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settimana dell' 11 marzo 2018

Inviato da Franco Olearo il Gio, 03/08/2018 - 16:14

OSCAR 2018

Anche quest’anno la giuria è risultata equilibrata. Le 12 candidature per La Forma dell’acqua erano decisamente troppe e gli Oscar sono risultati solo 4, fra cui quello per il miglior film e la miglior regia. Giustamente premiato  Gary Oldman, che ha interpretato Winston Churchill in L’ora più buia, così come Frances McDormand come miglior attrice per Tre manifesti a Ebbing, Missouri. Un po’ mortificato è risultato Il filo nascosto che ha avuto un Oscar per i migliori costumi. Sbilanciate erano anche le quattro candidature per l’italiano Chiamami col tuo nome, per il quale è stato premiato James Ivory per la sceneggiatura. Infine Coco, della Walt Disney, ha più che meritato l’Oscar come miglior lungometraggio animato.

Red Sparrow

Questa storia di spie è  è attualmente in testa al box office italiano, un risultato da considerare eccezionale, perché il film ha il “freno” del VM14.  Il merito va anche all’interpretazione di  Jennifer Lawrence, che dopo il suo successo della trilogia Hunger Games continua a venir apprezzata come miglior interprete del woman power: donne che sanno cavarsela da sole nelle situazioni più difficili, senza bisogno di alcun aiuto. Il film risulta un prodotto furbo, che cerca di tenere alta l’attenzione del pubblico (si tratta di un impegno di due ore e mezza) inserendo nel racconto, a intervalli regolari, scene forti di sesso o di torture.

Quel che non so di lei

Roman Polansky, con questo film, ha cercato tornare alle sue atmosfere preferite, quelle del sospetto irrisolto, della trasformazione progressiva del rapporto fra due persone che diventano sempre più intime non per amicizia ma  per l’indebolimento dell’una e il rafforzamento dell’altra. Nonostante l’impegno di due bravi attrici come Emmanuelle Seigner ed Eva Green, il film si presenta in tono minore, con alcune incertezze nella parte centrale e un finale che non risulta pienamente coerente con le premesse che erano state poste.

Buona lettura dalla Redazione di

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Settimana del 25 febbraio 2018

Inviato da Franco Olearo il Ven, 02/23/2018 - 08:06

Laura, una vita straordinaria / SerieOro

Il 12 maggio 2013 papa Francesco ha proclamato santa Laura Montoya Upegui, la prima santa Colombiana.
TV2000 ha iniziato a trasmettere la telenovela che riscotruisce la vita di questa donna che ha combattuto, fra mille difficoltà, per ciò che ha compreso essere la sua vocazione: portare il Vangelo alle popolazioni indios. Si trattò di una giusta intuizione, sicuramente ispirata, perché proprio l’aver organizzato iniziative missionarie costituite da sole donne, rese più facile la conversione delle popolazioni indigene, abituate a vedere negli uomini bianchi solo dei violenti conquistatori

La forma dell’acqua

Le 13 candidature all’Oscar di questo film, dopo  i 12  vinti lo scorso anno da La La Land, sembrano tradire una certa tendenza a  preferire il racconto favolistico. Guillermo del Toro sviluppa una tesi ben precisa: mette sotto accusa il razzismo e certe discriminazioni della società americana degli anni ’50 ma nel far questo travolge nelle sue accuse anche la famiglia, vista come una istituzione che diffonde  una mentalità reazionaria e limita la libertà dei singoli.

A casa tutti bene

Muccino ci riprova. Dopo L’ultimo bacio e Baciami  ancora,  ecco di nuovo  uomini e donne, questa volte di tutte le età, che si trovano a fare i conti con i propri sentimenti e i legami familiari. Le conclusioni di Muccino sono improntate a un grande pessimismo: l’uomo e la donna non sono adatti a una relazione stabile, perché desiderosi solo di riprodurre all'infinito il momento unico e irripetibile dell’innamoramento iniziale

Buona lettura dalla Redazione di

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Settimana del 25 febbraio 2018

Inviato da Franco Olearo il Gio, 02/22/2018 - 21:25

Laura, una vita straordinaria / SerieOro

Il 12 maggio 2013 papa Francesco ha proclamato santa Laura Montoya Upegui, la prima santa Colombiana.
TV2000 ha iniziato a trasmettere la telenovela che riscotruisce la vita di questa donna che ha combattuto, fra mille difficoltà, per ciò che ha compreso essere la sua vocazione: portare il Vangelo alle popolazioni indios. Si trattò di una giusta intuizione, sicuramente ispirata, perché proprio l’aver organizzato iniziative missionarie costituite da sole donne, rese più facile la conversione delle popolazioni indigene, abituate a vedere negli uomini bianchi solo dei violenti conquistatori

La forma dell’acqua

Le 13 candidature all’Oscar di questo film, dopo  i 12  vinti lo scorso anno da La La Land, sembrano tradire una certa tendenza a  preferire il racconto favolistico. Guillermo del Toro sviluppa una tesi ben precisa: mette sotto accusa il razzismo e certe discriminazioni della società americana degli anni ’50 ma nel far questo travolge nelle sue accuse anche la famiglia, vista come una istituzione che diffonde  una mentalità reazionaria e limita la libertà dei singoli.

A casa tutti bene

Muccino ci riprova. Dopo L’ultimo bacio e Baciami  ancora,  ecco di nuovo  uomini e donne, questa volte di tutte le età, che si trovano a fare i conti con i propri sentimenti e i legami familiari. Le conclusioni di Muccino sono improntate a un grande pessimismo: l’uomo e la donna non sono adatti a una relazione stabile, perché desiderosi solo di riprodurre all'infinito il momento unico e irripetibile dell’innamoramento iniziale

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Settimana del 18 febbraio 2018

Inviato da Franco Olearo il Gio, 02/15/2018 - 18:24

Ore 15:17 – Attacco al treno /FilmOro

Clint Eastwood prosegue nella sua ricerca dell’uomo qualunque americano che diventa, in un singolo, irripetibile evento, un eroe nazionale. Dopo Sully, ecco tre giovani americani (che interpretano se stessi) che si trovano su di un treno di fronte a un terrorista intenzionato a compiere una strage.  Perché non fuggono come tutti gli altri ma disarmano l’aggressore e si occupano subito di curare il passeggero ferito? E’ la domanda che si pone Eastwood e la risposta è la stessa, basata su due fattori: un’ottima preparazione professionale (in aviazione Sully, nell’esercito i tre ragazzi) e un desiderio, coltivato fin da ragazzi, di essere utile al prossimo. In questo film viene adombrata anche un’altra motivazione: la fede cristiana.

Black Panter / FilmVerde

Pienamente connesso all’universo Marvel, Black Panther rappresenta però una pellicola particolare e fa della sua “unicità” una bandiera: un cast quasi totalmente black  e lo stesso  tema trattato, quello dell’apertura all’altro, della responsabilità individuale e collettiva, che si oppongono alla violenta ideologia dell’antagonista vogliono sottendere una Hollywood anti-Trump? Si tratta di una pellicola avvincente, emozionante e decisamente riuscita anche sul piano visivo, capace di costruire un mondo e di andare a fondo dei personaggi

The Shack (il rifugio) / FilmOro

La storia del romanzo da cui è tratto questo film ha dell’incredibile: scritto dal canadese William P. Young  e stampato in sole 15 copie a edificazione dei  figli e degli amici, fu poi pubblicato da una piccola casa editrice. The Shack è stato il racconto più venduto sia come libro che come audiobook negli Stati Uniti nel 2008. Nel 2009 ha raggiunto la cifra di 10 milioni di copie vendute. Lo stesso film ha incassato finora 100 milioni di dollari. E’ il segno evidente di quanta “sete” abbia il pubblico di racconti che parlino della fede cristiana, in questo caso di un padre che ha perso la sua piccola figlia per l'atto violento di un bruto. In sogno, le Persone della Santissima Trinità gli danno la forza e la grazia per elaborare il lutto, ritrovare la fede e concedere il perdono. Il film è debole nella sceneggiatura.

Buona lettura dalla Redazione di

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settimana dell'11 febbraio 2018

Inviato da Franco Olearo il Gio, 02/08/2018 - 16:58

This Is Us (stagione 1)

Cerchiamo di rimediare, con questa recensione, a una grave disattenzione: recuperare cioè il serial televisivo finora più compiuto sulla famiglia “istituzionale”. Dopo The New Normal, Modern Family, orientati a descrivere famiglie allargate e monoparentali, questa, che ha completato la seconda stagione ed è ora presente sulla piattaforma PrimeVideo, racconta 36 anni di storia di un padre e una madre che hanno avuto due gemelli e ne hanno adottato un terzo. Ognuno dei componenti della famiglia deve affrontare numerosi problemi che vengono però sempre risolti grazie al sostegno e alla solidarietà degli altri

The Post – Filmverde

Steven Spielberg continua la sua serie di film su episodi di coraggio civile che hanno segnato la storia degli Stati Uniti. Tutta la vicenda inizia con un volgare furto di documenti segreti ma poi intervengono le grandi testate americane e giustamente la libertà di stampa non si tocca. Oltretutto in un film che ha Spielberg come regista e come attori Meryl Streep e Tom Hanks, lo spettacolo è garantito

Sono tornato

“Ma forse I turchi hanno vinto la guerra?”- si domanda il redivivo Hitler passeggiando per Berlino. Dopo lo spassosissimo film tedesco Lui è tornato, ci prova il nostro Luca Miniero a far tornare Mussolini nell’Italia di oggi.  Anche il dittatore italiano si mostra subito molto abile a sfruttare a proprio vantaggio i media moderni ma quella che poteva diventare una interessante riflessione sulla fragilità dell’opinione pubblica finisce per frammentarsi in tanti divertenti episodi che finiscono per non approfondire il tema.

Buona lettura dalla Redazione di

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settimana del 4 febbraio 2018

Inviato da Franco Olearo il Gio, 02/01/2018 - 12:32

C’est la vie – prendila come viene/ FilmVerde

Questo film, degli stessi autori di Quasi amici (Intouchables-2012) è stato un campione di incassi in Francia perché è un campione di risate. Si tratta di un film corale, con un ritmo coinvolgente che culmina in un crescendo finale. Il film può essere visto anche come metafora della nostra complessa società e un invito a impiegare la collaborazione per risolvere i problemi che ci accomunano

Made in Italy

Dopo circa sedici anni di silenzio cinematografico (Radiofreccia e Da zero a dieci sono ormai autentici cult per un’intera generazione di fan) arriva in sala la terza pellicola di Luciano Ligabue, la prima con la colonna sonora interamente composta dall’autore. Il messaggio trasmesso è positivo (un italiano qualunque che si era lasciato risucchiare dalla fatica e dalla monotonia della sua quotidianità, torna ad apprezzare quanto di bello c’è nelle nostre esistenze e nel nostro Paese) ma l’avvio del film è lento, appesantito dalla voglia dell’autore di voler dire la sua sui temi più caldi del momento, in una sorta di “ingordigia tematica”

Chiamami col tuo nome / Sconsigliato

Il film è attualmente sotto l’attenzione di tutti i media a seguito della sua candidatura a ben quattro Oscar e in effetti Guadagnino riesce a ritrarre molto bene la vita di una famiglia intellettuale e benestante e l’atmosfera estiva e indolente della campagna cremonese. Per quel che riguarda invece il messaggio che l’autore vuole trasmetterci, non occorre fare analisi approfondite perché il discorso del padre del ragazzo protagonista, alla fine del film, rende manifeste le intenzioni dell’autore.  Si vuole esaltare il valore di un rapporto pederastico fra un adulto e un adolescente secondo le tradizioni della Grecia classica. Il padre loda quest’amicizia che poteva restare solo tale ma che si è “completata” con una relazione sessuale perché è proprio questa intimità di anima e di corpo che sarebbe formativa per l’adolescente. Il realtà il film è carente proprio negli aspetti psicologici: perché entrambi, pur avendo relazioni con delle donne, privilegiamo il loro rapporto omosessuale? Quali sono le motivazioni, non solo fisiche, per un’intesa così stretta? Non ci sono risposte adeguate su questi aspetti.

Buona lettura dalla Redazione di

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settimana del 28 settembre 2018

Inviato da Franco Olearo il Ven, 01/26/2018 - 10:13

Il vegetale – FilmVerde

Gennaro Nunziante, sceneggiatore di quattro film di Checco Zalone, ha deciso questa volta di porsi dietro la cinepresa, scegliendo come protagonista il filiforme youtuber Fabio Rovazzi. Il riferimento più prossimo di questa storia potrebbe essere Il Candide di Voltaire: il protagonista è un buono. Subisce non per mancanza di carattere ma per sovrabbondanza di fiducia. Bisogna ammettere che è salutare seguire il personaggio cinematografico di un giovane italiano che parte da una posizione positiva rispetto alla realtà ed è capace di non perderla, alla fine del racconto, nonostante le vicissitudini incontrate. Peccato che Fabio Rovazzi non sia un fuoriclasse capace di reggere un intero film grazie al carisma, come ci aveva abituato Checco Zalone

L’uomo del treno – The Commuter

Questo film rientra rigorosamente nel genere thriller ed è quindi adatto per chi ha il piacere di scoprire, assieme al protagonista, chi sia la persona misteriosa che viaggia sullo stesso  treno  e che possiede qualcosa di così importante da scatenare l’interesse di una potente organizzazione criminale. Interessante il risvolto sociale che sottende la storia: il ritratto di una massa di persone della middle class che prende il treno ogni mattina e fa fatica ad arrivare alla fine del mese, a causa dell’ultima crisi finanziaria

Ella & John –The Leasure seeker /Sconsigliato

Chi vede questo film, cosa dirà? “E’ un film recitato benissimo da due “mostri” come Elen Mirren e Donald Sutherland, un film commovente”. E il commento finisce qui. Il fatto che la coppia, dopo aver passato una vacanza un po’ matta che ha ulteriormente rinsaldato la loro unione, decida di suicidarsi, passa ormai nell’indifferenza, rientra nelle “mode ideologiche” che il cinema ogni tanto sposa. Ormai si è determinato un meccanismo quasi automatico: appena nella storia c’è una persona malata terminale, c’è da scommettere che alla fine del film opterà per l’eutanasia.

Buona lettura dalla redazione di

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Settimana del 21 gennaio 2108

Inviato da Franco Olearo il Gio, 01/18/2018 - 10:00

Cruxman – FilmVerde

La GPG Film, questa casa di produzione della Brianza di chiara ispirazione cattolica, è arrivata felicemente al quinto film. Questa volta prova ad attirare i giovani proprio con ciò che può loro affascinare di più: il mondo dei supereroi. Lo fa con ironia e divertimento ma trasmettendo un messaggio chiaro: ognuno di noi può diventare un supereroe lottando sempre per ciò che è giusto e buono.

L’ora più buia

Sono molti gli aspetti positivi di questo film. L’interpretazione straordinaria di Gary Oldman (prossimo Oscar?) nei panni di Churchill, affiancato dal solito manipolo di bravissimi attori britannici e la regia di Joe Wright, sempre alla ricerca di inquadrature d’effetto, supportato da un’ottima fotografia. Tutti strumenti utili che hanno consentito di comunicare un evidente orgoglio britannico per la dura prova superata e per aver trovato l’uomo giusto al momento giusto, all’interno delle sue secolari tradizioni.

Tre manifesti a Ebbing, Missouri

In una piccola cittadina rurale di uno stato ancora un po’ razzista come il Missouri, la violenza continua ad essere l’unico metodo per farsi rispettare. Solo alcuni personaggi (due sceriffi della contea) riescono a porsi al di sopra delle parti. Il film è diretto e recitato benissimo con alcune perplessità sulla sceneggiatura. Purtroppo il film esprime una posizione a favore  dell’eutanasia.

Buona lettura dalla Redazione di

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Settimana del 14 gennaio 2018

Inviato da Franco Olearo il Ven, 01/12/2018 - 12:44

Morto Stalin se ne fa un altro

Sono tanti gli aspetti positivi del film. La piacevolezza della scenografia, che ricostruisce meticolosamente la pomposità della Mosca anni ’30 rifacendosi alle tavole colorate della graphic novel a cui si è ispirato: La morte di Stalin, dei francesi Fabien Nury e Thierry Robin; l’accuratezza con cui sono stati ricostruiti i fatti accaduti alla morte di Stalin, la bravura di tutti i protagonisti. Può lasciare invece perplessi la forma stilistica adottata: quella di una satira cupa di quei momenti terribili. Si può usaredell'ironia e del sarcasmo su eventi così tragici?

Il ragazzo invisibile – Seconda generazione

Il regista Gabriele Salvatores sta cercando di creare la prima saga, tutta italiana, di super eroi. Il racconto, alquanto violento, potrà attirare gli affezionati della serie ma lo sviluppo risulta a tratti superficiale e sono pochi i momenti veramente indimenticabili

Tutti i soldi del mondo

Dopo la “dannatio memoriae” che ha colpito Kenin Spacey, sostituito in tutta fretta da Christopher Plummer, è arrivata anche in Italia questa ricostruzione del rapimento di John Paul Getty Junior, avvenuta in Italia nel 1973.  Il film è gestito con il solito notevole mestiere da Scott, anche se alla fine la storia fatica un po’ a coinvolgere.  Viene arricchita  con molta fantasia di risvolti che non ci sono stati e sembra che la scrittura faccia quello che può per complicarla

Romanzo familiare

“Brindiamo all’aborto!” dice la matrigna a un ricevimento, auspicando che la sua figliastra sedicenne, rimasta incinta, si decida a liberarsi del “problema”. Il padre (o presunto tale) della ragazza, ufficiale di marina che insegna alla scuola di Livorno, esclama: “Il mare è una scuola di vita!” Queste e altre amenità ci regala questo romanzo popolare in onda su RaiUno. Pazienza che una sedicenne resti incinta: ormai in ogni sceneggiato, quando c’è un’adolescente come coprotagonista, abbiamo solo la curiosità di domandarci se resterà incinta alla prima o alla seconda puntata, ma non basta perché la sceneggiatura avanza non sviluppando i personaggi ma per horror vacui: qualcosa di nuovo deve accadere continuamente. Ecco che la ragazza che credeva di essere figlia di un certo padre forse non lo è; ecco che l’amico adolescente viene arrestato per spaccio di droga.. Cos’altro può succedere? In effetti l’accademia navale di Livorno  addestra sia ufficiali uomini che donne: accadrà qualche pasticcio anche in questa autorevole sede?

Buona lettura dalla Redazione e grazie a chi ha voluto sostenerci.

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Settimana del 7 gennaio 2018

Inviato da Franco Olearo il Ven, 01/05/2018 - 11:27

Coco – FilmVerde

La Pixar sembra non sbagliare un colpo: dopo Up e Inside Out ecco un altro capolavoro, questa volta ambientato in Messico, nel giorno della festa dei defunti (Día de los muertos). La vera forza del film sta nello spessore degli argomenti che affronta e nella sua grande intensità emotiva. La fatica di vivere secondo le proprie inclinazioni, il senso di essere una famiglia, il vuoto lasciato da una persona cara. Come per gli altri film citati, la Pixar ha realizzato un’opera interessante sia per i grandi che per i piccoli, anzi, è probabile che i più piccoli non riescano a seguire pienamente questa sofisticata narrazione che tratta della vita e della morte.

Wonder – FilmOro

Si tratta sicuramente di un film natalizio, questo Wonder, che racconta come un bambino dal volto deformato per i tanti interventi chirurgici, cerchi di venir accettato dai compagni di classe. Un film per tutta a famiglia, sull’accettazione del diverso.

Vi presento Christopher Robin

Il nome che compare nel titolo è quello del figlio dell’autore dei libri su Winnie the Pooh, l’orsacchiotto di pelouche più famoso al mondo. La storia è tutt’altro che allegra e non si può considerare un family film: il racconto è venato di malinconia, i due genitori non sanno comprendere il loro figlio e la loro vita viene stravolta dal troppo successo.

Napoli velata

Non funziona questa nuova opera di Ozpetek. Si tratta di un thriller (c’è un uomo morto misteriosamente e il ricordo di una tragedia familiare) ma Ozpetek non è Hitchcock e si perde nelle troppe sottotrame. C’è una città affascinante e ricca di misteri come Napoli, ma il continuo peregrinare per i suoi angoli più suggestivi sa troppo di turistico e la veggente sdraiata con la voce roca ricorda troppo simili personaggi felliniani.  Forse, proprio come era accaduto per le opere ultime del nostro grande regista, ci sono tante suggestioni visive ma manca la coerenza di una trama.

Buona festa dell'Epifania  e buona lettura.
Un vostro aiuto per gli impegni 2018 ci sarebbe graditissimo.

La Redazione di

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