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Settimana del 16 aprile 2017

Inviato da Franco Olearo il Gio, 04/13/2017 - 15:28

Gesù di Nazareth – FilmOro

Non potevamo avvicinarci alla santa Pasqua senza ricordare un serial televisivo (presentato anche come film in alcune nazioni) che per molti anni è stato un appuntamento fisso del piccolo schermo durante la Settimana Santa. I pregi di quest’opera del regista Franco Zeffirelli sono tanti. Il personaggio di Gesù Cristo innanzitutto: lo sguardo profondo dell’attore Robert Powell si concilia bene con la scelta di presentare un Gesù umanamente dolce e comprensivo ma anche come il  Figlio di Dio che medita sempre la portata soprannaturale dei suoi atti. Notevole è anche la ricchezza con cui sono stati disegnati i numerosi co-protagonisti, l’accuratezza delle ricostruzioni del paesaggio e dei palazzi del tempo, la bellezza della fotografia

Moglie e marito

Marito e moglie, sull’orlo della separazione, si ritrovano con la memoria e le menti scambiate per colpa di un esperimento mal riuscito. Lo scambio delle parti consentirà loro di conoscere meglio le ragioni dell’altro e di ritrovare l’amore perduto. Un film di intrattenimento, che non pretende di essere più di quello che è ma che valorizza gli affetti familiari. Peccato che il gioco dello scambio dei sessi porti ad alcune situazioni di cattivo gusto che non rende la pellicola adatta anche i più piccoli

Mal di pietre

Questo strano melodramma, tratto dal romanzo omonimo di Milena Agus e trasferito dalla Sardegna alla Francia del Sud, si sorregge tutto sull’interpretazione di Marion Cotillard. Senza la sua sfaccettata interpretazione il film sarebbe scaduto a cronaca delle avventure di una ninfomane. A dare un certo valore al film è la figura del marito, in grado di costruire con lei, con pazienza, una relazione durevole

Tantissimi auguri a tutti per la santa Pasqua

La Redazione di

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settimana del 9 aprile 2017

Inviato da Franco Olearo il Ven, 04/07/2017 - 10:10

The Startup- Accendi il tuo futuro (A, Valagussa, F. Olearo)

Dopo L’estate addosso, Classe Z, 17 anni (e come uscirne vivi), Non è un paese per giovani, SLAM-tutto per una ragazza, continua la serie di film che hanno deciso di indagare nell’universo degli adolescenti e degli young-adult. Questo film, recensito da Andrea Valagussa e Franco Olearo, si pone agli antipodi degli altri lavori che baricentrano i giovani su aspetti esistenziali, incluso lo stesso  Non è un paese per giovani ( nonostante che il film racconti di giovani che vanno a lavorare all’estero). Matteo, il protagonista, non cerca di essere ma di progettare.  O meglio, di essere tramite il progettare.  Ricavato da una storia vera, racconta di un ragazzo che a 18 anni realizza un sito Internet di successo. Nonostante le apparenze, non si rifà all’ormai classico The social Networkbiografia del fondatore di Facebook ma è una storia squisitamente italiana. Se ci sono delle somiglianze, vanno trovate nella rigorosa necessità che i  giovani di talento hanno di muoversi in ambienti che stimolino la loro intraprendenza. Se Mark Zuckerberg l’aveva trovato all’Università di Harward, il romano Matteo lo trova alla Bocconi.

Il viaggio- The Journey – FilmOro

Nel 2006 si giunse all’accordo di pace di St. Andrews per l’Irlanda del Nord. Il film racconta come i due leader delle opposte fazioni  siano riusciti ad andare oltre le loro posizioni per conquistare la pace. Il film è una sapiente riflessione politica e umana sull’esigenza dell’apertura al dialogo e la disponibilità ad un ascolto reciproco che, senza voler annullare le fondamentali differenze, si impegna a cercare punti di contatto per raggiungere un comune obiettivo di pace.

L’altro volto della speranza

Aveva già divertito e commosso il regista Aki Kaurismäki con il suo Miracolo a Le Havre e ancora una volta cerca, sorridendo, ma anche con toni tragici, di affrontare un tema attualissimo anche in Finlandia: quello dell’immigrazione dai paesi colpiti dalla guerra. Sono presenti molti gesti di solidarietà ma anche di intolleranza

In viaggio con Jacqueline – FilmOro

Mentre si ride intorno alle peripezie del contadino algerino Fatah che intraprende un lungo viaggio,  per terra e per mare, per partecipare assieme alla sua bella vacca a  una competizione internazionale che si tiene a Parigi, ci si commuove per la disarmante semplicità e purezza di affetti familiari mostrati dal protagonista.

Buona lettura dalla Redazione di

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Settimana del 2 aprile 2017

Inviato da Franco Olearo il Ven, 03/31/2017 - 10:34

La scelta – The choice - FilmOro

Tutti i film ricavati dai romanzi di Nicholas Sparks (questo è l’undicesimo) non sempre sono di qualità eccellente ma costituiscono una garanzia per la promozione di  valori umani e famigliari. Quest’ultimo della serie tratta un tema di sicura attualità: l’uso del cosiddetto testamento biologico da rendere esecutivo nel caso di persone che a causa di un incidente , come accade alla moglie del protagonista, sono entrate in coma. Il film non si occupa degli aspetti giuridici ma del terribile dramma umano di chi deve decidere della vita o della morte della persona che ama. In film è disponibile in DVD in italiano oppure su Netflix

Classe Z

Un gruppo di ragazzi svogliati e indisciplinati sono stati concentrati dal preside in un'unica sessione di quinta liceo perché non disturbino chi realmente vuol prendersi il diploma. Una storia positiva di riscatto raccontato nel modo più possibile accattivate per i giovani. Non a caso ben tre dei protagonisti sono degli influencer importanti su Youtube. Lo sviluppo della trama è terribilmente televisivo, i risvolti sono poco realistici ma sono difetti che finiscono per risultare coerenti con lo stile scanzonato dato alla pellicola

17 anni (e come uscirne vivi) – Sconsigliato

Questo film americano fa impallidire gli altri film italiani usciti di recente sul tema dell’adolescenza per la profondità con cui riesce a indagare nella psicologia di una ragazza che sta vivendo quel periodo turbolento.  La protagonista stenta a fare il passaggio dal periodo dell’amica del cuore a quello dell’interesse per l’altro sesso e si sente sola e tradita quando la sua migliore amica decide di fare coppia fissa proprio con suo fratello. Purtroppo il film risulta altamente diseducativo per uso di alcool, elevata disinvoltura nelle relazioni sessuali  in un contesto dove i genitori non  hanno nessuna influenza sui comportamenti dei ragazzi

Buona lettura dalla Redazione di

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settimana del 26 febbraio 2017

Inviato da Franco Olearo il Ven, 03/24/2017 - 10:00

Corso online su Famiglia e Media

E’ in partenza il primo corso on-line su Famiglia e Media, promosso dalla Pontificia Università della Santa Croce e da Familyandmedia.

Si tratta di 10 video lezioni che mettono a fuoco il rapporto tra famiglia e mass media, attraverso l'analisi dei contenuti più fruiti dal pubblico: film, serie tv, videogiochi, social networks, cronaca di attualità, romanzi, ecc. L’obiettivo è di creare la giusta consapevolezza tra genitori, insegnanti ed educatori, ma anche giovani e studenti per suggerire loro il modo corretto di costruire responsabilmente il nostro rapporto con i media. Alla realizzazione del corso ha attivamente partecipato anche www.familycinematv.it fornendo degli utili esempi su come i media (brani presi da film, da serial televisivi) possano costituire un valido strumento per trasmettere valori umani e familiari
Ecco il link della pagina di iscrizione al corso, dove troverai tutte le informazioni aggiuntive:

http://eventi.pusc.it/iscrizione/?ev=AFE-MAT4&lan=it

 

La più grande storia mai raccontata – FilmOro

In questo periodo di quaresima continuiamo ad analizzare film che hanno cercato di diffondere, con il cinema, il messaggio di Gesù. A George Stevens, un robusto regista di Hollywood (Il cavaliere della valle solitariaIl gigante) fu affidato il compito di dire l’ultima parola sul cinema religioso, almeno nella forma di spettacolo kolossal. L’impegno fu enorme in termini di tempo impiegato, di famosi attori coinvolti, di spese fuori budget. Il risultato fu un prodotto molto curato, della durata di più di tre ore ma ma il pubblico non si mostrò interessato. Il film è rispettoso dei Vangeli e trasmette una grande spiritualità ma il risultato appare freddo, forse perché traspare troppo la volontà di realizzare qualcosa di solenne e ufficiale.

Non è un paese per giovani

Giovanni Veronesi ha pensato di riversare le testimonianze di tanti giovani raccolte in un programma radiofonico da lui diretto in un film che raccontasse la storia di tre giovani italiani che cercano di realizzare i propri sogni in un paese straniero. La prima parte del film sembra proprio voler denunciare questo fenomeno sociale in continua crescita ma poi si disperde in un puro divertimento avventuroso-turistico. I modi di interpretare il film possono essere due: la trama è sfuggita di mano a Veronesi oppure ha voluto denunciare una cruda realtà: molti giovani vanno all’estero non per cercare lavoro ma per continuare a vivere di sogni e  sottrarsi in questo modo dalle proprie responsabilità.

Slam – Tutto per una ragazza

Grazie alla penna di Nick Hornby, dal cui romanzo è tratta la sceneggiatura (il racconto viene però trasferito da Londra a Roma), l’età dell’adolescenza, soprattutto nel personaggio maschile di Samuele, viene ritratta con realismo, nelle sue fughe di pura fantasia o nelle sue fughe reali, quando il senso di oppressione per non aver nessuno con cui confidarsi diventa troppo alta. Peccato che il film sia condizionato da una sostanziale sfiducia nell’uomo, incapace di prendere in mano la propria vita, e che si limita a seguire agli impulsi del momento, senza cercare con coerenza la propria felicità. 

Buona lettura dalla redazione di

www.familycinematv.it

Settimana del 26 marzo 2017

Inviato da Franco Olearo il Ven, 03/24/2017 - 08:18

Corso online su Famiglia e Media

E’ in partenza il primo corso on-line su Famiglia e Media, promosso dalla Pontificia Università della Santa Croce e da Familyandmedia.

Si tratta di 10 video lezioni che mettono a fuoco il rapporto tra famiglia e mass media, attraverso l'analisi dei contenuti più fruiti dal pubblico: film, serie tv, videogiochi, social networks, cronaca di attualità, romanzi, ecc. L’obiettivo è di creare la giusta consapevolezza tra genitori, insegnanti ed educatori, ma anche giovani e studenti per suggerire loro il modo corretto di costruire responsabilmente il nostro rapporto con i media. Alla realizzazione del corso ha attivamente partecipato anche www.familycinematv.it fornendo degli utili esempi su come i media (brani presi da film, da serial televisivi) possano costituire un valido strumento per trasmettere valori umani e familiari
Ecco il link della pagina di iscrizione al corso, dove troverai tutte le informazioni aggiuntive:

http://eventi.pusc.it/iscrizione/?ev=AFE-MAT4&lan=it

 

La più grande storia mai raccontata – FilmOro

In questo periodo di quaresima continuiamo ad analizzare film che hanno cercato di diffondere, con il cinema, il messaggio di Gesù. A George Stevens, un robusto regista di Hollywood (Il cavaliere della valle solitaria, Il gigante) fu affidato il compito di dire l’ultima parola sul cinema religioso, almeno nella forma di spettacolo kolossal. L’impegno fu enorme in termini di tempo impiegato, di famosi attori coinvolti, di spese fuori budget. Il risultato fu un prodotto molto curato, della durata di più di tre ore ma ma il pubblico non si mostrò interessato. Il film è rispettoso dei Vangeli e trasmette una grande spiritualità ma il risultato appare freddo, forse perché traspare troppo la volontà di realizzare qualcosa di solenne e ufficiale.

Non è un paese per giovani

Giovanni Veronesi ha pensato di riversare le testimonianze di tanti giovani raccolte in un programma radiofonico da lui diretto in un film che raccontasse la storia di tre giovani italiani che cercano di realizzare i propri sogni in un paese straniero. La prima parte del film sembra proprio voler denunciare questo fenomeno sociale in continua crescita ma poi si disperde in un puro divertimento avventuroso-turistico. I modi di interpretare il film possono essere due: la trama è sfuggita di mano a Veronesi oppure ha voluto denunciare una cruda realtà: molti giovani vanno all’estero non per cercare lavoro ma per continuare a vivere di sogni e  sottrarsi in questo modo dalle proprie responsabilità.

Slam – Tutto per una ragazza

Grazie alla penna di Nick Hornby, dal cui romanzo è tratta la sceneggiatura (il racconto viene però trasferito da Londra a Roma), l’età dell’adolescenza, soprattutto nel personaggio maschile di Samuele, viene ritratta con realismo, nelle sue fughe di pura fantasia o nelle sue fughe reali, quando il senso di oppressione per non aver nessuno con cui confidarsi diventa troppo alta. Peccato che il film sia condizionato da una sostanziale sfiducia nell’uomo, incapace di prendere in mano la propria vita, e che si limita a seguire agli impulsi del momento, senza cercare con coerenza la propria felicità. 

Buona lettura dalla redazione di

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settimana del 19 marzo 2017

Inviato da Franco Olearo il Gio, 03/16/2017 - 12:13

Il diritto di contare – FilmOro

Il filone dei film americani che racconta storie vere di segregazione razziale felicemente superata, sembra non esaurirsi mai.  Questo racconto, ambientato  all’interno della NASA, ricorda come ancora agli inizi degli anni '60  i corsi per ingegneri informatici fossero riservati ai bianchi e che le protagoniste del film dovevano camminare per un chilometro prima di trovare un bagno riservato alle donne di colore. Il film è godibile proprio perché vengono narrate storie di donne vere, impegnate ad affrontare difficili condizionamenti sociali, ad affermarsi nel lavoro e a prendersi cura degli affetti familiari

Loving - L’amore deve nascere libero

Questa storia vera, ricostruita con molta cura, ha uno stile insolito, schivo e minimalista, che risulta però perfettamente aderente al carattere dei due protagonisti. Lui e lei, persone semplici, che vivono in un piccolo paese della Virginia, si sono sposati e desiderano solo vivere in tranquillità ma questo non è possibile perché nello stato della Virginia sono proibiti i matrimoni e le convivenze miste. 
E’ significativo il fatto che non desiderano neanche recarsi in aula, quando la Corte Suprema deve decidere sul loro caso. Dispiace che le motivazioni razziste presentate nel film siano tutte di stampo religioso. Ciò, oltre ad essere contrario all’evidenza di tante persone di fede che si sono impegnate a quei tempi contro la segregazione, finisce per suggerire una correlazione fra religione e pregiudizio cieco.

Il Messia

Continuiamo, in questo periodo di quaresima, l’analisi di film che hanno raccontato il passaggio terreno di Gesù Cristo. Questo film di Roberto Rossellini del 1975 si inquadra bene nel suo vasto progetto, realizzato soprattutto tramite opere televisive, di raccontare i grandi snodi della storia. Rossellini mostra di apprezzare le straordinarie virtù umane di Gesù e il suo messaggio di rivoluzione nella pace. Al contempo però concede quasi nulla perché si possa pervenire a un’interpretazione soprannaturale della sua vita. Non mostra i miracoli ma li lascia raccontare da altri; la sequenza della morte è molto rapida e Gesù non dice nulla sulla croce; nessuna risurrezione ma solo un sepolcro vuoto che lascia lo spazio a molte interpretazioni

Buona lettura dalla Redazione di

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settimana del 12 febbraio 2017

Inviato da Franco Olearo il Gio, 03/09/2017 - 07:44

LA LUCE SUGLI OCEANI – FilmOro

Ricavato dall’omonimo romanzo di M.L. Stedman che ha riscosso un considerevole successo, questo film, che si avvale di ottimi attori e di bellissimi paesaggi, ha il pregio di scavare nell’animo di persone sostanzialmente oneste, dotate di una forte dirittura morale che si trovano ad affrontare un lacerante  dilemma etico.

IL VANGELO SECONDO MATTEO – FilmOro

Come in ogni periodo di Quaresima, continuiamo a presentare alcuni film ormai classici sulla vita di Gesù. Ricostruire la genesi di questo film del 1964 di Pier Paolo Pasolini consente di mettere in luce una bella storia nella storia: il rapporto amichevole fra il regista-scrittore e mons Francesco Angelicchio, allora direttore del Centro Cattolico Cinematografico. Pasolini, noto per inseguire le proprie idee realizzative senza guardare in faccia nessuno, fu invece docile ai consigli di don Angelicchio e lui, marxista che vedeva Gesù solo come uomo, interessato a ricostruire i conflitti fra il proletariato e le classi dominanti della Palestina del tempo, accettò di inserire le scene dove Gesù compie dei miracoli e la Sua resurrezione .

AMORE PENSACI TU - Sconsigliato

Questo serial di Canale Cinque dovrebbe fare il punto su cosa vuol dire essere padri oggi. Intorno a quattro uomini si sviluppano quattro storie in parallelo che si muovono secondo i più abusati stereotipi, intorno ai tipi più diversi di famiglia, per dimostrare che questa è un puro costrutto culturale, mentre ognuno è libero di fare, irresponsabilmente, quello che vuole.

LA LEGGE DELLA NOTTE

Ben Afflek ha messo tutto se stesso in questo gangster movie, come produttore, regista, sceneggiatore, protagonista. La ricostruzione degli anni venti, nelle scenografie e nei costumi, è accuratissima; le scene d’azione sono di grande impatto ma il progetto è risultato troppo ambizioso. La sceneggiatura apre troppe sottotrame e il personaggio principale manca di coerenza interna.

Vi auguriamo una buona lettura e vi ringraziamo per volerci continuare a seguire, con la speranza che vogliate sostenere anche concretamente il nostro lavoro

Buona lettura da

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Settimana del 5 marzo 2017

Inviato da Franco Olearo il Gio, 03/02/2017 - 17:13

Questa settimana è ricca di Christian Films, sia quelli programmati regolarmente che quelli disponibili su sale selezionate. Presentiamo ora la recensione di Piena di Grazia  mentre riproponiamo Footprints e God’s not dead 2,  che avevamo già recensito nelle settimane precedenti.

 

Piena di Grazia – La storia di Maria madre di Gesù – FilmOro

Questo film ha un primato: è l’unico finora realizzato,che racconta gli ultimi tempi della vita di Maria, mentre intanto Pietro deve affrontare le prime minacce all’unità della Chiesa nascente ed è incerto sul da farsi. E’ molto bella, in questo film, la figura di Maria, serena perché piena di grazia, anche di fronte al passaggio alla nuova vita e vero sostegno spirituale di Pietro e degli altri apostoli. Il film, più che un dialogo fra Maria e Pietro, sembra una lunga meditazione personale, secondo lo stile di Terrence Malick e il suo tono “alto” rischia di non suscitare l’interesse di un pubblico più vasto

Footprints - Il cammino della vita - FilmOro

Il famoso Cammino di Santiago viene percorso a piedi da nove ragazzi americani, con l’accompagnamento di un sacerdote. Il regista Juan Manuel Cotelo (L'ultima cima, Terra di MariaDio esce allo scoperto), con l’aiuto di bellissime immagini dei paesaggi che si incontrano lungo il percorso e l’appoggio di divertenti animazioni per ricordarci le origini di questo pellegrinaggio, raccoglie le confessioni di questi giovani uomini che, partendo da realtà private molto diverse, compiono un cammino di crescita spirituale e di scoperta di una forte solidarietà. Forse il film meglio costruito fino a questo momento del regista spagnolo.

God’s not dead 2 – FilmOro

Questo sequel di God’s not dead ritorna a denunciare il problema emergente, anche negli Stati Uniti, del laicismo: l’impossibilità di poter esprimere la propria fede in un contesto pubblico, specialmente nel settore dell’insegnamento. Il film è costruito con più rigore del primo ma non riesce ad esimersi da un certo manicheismo: i fedeli sono mostrati quasi come degli angeli mentre gli atei sono poco meno che dei diavoli.

Logan The Wolverine

L’ultimo capitolo della saga dedicata a uno degli X-men più amati, Wolverine, è un western postmoderno violentissimo e teso. Non è decisamente un film per tutti ma i durissimi combattimenti lasciano anche spazio alla scoperta di sentimenti, l’amore e la capacità di legarsi a qualcuno, che riescono finalmente regalare a Logan un lampo di serenità. Regia e interpretazioni rendono giustizia a questa avventura crepuscolare che non lascerà delusi i fan della saga.

Ballerina – FilmVerde

Nella Parigi della fine ottocento, due orfani cercano di realizzare le loro aspirazioni, la prima come ballerina, il secondo come inventore. Le pittoresche strade di Parigi, la costruzione della Torre Eiffel, della futura Statua della Libertà e i suggestivi panorami osservati dall’alto della cupola del teatro dell’Operà sono i dettagli che inseriscono questa storia semplice e delicata in un contesto storico e artistico unico. Incontriamo Gustave Eiffel, Rosita Mauri, ballerina dell’epoca assai nota in tutta Europa, mentre le opere di Edgar Degas, Auguste Renoir, Eduard Manet sembrano aver ispirato la grafica e la composizione di alcune scene del film. Una storia deliziosa molto ben disegnata ma con una sceneggiatura debole.

Jackie

Un lungo monologo-intervista della vedova ad appena cinque giorni dall’assassinio del presidente Kennedy. Un ritratto vero e sofferto di Jackie impegnata sul fronte della realtà e del mito. Il regista cileno Larrain, è solo apparentemente tradizionale nel legare il racconto all’intervista che la protagonista rilascia a un giornalista: è invece l’occasione per ripercorrere una serie di eventi e ricordi che compongono a poco a poco il ritratto problematico e per questo interessante di una donna in cerca di un’identità. Natalie Portman ha mancato di poco l’Oscar 2017 come protagonista femminile.

Beata Ignoranza

Alessandro Gassman è un professore di matematica che fa utilizzare  in aula,  a scopo didattico, il telefonini e i tablet. Marco Giallini è un professore di lettere che prima di iniziare la lezione vuole sulla cattedra i cellulari di tutti gli alunni e per insegnare usa il classico libro e la carta stampata. A questa sostanziale diversità di approccio didattico si aggiunge, fra i due, un conflitto sentimentale che risale alla loro giovinezza. Una trama troppo “costruita” che perde presto ogni interesse e mordente a causa di una sceneggiatura trascurata che mette troppi temi a fuoco, salta da uno all’altro senza concluderne nessuno.

 

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settimana del 26 febbraio 2017

Inviato da Franco Olearo il Gio, 02/23/2017 - 11:00

Il risveglio di un gigante – La vita di santa Veronica Giuliani FilmOro

Santa Veronica Giuliani è vissuta alla fine del ‘600, clarissa cappuccina del convento di Città di Castello. Il film è un viaggio nelle esperienze mistiche della santa reso possibile dall’abbondanza di informazioni che scaturiscono dal suo diario intimo di 22.000 pagine. I registi Valeria Baldan e Giovanni Ziberna sono riusciti nel difficile compito di raccontarci, attraverso delle immagini, le esperienze mistiche della santa, in particolare quelle sofferenze che le scaturivano dal percepire l’infinita distanza fra il Cristo Redentore, al quale si sentiva misticamente vicina e i tanti peccati e debolezze degli uomini.

The Great Wall – FilmVerde

Una colossale produzione congiunta U.S.A. – Cina, un racconto fantasy poderoso per le scene di battaglie e il tripudio di colori. Non c’è null’altro da pretendere da questo film lineare nello sviluppo e nel tratteggio dei personaggi nei quali vengono esaltate  virtù militari come il coraggio, la solidarietà, il sacrificio per gli altri.

Mamma o papà?

Questo film italiano è un copia-e-incolla dell’omonimo film francese che gioca sul paradosso di due coniugi, molto egoisti,  che hanno deciso di  divorziare che fanno a gara per risultare odiosi ai loro figli in modo da  non assumersi la responsabilità dell’affido. Si dovrebbe ridere ma in realtà ci sono molte scene di pessimo gusto per il modo con cui si reca scandalo ai propri figli o addirittura questi finiscono per farsi male.

 

Buona lettura dalla Redazione di

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Settimana del 19 febbraio 2017

Inviato da Franco Olearo il Mer, 02/15/2017 - 21:51

Manchester by the Sea (recensioni di Laura Cotta Ramosino e Franco Olearo) - 6 candidature all’Oscar

Si tratta di un film molto interessante che racconta, con finezza di dettagli psicologici, una  progressiva opera di  recupero da un terribile dolore familiare. Casey Affleck è ormai un attore maturo mentre il regista e sceneggiatore Kenneth Lonergan, anche se rende il racconto un po’ troppo lungo, riesce a mostrarci  il lento progredire dell’animo umano verso una prospettiva di speranza

Moonlight  -.  8 candidature all’Oscar

Moonlight  racconta la crescita, in un quartiere degradato di Miami, di un ragazzo di colore, silenzioso e introverso. Il film è stato visto da molti come il primo film che affronta il tema dell’omosessualità in un contesto afroamericano. In realtà il  film denuncia, in modo forse forzato, le condizioni di vita molto dure di un ragazzo senza un padre e una madre tossicodipendente che trova, da adolescente, quindi nel pieno in un’età ancora incerta, un po’ di conforto dall’unico compagno con cui riesce a confidarsi. Il film è scritto e recitato molto bene e molto probabilmente vincerà alcuni Oscar.

C’era una volta Studio Uno

La miniserie andata in onda lunedì 13 e martedì 14 su RaiUno, ci riporta al 1961 quando Antonello Falqui e Guido Sacerdote idearono una nuova formula di intrattenimento, con l’incoraggiamento del direttore generale della RAI, Ettore Bernabei, caratterizzata da un chiaro piglio giovanile, grazie alla presenza delle debuttanti Mina e Rita Pavone. Tutto questo però è presente nel miniserial solo come sottofondo per le storie di tre ragazze molto ambiziose. Una è una ragazza madre, l’altra usa la sua bellezza come mezzo per emergere in  Rai mentre  l’altra, orfana,  cerca un lavoro che la riscatti dalla mancanza di un titolo di laurea.. Ma anche in Che Dio ci aiuti c’è una ragazza madre,  una escort. e una  ragazza abbandonata. In che modo il contesto modifica questi racconti rosa di amori ed emancipazione che sembrano ripetersi sempre uguali?

Buona lettura dalla Redazione di

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