film, Main Journey
Durata: 89

Félicie Milliner è una ragazzina di undici anni che sin da neonata ha vissuto in Bretagna, in un orfanotrofio col suo migliore amico Victor. Dopo essere scappata dall'orfanotrofio con Victor giunge a Parigi e, per riuscire a frequentare il corso di danza dell'Operà, ruba l’identità di Camille, ricca e saccente ragazzina che insegue i sogni della madre. Félicie subisce le cattiverie di Camille e di sua madre Règine ma grazie alla sua passione per la danza e alla grande bontà della serva Odette realizzerà il suo sogno

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Una storia che spinge a credere nei propri sogni e a non abbattersi di fronte alle difficoltà e ai sacrifici necessari per realizzarli. E’ particolarmente pregevole la figura di Odette che grazie ad uno spirito di sacrificio disinteressato e generoso dopo aver visto arenare i propri sogni trova ancor più gioia nell’aiutare la sua amica.
Pubblico 
Tutti
Giudizio Tecnico 
 
Una grafica molto curata si ispira ai grandi pittori di quel momento creativo che fu vissuto nella Parigi di fine ottocento. Purtroppo la sceneggiatura risulta un po’ debole nella parte centrale della storia, quella in cui l’antagonista dovrebbe prendere il sopravvento mentre la protagonista dovrebbe accettare e superare le difficoltà e imparare dai propri errori a lottare per difendere i propri affetti prima ancora che i propri sogni.
Testo Breve:

Nella Parigi della fine ottocento, due orfani cercano di realizzare le loro aspirazioni, la prima come ballerina, il secondo come inventore. Una storia deliziosa molto ben disegnata ma con una sceneggiatura debole

In uno dei momenti maggior fioritura dell’arte nella Parigi di fine ottocento è ambientata la deliziosa vicenda di Ballerina, film di animazione franco-canadese. Tenera e dolce storia fondata sul desiderio di realizzare le proprie aspirazioni e trovare il proprio posto nel mondo, che si sviluppa sullo sfondo di una città in grande fermento artistico in cui la danza, la musica, la poesia, la pittura, la scultura e l’architettura si sviluppano e si compenetrano a vicenda.

La protagonista di questa storia, che ha il potere di incantare soprattutto la fantasia delle bambine, è Félicie, una giovane orfana con l’innata passione per la danza che sogna di diventare una grande ballerina dell’Operà di Parigi. Per realizzare il suo sogno Félicie fugge dall’orfanotrofio in Bretagna in cui è cresciuta e, insieme al suo miglior amico Victor, giovane e bizzarro inventore in erba, raggiunge Parigi. Armati entrambi di grande passione e di un notevole spirito di sacrificio i due si dividono tra le strade di una splendida Parigi in fermento per cercare il luogo adatto a realizzare i propri sogni.

Dopo aver assistito di nascosto alla stupefacente performance di Rosita Mauri, prima ballerina dell’Operà, Félicie conosce la dolce Odette, una ragazza all’apparenza scontrosa ma dotata di un grande cuore, che si fa carico della piccola orfana e del suo sogno. Félicie e Victor procedono con determinazione verso la realizzazione delle loro aspirazioni ma le difficoltà e gli ostacoli non tardano a frapporsi lungo il loro percorso.

Le pittoresche strade di Parigi, la sorprendente costruzione della Torre Eiffel e della futura Statua della Libertà e i suggestivi panorami osservati dall’alto della cupola del teatro dell’Operà sono i dettagli che inseriscono questa storia semplice e delicata in un contesto storico e artistico assai significativo e peculiare. Anche i personaggi che rappresentano per i due giovani protagonisti l’ideale traguardo da raggiungere sono reali figure storiche. Uno è il famoso ingegnere Gustave Eiffel nel cui studio Victor impara come realizzare grandi opere architettoniche. L’altra è Rosita Mauri, ballerina dell’epoca assai nota in tutta Europa, la cui grazia nella danza ispirò non solo popolari balletti e poemi, ma anche grandi artisti del calibro di Edgar Degas, Auguste Renoir, Eduard Manet e molti altri che realizzarono sul suo soggetto numerosi famosi ritratti.

Le opere di questi importanti pittori sembrano in una certa misura aver anche ispirato la grafica e la composizione di alcune scene del film che nelle pose e negli ambienti ricordano i loro quadri; sebbene la nitidezza della grafica dell’animazione si discosti molto dai tratti sfumati e indefiniti tipici dell’impressionismo francese.

Tutti questi dettagli insieme alle musiche coinvolgenti fanno di Ballerina un piccolo lavoro d’animazione gradevole e ben riuscito, nonostante la storia in se stessa manchi di una struttura veramente del tutto avvincente. Fra tutti spicca il personaggio di Odette, giovane serva che a causa di un incidente ha dovuto abbandonare il proprio sogno ma che attraverso una grande generosità e pazienza riesce a ritrovare soddisfazione e gioia ancora più profonde nella sua piccola amica.

Autore: Vania Amitrano
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione


Share |

GGG- IL GRANDE GIGANTE GENTILE

Inviato da Franco Olearo il Mer, 12/28/2016 - 12:58
Titolo Originale: The Big Friendly Giant
Paese: GRAN BRETAGNA, USA
Anno: 2016
Regia: Steven Spielberg
Sceneggiatura: Melissa Mathison
Produzione: AMBLIN ENTERTAINMENT, DREAMWORKS SKG, WALDEN MEDIA
Durata: 115
Interpreti: Mark Rylance, Ruby Barnhill, Penelope Wilton

Sophie è una bambina che vive in un orfanatrofio di Londra. Soffre di insonnia e una notte scorge dalla finestra un uomo altissimo che attraversa silenziosamente la strada. Il gigante si accorge di essere stato scoperto e porta la bambina nella sua tana. Dopo i primi, comprensibili, timori, Sophie comprende che si tratta di un gigante buono che svolge un particolarissimo lavoro: immettere nei piccoli e nei grandi che dormono i sogni da lui stesso confezionati. Ora questo gigante gentile, chiamato dalla bambina GGG, ha un problema: nascondere Sophie dagli sguardi degli altri nove giganti che abitano l’isola: sono carnivori e non esiterebbero a fare della bambina un solo boccone… 

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
L’amicizia e la solidarietà fra due persone a modo loro sole; la generosità della regina che mette subito a disposizione le risorse del regno per proteggere la bambina e il gigante buono
Pubblico 
Tutti
Giudizio Tecnico 
 
Eccezionale realismo delle immagini in CG, abbinata all’estetica, molto curata di ogi singola inquadratura. Qualche eccesso di parole e la ripetizione di situazioni che non riescono più a stupire
Testo Breve:

Spielberg ritorna, dopo E.T. e Tin Tin, al mondo dei ragazzi con un film di alta qualità visiva ma incapace di riportarci lo stupore e le emozioni dei primi due

La mano di un grande regista si percepisce sempre. Lo si vede nella cura con cui vengono impostate tutte le sequenze, nello stupore di immagini che riproducono un  mondo di fantasia ma anche nella perfetta armonia dei chiari e dei scuri di una Londra notturna, simile, nella cura dei dettagli a un’altra grande città ritratta da un altro grande regista: la Parigi realizzata da Martin Scorsese in Hugo Cabret.  La perfezione della tecnica della performance capture che rendono il Gigante Gentile assolutamente credibile (grazie anche alla recitazione sensibile di Mark Rylance, già visto come protagonista nel precedente film di Spielberg: Il ponte delle spie). Eppure qui Spielberg non è più lo Spielberg che conosciamo: quell’abilissimo misuratore dei tempi del racconto, capace di stupire, emozionare al momento giusto.

Forse condizionato dall’impegno di restare aderente all’autore del libro da cui è tratto il film (si tratta di Roald Dahl, autore di opere famose come La Fabbrica di cioccolato, I Gremlin, Matilda, considerato uno dei più importanti scrittori per ragazzi del secolo scorso), il regista sviluppa la storia con ritmo tranquillo e trattenuto, quasi a rassicurare lo spettatore più piccolo che nulla di violentemente imprevisto o di drammatico potrà accadere. Il film gioca all’inizio sui timori che possono scaturire dall’ambiguità del comportamento del gigante rispetto alla bambina, ma quando si viene presto a scoprire che GGG è assolutamente innocuo e per di più vegetariano, le incursioni del giganti carnivori nella sua casa (situazione ripetuta due volte) non destano preoccupazione più di tanto perché sono troppo stupidi. Anche la seconda parte del film, che ha il suo baricentro nel pranzo di GGG e della piccola Sophie con la regina, gioca troppo sulle conseguenze delle dimensioni e delle consuetudini alimentari del gigante, quando ormai lo spettatore non le considera più delle novità.

Pur con questi difetti, il film ha pieno successo nel disegnare il rapporto fra i due protagonisti. Non certo nuovo a raccontare storie di ragazzi, Spielberg aveva già espresso la solitudine di E.T. – L’estraterrestre o di Jim, alla disperata ricerca dei suoi genitori in L’impero del sole; ora nell’orfana Sophie e in GGG, campione unico della sua specie, la malinconia della solitudine traspare e impernia di se tutto il film. Due esseri così diversi riescono, in un paio di sequenze, a parlarsi a cuore aperto e a rinsaldare progressivamente la loro amicizia. In un contesto così rassicurante non poteva che risultare assolutamente positiva la figura della Regina d’Inghilterra, una simpatica signora che non ha timore di incontrare un gigante, preoccupata solo che altri bambini non si facciano male.

Alla fine resta incerta la destinazione di questo lavoro: per dei ragazzi che vorrebbero soprattutto ridere o spaventarsi o stupirsi, il film ha pochi momenti di ilarità, le figure dei giganti sono più buffe che spaventose, ma soprattutto manca la magia di E.T. – L’extraterrestre.  Per i grandi resta comunque da ammirare, grazie alla perfetta confezione di tante immagini fantasiose, l’inesauribile potere incantatore del cinema.

 

Autore: Franco Olearo
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione


Share |

OCEANIA

Inviato da Franco Olearo il Sab, 12/24/2016 - 17:43
 
Titolo Originale: Moana
Paese: USA
Anno: 2016
Regia: Ron Clements, John Musker
Sceneggiatura: Jared Bush
Produzione: Walt Disney Pictures, Walt Disney Animation Studios
Durata: 107
Interpreti: Emanuela Ionica; Fabrizio Vidale; Angela Finocchiaro; Raphael Gualazzi

Vaiana è una vivace adolescente figlia del capo di un’isola del Pacifico. Il suo popolo ha smesso di navigare ormai da secoli, ma Vaian sente un’irresistibile attrazione verso l’oceano. Quando la sua isola comincia ad essere minacciata da un’ignota catastrofe la giovane decide di intraprendere una incredibile impresa oltre i confini della barriera corallina per salvare il suo popolo e per dimostrare di essere un'esperta navigatrice. Nel corso del viaggio Vaiana incontra il leggendario semidio Maui, con il quale affronterà creature e ostacoli che sembrano insormontabili

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
il desiderio di salvare il proprio popolo , la coscienza di dover compiere una speciale, anche se misteriosa missione per il bene di tutti, sono le motivazioni che spingono la protagonista ad agire con coraggio. Tuttavia la presenza del racconto di un oceano che si anima e che partecipa alle vicende della ragazza può suggerire un certo immanentismo, mentre la ossessiva ricerca di se stessi, come sta avvenendo nelle più recenti produzioni della Disney, senza che ciò voglia dire apertura verso l’amore, non conferisce il giusto calore umano alla storia.
Pubblico 
Tutti
Giudizio Tecnico 
 
Incredibili e sorprendenti immagini realizzate in computer grafica, alcuni passaggi incompiuti nello sviluppo della storia
Testo Breve:

Gli autori di La Sirenetta realizzano un nuovo cartone animato con una ragazza come protagonista, impegnata, come le più recenti eroine della Disney, a compiere importanti missioni, e non hanno tempo per innamorarsi. Divertente ma con dei limiti di sceneggiatura

Dopo La principessa e il ranocchio (2009) i registi Ron Clements e John Musker tornano a dirigere un lungometraggio animato, ma questa volta si tratta del loro primo film interamente realizzato in computer grafica 3D, Oceania. Il titolo originale dell’opera, nonché il nome stesso della protagonista, è Moana, che significa oceano, ma nella versione tradotta diversi paesi hanno scelto di modificarlo in Vaiana, che in tahitiano significa acqua di grotta.

Vaiana è infatti una principessa del Pacifico meridionale dotata di una misteriosa capacità di comunicare con l’oceano. Sin dall’infanzia vive nel villaggio di cui suo padre è il capo e cresce ascoltando i racconti e le leggende narrati dalla nonna paterna sul suo popolo. Diventata grande Vaiana intende scoprire perché la sua gente ha smesso di esplorare il mondo al di là della barriera corallina; anche l’oceano sembra averla scelta per compiere una missione che potrebbe salvare da una terribile minaccia il destino del suo popolo e quello di molte altre isole vicine. Vaiana così con coraggio e armata solo del suo entusiasmo parte alla ricerca di un semidio, Maui, il solo che potrebbe ristabilire l’equilibrio dell’oceano.

In Oceania, come spesso accade nelle produzioni Disney, il fascino delle antiche leggende maori si mischia e si lega a influenze più moderne come la ricerca di un equilibrio tra uomo e natura nel reciproco rispetto, la spinta a dare valore ai sogni e il desiderio di scoperta del nuovo come fonte di progresso per la comunità. Si tratta inoltre del secondo lungometraggio Disney con una protagonista di origine polinesiana dopo Lilo & Stitch.

Vaiana ha solo sedici anni, si trova a compiere un’impresa che è decisamente al di sopra delle sue possibilità e si lancia letteralmente verso l’ignoto. L’entusiasmo iniziale che la anima però si va presto spegnendo nella storia. Man mano che la protagonista si allontana dalla sua famiglia infatti sembra affievolirsi sempre di più la sua spinta motivazionale interna. La voglia di partire alla scoperta del mondo, la necessità di comprendere e affermare la propria identità e il desiderio di salvare il proprio popolo da una sconosciuta minaccia sono gli elementi che inducono Vania a sfidare le sue tradizioni e l’oceano ignoto, ma nel corso del racconto si vanno un po’ perdendo in favore della costruzione di un altro personaggio singolare e assai più divertente, Maui.

Maui non è proprio un dio, anzi non lo è affatto, è un esibizionista, arrogante ed egocentrico che è stato dotato dagli dei di un gigantesco arpione magico che gli consente di mutare forma in qualsiasi altro essere vivente. Questo personaggio, oltre ad essere l’unico in grado di salvare il suo mondo, è anche in realtà il vero colpevole della minaccia che incombe sull’isola di Vaiana. In questo risiede il vero problema del film. Perché la vicenda, anche quelle interiore, e le caratteristiche molto particolari del coprotagonista maschile rischiano di diventare forse anche più interessanti rispetto alla storia della vera protagonista.

Perciò mentre il pubblico è affascinato dalle divertenti performance di Maui, dei suoi tatuaggi animati e dalla scoperta del suo misterioso passato – una vicenda anche metaforicamente interessante sull’amore -, rimane poco avvinto dalla storia della protagonista Vaiana, che invece fa fatica ad emergere.

La computer grafica permette di realizzare anche in questo film un piccolo capolavoro che desta ammirazione soprattutto per la cura con cui sono resi i sorprendenti dettagli dei movimenti dell’acqua e dei capelli. Tuttavia la storia che veramente regge la vicenda, quella riguardante Maui e il cuore di Te Ká , una terribile e mostruosa strega di lava ispirata a Pele, la divinità del fuoco e dei vulcani nella mitologia hawaiana, avrebbe meritato un maggiore approfondimento. Soprattutto alla luce del fatto che si tratta di una storia assai poco corale e dunque molto più intima di quanto non sembri.

Autore: Vania Amitrano
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione


Share |

PETS - VITA DA ANIMALI

Inviato da Franco Olearo il Gio, 10/06/2016 - 18:41
 
Titolo Originale: The Secret Life of Pets
Paese: USA
Anno: 2016
Regia: Chris Renaud, Yarrow Cheney
Sceneggiatura: Cinco Paul, Ken Daurio, Brian Lynch
Produzione: ILLUMINATION ENTERTAINMENT, UNIVERSAL PICTURES
Durata: 90

Max è un terrier che vive una tranquilla e confortevole vita con la sua padrona Katie. Un giorno però Katie porta a casa Duke, un altro cane con cui Max entrerà in forte conflitto. A causa delle loro liti Max e Duke si troveranno a vivere un’avventura emozionante per le strade di New York inseguiti da un coniglio dall’aspetto adorabile ma del tutto fuori di senno dal nome di Nervosetto (Snowball nell'originale) e dal suo gruppo di animali abbandonati che desiderano solo vendicarsi sugli animali domestici e sui loro padroni. Intanto Gidget, una graziosa cagnetta amica di Max, insieme a tutti i loro vicini di casa animali si mette alla ricerca dei due cani perduti

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
La storia di Pets ricorda l’importanza di non fermarsi alle apparenze e di non avere paura di abbandonare le comodità e le abitudini cui siamo più attaccati, perché la vita può riservare nuove situazioni e cambiamenti anche assai positivi e sicuramente molto divertenti
Pubblico 
Tutti
Giudizio Tecnico 
 
Una sceneggiatura semplice per un lungometraggio animato ben realizzato sia sul piano della grafica che su quello della regia
Testo Breve:

Un divertente film per i piccoli e per i tanti amanti degli animali, che ricorda l’importanza di non fermarsi alle apparenze e di non aver paura dei cambiamenti perché la vita può riservare nuove situazioni assai positive

Una New York che sembra uscita da una galleria d’arte moderna, un po’ pop e un po’ retrò, fitta di palazzi all’interno dei quali si nascondono comodamente un’infinità di razze diverse di animali, più o meno, domestici. Questo è l’ambiente in cui si aggirano le simpatiche bestiole protagoniste di Pets – Vita da animali, il nuovo lungometraggio animato della Universal Pictures.

Introdotto da una massiccia campagna pubblicitaria fatta di sketch curiosi e divertenti, Pets -Vita da animali ha colpito il cuore di tutti gli amanti degli animali - oggi veramente numerosi – ancor prima di uscire nelle sale. Perché l’astuzia è stata proprio quella di raffigurare in una buffa avventura quegli stessi animali domestici che quotidianamente trattiamo come veri e propri membri della famiglia. Così la storia del cagnolino Max protagonista del film ricalca proprio l’esperienza comune a tanti bambini quando vedono arrivare in famiglia un nuovo figlio, un nuovo fratellino con cui dovranno dividere attenzioni, spazi e giocattoli.

La tranquilla vita domestica di Max infatti subisce un brusco colpo quando la sua giovane e affezionata padrona decide di adottare un altro cane dal canile, il peloso, ingombrante e invadente Duke. Tra i due si innesca una vera e propria competizione che li porterà a perdersi da soli per le strade di New York, braccati da un gruppo di gatti randagi e da un folle branco di animali abbandonati appartenenti alle razze più disparate. In loro aiuto corrono gli amici del vicinato di Max, il simpatico gruppetto di animali veramente molto domestici con cui il cagnolino condivideva le lunghe giornate in attesa del rientro della sua padrona.

Ciascun personaggio, uscendo dalla comoda e confortante vita casalinga, scoprirà di avere delle impensate doti nascoste di coraggio, audacia e solidarietà. Max e Duke dal canto loro affronteranno una serie di prove che li porteranno a conoscersi meglio e ad apprezzare il valore dell’amicizia e della condivisione.

Pets – Vita da animali è un film semplice e divertente che tutto giocato su spassosi contrasti tra essere e apparenza. Così fra tutti spicca il personaggio del cattivissimo coniglietto bianco dall’aspetto tenero e grazioso, Nervosetto nella versione italiana, doppiato da Mandelli che interpreta alla perfezione l’esilarante delirio del folle animaletto dall’apparenza dolce e adorabile.

Anche questo film dimostra però che esiste una sempre più forte tendenza a dare spazio e risalto all’azione e al continuo cambiamento di situazioni ed ambienti nei lungometraggi animati. Questi infatti si soffermano sempre meno sulla caratterizzazione dei personaggi, per lasciare più spazio alla molteplicità e alla varietà, in una continua ricerca di scene ad effetto che tengono desta l’attenzione e la tensione dello spettatore per quasi tutta la durata del film. 

Autore: Vania Amitrano
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione


Share |

IL REGNO DI WUBA

Inviato da Franco Olearo il Mer, 09/28/2016 - 18:20
Titolo Originale: Zhuo yao ji
Paese: Cina/Hong Kong
Anno: 2015
Regia: Raman Hui
Sceneggiatura: Alan Yuen
Produzione: CHAMPION STAR PICTURES LTD.
Durata: 116
Interpreti: Bai Baihe, Jing Boran, Jiang Wu, Elaine Jin

Il giovane Tianyin è stato cresciuto dalla nonna nel ricordo del padre, famoso cacciatore di mostri scomparso tanti anni prima, ma è in realtà piuttosto vigliacco. Un giorno però, la regina dei mostri, che è incinta, in fuga dagli usurpatori che hanno ucciso suo marito, gli affida il suo piccolo, destinato a diventare il nuovo re della sua specie. Tianyin dovrà proteggerlo sia dai cacciatori di mostri che cercano di catturarlo, sia dai nemici. In questa avventura si trova accanto la giovane cacciatrice Xiaonan, che ha molto da dimostrare…. 

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Sono presenti alcuni interessanti spunti come: il richiamo alla possibilità di una solidarietà “interraziale” che vada oltre le apparenze, la necessità di proteggere i più deboli anche quando appaiono diversi da quello che ci aspettiamo, l’apertura all’altro e il rispetto della sua “diversità
Pubblico 
Pre-adolescenti
Alcune scene di violenza fumettistica, qualche scena di tensione.
Giudizio Tecnico 
 
A oggi uno dei maggiori incassi del mercato cinese, questo film che esibisce un mix molto particolare di action, fantasy e commedia
Testo Breve:

Questo film cinese a tecnologia mista (attori veri e animazione) ha riscosso in patria uno strepitoso successo ed è uno dei primi veri tentativi del cinema cinese di creare prodotti appetibili anche per il mercato internazionale  

A oggi uno dei maggiori incassi del mercato cinese, questo film che esibisce un mix molto particolare di action, fantasy e commedia, è uno dei primi veri tentativi del cinema cinese di creare prodotti appetibili anche per il mercato internazionale (è stato presentato alla Festa del Cinema di Roma del 2015), pur rimanendo fedeli alla propria cultura.

Il risultato è una storia che mescola i tradizionali elementi della saga fantasy (c’è un piccolo principe dei mostri da proteggere, una profezia da adempiere, un giovane eroe riluttante, una giovane guerriera che deve dare prova della sua abilità, che ricordano da un lato un classico come Willow, dall’altro i grandi archetipi alla Tolkien) con altri di comicità a volte lieve altre un po’ più greve, che fanno venire in mente certi personaggi delle tragedie shakespeariane e potrebbero qualche volta lasciare spiazzato lo spettatore occidentale.

Da un lato la coppia di mostri “sotto copertura”, tanto voraci (si farebbero volentieri un bocconcino del protagonista) quanto leali verso il loro piccolo sovrano, dall’altro una curiosa linea comica che rende per un tratto il nostro eroe il vero e proprio “portatore” del baby mostro con una serie di improbabili gag sulla gravidanza e le sue conseguenze.

Queste ultime enfatizzano l’inversione di ruoli tra il pavido ma sensibile Tianyin e la coraggiosa Xiaonan, che nasconde la sua parte femminile per non perdere la propria reputazione di guerriera. Sarà solo la convivenza tra i due, il reciproco innamoramento, e l’esperienza “genitoriale” pur riluttante nei confronti del piccolo Wuba a far recuperare ai due quello che di se stessi non avevano mai trovato o avevano voluto dimenticare.

Così, quando i due capiranno che Wuba rischia di finire nel piatto di qualche riccone, faranno di tutto per salvarlo e si conquisteranno altri improbabili alleati. Tra un combattimento volante in perfetto stile wuxia (quello de La tigre e il dragone, per intenderci) e qualche espediente molto più terra terra, i nostri porteranno a termine la missione.

Non mancano, nello scenario fantasy, elementi di riflessione quasi “politica” che alludono alla contemporaneità: il regno umano e quello dei mostri divisi per provata incapacità di convivenza che costringono i secondi a una vita di clandestinità anche quando si tratta di esseri innocui e amichevoli, il richiamo alla possibilità di una solidarietà “interraziale” che vada oltre le apparenze, la necessità di proteggere i più deboli anche quando appaiono diversi da quello che ci aspettiamo, l’apertura all’altro e il rispetto della sua “diversità” (anche quando questa si traduce in due teste e un appetito micidiale), sono tutti spunti interessanti che il film mette in scena con efficacia intermittente.

Il finale aperto allude alla possibilità di nuove mirabolanti avventure, ma anche come pellicola autonoma Il regno di Wuba resta un affascinante viaggio all’interno di una cultura narrativa insieme familiare e sorprendente che vale certo la pena di esplorare. 

Autore: Laura Cotta Ramosino
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione


Share |