Non classificato

Il film non fa parte di nessuna categoria

L'ONDA

Inviato da Franco Olearo il Ven, 09/17/2010 - 11:26
Titolo Originale: Die Welle
Paese: Germania
Anno: 2008
Regia: Dennis Gansel
Sceneggiatura: Dennis Gansel e Ueli Christen dal racconto di William Ron Jones
Produzione: Rat Pack Filmproduktion GmbH/Constantin Film Produktion
Durata: 121'
Interpreti: Jürgen Vogel, Frederick Lau, Max Riemelt, Jennifer Ulrich

In una scuola superiore nella Germania dei nostri giorni si svolge la settimana a tema. A Reiner Wenger, professore giovanile e rockettaro, è chiesto di approfondire l’arduo tema dell’autocrazia.  Per stimolare gli studenti, inizialmente riottosi alla prospettiva di discutere nuovamente i mali del fascismo, il professore dà vita ad un esperimento poco ortodosso che simula un regime dittatoriale fra i banchi di scuola. La lezione, sulle prime affascinante, scivola presto su una china imprevista che porterà la settimana ad un epilogo drammatico.

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Il film ha il grande pregio di evidenziare l’equilibrio instabile del disagio giovanile ma non viene presentata nessuna prospettiva educativa alternativa a quella di proporre la totale assenza di uno spirito comunitario o di una passione forte
Pubblico 
Adolescenti
Scene di violenza e di tensione
Giudizio Tecnico 
 
racconta quindi una storia drammatica ed energica
Autore: Franco Olearo
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione


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HOUDINI L'ULTIMO MAGO

Inviato da Franco Olearo il Ven, 09/17/2010 - 11:06
Titolo Originale: Death defying Acts
Regia: Gillian Armstrong
Sceneggiatura: Brian Ward e Tony Grisoni
Produzione: Myriad Pictures/BBC Films/Cinemakers/Film Finance/Australian Film Finance Corporation
Durata: 93'
Interpreti: Guy Pearce, Catherine Zeta-Jones, Saoirse Ronan, Timothy Spall

Dopo la morte dell’amata madre il famoso illusionista Houdini, specializzato in fughe acrobatiche e spettacolari, in cambio di un premi di diecimila dollari sfida i sensitivi di tutto il mondo a indovinare con esattezza le ultime parole rivoltegli dalla donna sul letto di morte. La grande sfida gli permette di smascherare imbroglioni ovunque, finchè la sua turnée lo porta ad Edimburgo. Qui Mary Macgartie e sua figlia Benji si guadagnano da vivere estorcendo denaro ai creduloni grazie alle presunti doti psichiche della donna. Per Mary la sfida del grande mago sarebbe l’occasione per liberarsi per sempre dalla povertà, ma per lei e per Houdini è in agguato il pericolo più grande di tutti: l’amore…

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Il finale ribadisce che la realtà è semplicemente quella che si vede e che deve essere accettata comunque
Pubblico 
Pre-adolescenti
Qualche scena di tensione
Giudizio Tecnico 
 
Un un film certamente suggestivo, ma che, nella foga di accumulare metafore, perde per strada la logica narrativa.
Autore: Franco Olearo
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione


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STAR SYSTEM SE NON CI SEI NON ESISTI

Inviato da Franco Olearo il Ven, 09/17/2010 - 10:30
Titolo Originale: STAR SYSTEM SE NON CI SEI NON ESISTI
Paese: Gran Bretagna
Anno: 2008
Regia: Robert B. Weide
Sceneggiatura: Peter Straugham
Produzione: Number 9 Films, Intandem Films
Durata: 110'
Interpreti: Simon Pegg, Kirsten Dunst, Jeff Bridges, Megan Fox

Sidney Young, redattore di una oscura rivista scandalistica londinese,  ha sempre sognato di entrare nel mondo dello star system; l'occasione si presenta quando viene assunto in prova nella più prestigiosa rivista cinematografica di New York. La sua pretesa di portare energie fresche in una rivista ormai troppo ingessata si scontra contro uno star system fatto di collusioni e di opportunismi; per fortuna sarà l'amore, quello vero, a farlo traghettare, lui figlio di un illustre professore di filosofia, verso obiettivi di vita più seri e concreti

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
L'amore e i buoni sentimenti alla fine trionfano ma l'autore manifesta un compiacimento acritico verso un mondo fatto di party a base di cocaina e sbrigativi incontri sessuali
Pubblico 
Maggiorenni
La voglia di provocare e scandalizzare spingono l'autore a scene di cattivo gusto: una notte passata con un travestito, un ballo con spogliarello, una parodia sexy di Madre Teresa di Calcutta, uso di cocaina ad un festino
Giudizio Tecnico 
 
Buona interpretazione di tutti gli attori: il comico inglese Simon Pegg sa imprimere energia e dinamismo e comicità demenziale a tutta la storia

Il film è tratto da "Un alieno a Vanity Fair" il romanzo autobiografico di Toby Young che racconta di come da Londra si sia trasferito a New York per lavorare alla più prestigiosa rivista di gossip americana, salvo poi venirne licenziato dopo due mesi per mancata osservanza delle regole mondane. Il comico inglese Simon Pegg poco conosciuto in Italia, impersona molto bene, con la sua caotica comicità, la figura di questo giornalista irriverente e mordace, che è  convinto, proprio grazie a questo suo atteggiamento, di  riuscire  a mantenere la sua indipendenza di opinionista.
Le delusioni non tarderanno ad arrivare: per entrare nel "sistema" si debbono scrivere solo articoli controllati dai procuratori degli attori e delle attrici; la nascita e la caduta delle stelle sono rigorosamente pilotate e Sidney soffre per questa esclusione perché  troppo desideroso di relazionarsi con belle donne e di divertirsi nelle feste più mondane.
La svolta ci sarà quando Sidney scoprirà, in mezzo a un mondo così fatuo, una ragazza che desidera sopratutto scrivere un bel romanzo e in questo modo affrancarsi da quell'ambiente (con il quale lei  stessa si è compromessa, diventando l'amante segreta del capo di Sidney).
L'amore, quello vero, finalmente sboccerà perché Sidney custodisce nel suo cuore, forse un po' troppo in profondità,  l'eredità morale dei suoi genitori: la madre gli ha lasciato un anello che dovrà diventare pegno di un legame coniugale per tutta la vita mentre il padre, un illustre professore di filosofia, gli ricorda la sua solida preparazione letteraria che dovrebbe venir dirottata su attività  più nobili.
Molti film in passato  hanno avuto il sapore agrodolce di una commedia che vira talvolta sul drammatico; in "Star System" ci si trova di fronte a sequenze non sempre ben amalgamate: situazioni di   una comicità demenziale (sul tipo Mr Bean ma anche Austin Powers) si alternano ad altre dove viene espressa tutta l'angoscia del protagonista che riconosce di essere  un fallito  snobbato dai suoi stessi colleghi.

Tutti bravi i protagonisti, compreso Jeff Bridges nella parodia proprio di Graydon Carter di Vanity.  Megan Fox si presenta per quello che è adesso: una stella in ascesa che cita  La dolce vita immergendosi  vestita una piscina.
Il film è sicuramente inglese e non americano per quell'eccesso di irriverenza che sfiora  il cattivo gusto, rendendo la pellicola poco adatta ai minori

Autore: Franco Olearo
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione


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CHE - L'ARGENTINO CHE - LA GUERRIGLIA

Inviato da Franco Olearo il Ven, 09/17/2010 - 10:28
Titolo Originale: Che part one - Che part two
Paese: Spagna, Francia
Anno: 2008
Regia: Steven Soderbegh
Sceneggiatura: Peter Buchman e Benjamin A. Van der Veen
Produzione: Benicio Del Toro e Laura Bickford
Durata: 268'
Interpreti: Benicio Del Toro

Nella prima parte, la nascita del mito. Giovane argentino dall'aria introversa, Ernesto Guevara conosce Fidel Castro nel 1955. Lasciatosene persuadere alla causa della rivoluzione cubana, il Che guida la guerriglia antibatista attraverso la Sierra Maestra fino al decisivo assedio di Santa Clara e all'ingresso vittorioso a Cuba. Nella seconda parte, la fine tragica dell'eroe che resta fedele al suo credo

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
il Comandante Guevara è stato idealizzato. La scelta di mostrare solo il rivoluzionario omette completamente, infatti, il periodo della gestione del potere e della repressione degli oppositori con metodi disumani
Pubblico 
Pre-adolescenti
Scene di violenza conformi al genere bellico.
Giudizio Tecnico 
 
Eccesso di retorica da un lato, difetto dall'altro. Espungere a fini di asciuttezza antihollywoodiana qualsiasi nota sentimentale o riferimento alla vita privata del Che, tralasciare i rapporti con le due mogli e con i figli lontani, ha reso freddo il lunghissimo film.
Autore: Franco Olearo
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione


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ANGELI E DEMONI

Inviato da Franco Olearo il Ven, 09/17/2010 - 10:19
Titolo Originale: Angels & Demons
Paese: USA
Anno: 2009
Regia: Ron Howard
Sceneggiatura: Akiva Goldsman e David Koepp dal romanzo di Dan Brown
Produzione: Brian Grazer, Ron Howard e John Calley per Columbia Pictures/Imagine Entertainment/Sony Pictures Entertainment
Durata: 138'
Interpreti: Tom Hanks, Ewan McGregor, Stellan Skarsgård, Pierfrancesco Favino

In Vaticano si riunisce il conclave per eleggere il nuovo papa mentre a Ginevra al Cern un esperimento produce per la prima volta particelle di antimateria. Ma qualcuno trama nell’ombra. Quattro cardinali favoriti per l’elezione vengono rapiti, un cilindro contenete l’antimateria sottratto e una minaccia terribile consegnata alla Chiesa di Roma: l’antica organizzazione segreta degli Illuminati ha intenzione di uccidere i cardinali e poi distruggere l’intero Vaticano.  A salvare la situazione viene convocato il professor Robert Langdon, esperto di simbologia religiosa, che, nonostante sia malvisto in Vaticano a causa delle sue precedenti “scoperte” potrebbe essere l’unico capace di sbrogliare l’enigma, salvando sia i cardinali che il Vaticano.

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
La Chiesa viene presentata come un luogo di potere da gestire, che in quanto tale è “cosa morta”, sempre a rischio di produrre fanatici più o meno ingegnosi. Approccio laicista e superficiale alla questione del rapporto tra fede e scienza
Pubblico 
Adolescenti
Alcune scene di violenza efferata. Occorre una certa maturità per analizzare criticamente le grossolane tesi dell'autore
Giudizio Tecnico 
 
Regia iper-professionale ma i personaggi restano tutti egualmente piatti. Manca quel poco di ironia che avrebbe reso più godibile la storia

Quanto ha dichiarato (salvo subito ritrattare per ragioni di contratto), Stellan Skarsgård (che in Angeli e Demoni interpreta il rigido capitano delle Guardie Svizzere Richter) circa la scrittura di Dan Brown (sciatta, ma efficace, come noccioline cattive che si continuano a mangiare pur sapendo che faranno male), potrebbe essere facilmente applicato anche al film tratto (con gli opportuni aggiustamenti) dal primo dei romanzi che hanno per protagonista il simbolista Robert Langdon: un film sostanzialmente inutile, costruito come un’estenuante caccia al tesoro che farà ridere non solo chiunque conosca minimamente la Chiesa cattolica e i suoi riti, ma abbia un’esperienza anche solo turistica della Capitale, e annoia sulla distanza per la totale mancanza di ironia e le pretese pseudofilosofiche.

Rispetto al precedente Codice Da Vinci questa nuova pellicola fa la scelta ruffiana di non attaccare frontalmente la Chiesa Cattolica sui “fondamentali”, ed anzi si ingegna ad affrontare, in teoria con equanimità, di fatto con un approccio laicista e superficiale, la questione del rapporto tra fede e scienza.

In un contesto di svolta come quello del conclave, tuttavia, è evidente la distanza che separa gli autori della pellicola da una qualunque concreta esperienza di fede. La Chiesa viene comunque e sempre presentata come un’Istituzione (più o meno rigida,  più o meno caritatevole, più o meno tradizionalista o aperta poco importa), un luogo di potere da gestire, che in quanto tale è “cosa morta”, sempre a rischio di produrre fanatici più o meno ingegnosi.

Rispetto a questo fraintendimento di fondo (che è evidente in un ricorso posticcio al nome di Dio – mai quello di Cristo – che può essere indifferentemente collegato a qualunque religione) è inutile forse accanirsi sulle mille imprecisioni, gli errori più o meno consapevoli, le ingenuità (come la necessità di cercare in “segretissimi” archivi vaticani informazioni per cui non servirebbe nemmeno ricorrere a uno storico dell’arte, ma solo a Wikipedia) e la generale pesantezza di un intreccio largamente prevedibile.

Resta da dire che nonostante il cast di alto livello e la regia iper-professionale, i personaggi restano tutti egualmente piatti quando non caricaturali (in particolare il camerlengo interpretato da Ewan McGregor con fastidiosa e fasulla dolcezza), la già accennata mancanza di ironia (che fa invece la fortuna di prodotti per certi versi molto simili come la saga dei Misteri dei Templari interpretati da Nicholas Cage) penalizza il godimento di una pellicola che non dovrebbe avere altra pretesa che essere commerciale e invece si impantana più volte in spiegazioni pesanti ed inutili che allungano un brodo già di per sé poco saporito.

È probabile che le solite polemiche, orchestrate ad arte dai produttori che “innocentemente” si chiedevano come mai la Chiesa avesse negato l’accesso ai suoi palazzi, garantiranno probabilmente un certo successo al film che, ci scommettiamo, ha già comunque coperto i suoi costi grazie ad un massiccio product placement (dalle auto Lancia che sfrecciano per le strade ai mille prodotti Sony che compaiono ad ogni inquadratura...).

Autore: Franco Olearo
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione


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RITORNO A BRIDESHEAD

Inviato da Franco Olearo il Ven, 09/17/2010 - 10:17
Titolo Originale: Brideshead Revisited
Paese: Gran Bretagna, USA
Anno: 2008
Regia: Julian Jarrold
Sceneggiatura: Andrew Davies e Jeremy Brock dal romanzo di Evelyn Waugh
Produzione: Miramax Films, UK Film Council, BBC Films, HanWay Films, 2 Entertain, Screen Yorkshire, Ecosse Films
Durata: 133'
Interpreti: Matthew Goode, Emma Thompson, Ben Whishaw, Hayley Atwell, Machael Gambon, Greta Scacchi

spirante pittore di origini modeste, conosce ad Oxford, dove è andato a studiare, Sebastian Flyte, fragile e originale rampollo della nobile famiglia cattolica dei Marchmain, che affoga nel bere i suoi conflitti interiori. Sebastian, che prova per Charles un attaccamento molto più che affettuoso, lo porta nella dimora di famiglia di Brideshead, dove Charles conosce il resto della famiglia: la religiosa Lady Marchmain, che ha un controllo assoluto sulle vite dei figli, e soprattutto Julia, la sorella di Sebastian, di cui Charles si innamora ricambiato. Ma il peso della loro educazione religiosa e l’influenza materna faranno sì che la felicità continui a sfuggire sia ai giovani Flyte che a Charles…

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
venta il simbolo e la più completa espressione della "libertà" moderna. Manifesto anticattolico grossolano, infarcito di luoghi comuni e pregiudizi.
Pubblico 
Sconsigliato
Per li disvalori presenti, come indicato accanto, per le scene sensuali e di nudo, baci omosessuali
Giudizio Tecnico 
 
Fraintendimento plateale dell'opera letteraria originale. Manierismi recitativi dei giovani protagonisti
Autore: Franco Olearo
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione


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VINCERE

Inviato da Franco Olearo il Ven, 09/17/2010 - 09:52
Titolo Originale: Vincere
Paese: Italia, Francia
Anno: 2009
Regia: Marco Bellocchio
Sceneggiatura: Marco Bellocchio e Daniela Caselli
Produzione: Mario Gianani per Offside/Rai Cinema/Celluloid Dreams Productions/Istituto Luce
Durata: 128'
Interpreti: Giovanna Mezzogiorno, Filippo Timi, Michela Cescon

Ida Dalser, trentina di buona famiglia, conosce il giovane Benito Mussolini quando è ancora socialista e sindacalista in polemica con la religione e i padroni; lo ritrova direttore dell’Avanti! quando il futuro Duce cambia campo abbracciando l’interventismo e fondando Il Popolo d’Italia grazie al denaro di Ida che intanto aspetta un figlio da lui. Ma Mussolini ha già una donna, Rachele Guidi, da cui ha avuto una figlia e man mano che la sua carriera politica procede, il futuro Duce prende le distanze da Ida che rivendicherà invano il suo amore e i suoi diritti per poi finire rinchiusa in manicomio, separata per sempre da suo figlio.

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Resta lo sgradevole dubbio che il film metta sotto accusa, ancora più del regime , Chiesa, preti e suore, colpevoli di aver stretto i Patti Lateranensi con il tiranno e di aver accettato di fare da carcerieri alla Dalser
Pubblico 
Maggiorenni
Alcune scene di nudo e a contenuto sessuale
Giudizio Tecnico 
 
Questo recupero storico, che sulla lunga distanza risulta estenuante e di fatto poco coinvolgente, non aggiunge molto di più al ritratto del personaggio, tanto più che l’interpretazione forse anche troppo intensa di Timi non riesce (o forse non vuole) a sfondare l’opacità di un carattere sopra le righe.
Autore: Franco Olearo
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione


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I LOVE RADIO ROCK

Inviato da Franco Olearo il Gio, 09/16/2010 - 12:21
Titolo Originale: The boat that rocked
Paese: Gran Bretagna
Anno: 2009
Regia: Richard Curtis
Sceneggiatura: Richard Curtis
Produzione: Films, Portobello Studios, Tightrope Pictures, Medienproduktion Prometheus Filmgesellshaft
Durata: 135'
Interpreti: Philip Seymour Hoffman, Bill Nighy, Rhys Ifans

Inghilterra, 1967. Carl, appena espulso dalla sua scuola perché sorpreso a fumare, viene spedito dalla madre presso il padrino Quentin, il proprietario di una nave “pirata” che dalle sicure acque del Mare del Nord trasmette 24 ore al giorno la musica rock, molto mal vista dal governo britannico, che ne teme gli effetti corruttori e che cerca quindi di ogni modo di fermare l’attività. In un’atmosfera di amore libero e anarchia assoluta, Carl riceverà dall’eccentrico gruppo di DJ che guidano le trasmissioni molte lezioni sulla vita, troverà «amore» e forse anche il padre che non ha mai conosciuto. Ma le perfide manovre del ministro Dormandy incombono e l’avventura di Radio Rock rischia di finire in modo tragico...

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
L’impressione che resta è di una soddisfazione animale un po’ generica e indifferente Il nichilismo come una posizione umana che Curtis vorrebbe presentarci come eroica ma che in definitiva resta solo velleitaria.
Pubblico 
Sconsigliato
Molte scene a contenuto sessuale e di nudo, linguaggio scurrile, uso di droga.
Giudizio Tecnico 
 
La storia, che ambiva forse ad essere una sorta di bildugsroman, finisce per rimanere sfilacciata e poco convincente,

Esplicitamente concepito dall’autore di Quattro matrimoni e un funerale  e Love Actually, come omaggio ad un’epoca pionieristica della musica rock e della radio in Gran Bretagna, legato alla giovinezza e in quanto tale ammantato del fascino del proibito e della nostalgia, l’ultimo film di Richard Curtis si dimostra assai meno riuscito delle sue opere precedenti forse proprio per questo eccesso di coinvolgimento.

I personaggi, a partire dal giovane protagonista Carl, figlio di una madre molto alternativa che non gli ha mai detto il nome di suo padre, timido e ancora sessualmente inesperto, sono una serie di figure icastiche ma poco approfondite: i dj della nave (il filosofico Conte, il misterioso Bob, l’ingenuo Simon, l’enigmatico Mark Mezzanotte, l’ironico e sovrappeso Dave, l’esuberante Gavin), la cuoca lesbica sfortunata in amore, lo stesso Quentin, la sua nipote carina e leggerotta, la madre alternativa di Carl, tutti finiscono per rimanere parte dello sfondo senza assumere il peso vero della storia.. L’unico serio tentativo di differenziarli, non solo fisicamente, l’uno dall’altro, è lo stile della loro attività sessuale, più o meno ricca, più o meno fortunata, più o meno promiscua, ma che rischia di diventare quasi l’unico elemento di reale caratterizzazione.

Forse perché il vero protagonista della pellicola è proprio il rock; sia i nostri “eroi” sia i loro avversari (il ministro del governo britannico Dormandy dai baffetti hitleriani e dalla vita famigliare squallida, con atteggiamenti fascistoidi e un aiutante con un nome che suona più o meno come «coglione») sembrano considerarlo soprattutto come un simbolo di una rivoluzione culturale, di cui l’aspetto più evidente è la liberazione sessuale ma che può anche estrinsecarsi nella libertà di dire parolacce proibite in una trasmissione pubblica (un’immagine un po’ bambinesca della libertà di espressione purtroppo ancora molto attuale). In soldoni, più o meno per tutti gli abitanti di Radio Rock, dal dj più strampalato alla cuoca lesbica, la musica è soprattutto un mezzo per rimorchiare a terra o sulla «nave dell’amore».

Già questa definizione rende evidente la voluta confusione tra sesso (presente in abbondanza) e sentimento (che scarseggia). Nella pellicola si parla di amori travolgenti e di innamoramenti a prima vista, ma che si tratti della «prima volta» di Carl o delle fan che a cadenza quindicinale visitano la nave, l’impressione che resta è di una soddisfazione animale un po’ generica e indifferente (tanto che si può pensare di «passarsi» le ragazze senza tanti problemi e il tradimento di un amico che ti ruba la donna finisce presto in caciara).

La scelta un po’ furbetta di rappresentare il nemico con figurette macchittistiche senza vere motivazioni se non l’esercizio arbitrario del potere e un generico ottuso tradizionalismo, alla fin fine nuoce alla riuscita dell’operazione perché, quando dopo tanta melina resa sopportabile dalla magnifica colonna sonora, entra in scena la tragedia (la nave costretta alla fuga, rischia un affondamento in stile Titanic e il perfido ministro nega gli aiuti) non riusciamo a prenderla davvero sul serio. Così la storia, che ambiva forse ad essere una sorta di bildugsroman, finisce per rimanere sfilacciata e poco convincente, anche per colpa delle tante sottotrame lanciate e perse per strada.

L’unico momento di (triste e forse non del tutto volontaria) verità, è quello del dialogo tra il giovane e ancora illuso Carl e il Conte, che sembra per un attimo divenire conscio dell’essenza effimera e in definitiva ingannevole di un modo di vita fatto tutto di esaltata autoaffermazione, ma privo di un vero futuro che non sia solo «decadenza». In quel momento scorgiamo il nichilismo in ultimo terribilmente doloroso di una posizione umana che Curtis vorrebbe presentarci come eroica ma che in definitiva resta solo velleitaria.

Autore: Franco Olearo
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione


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IL PROSSIMO TUO

Inviato da Franco Olearo il Gio, 09/16/2010 - 11:31
Titolo Originale: IL PROSSIMO TUO
Paese: Italia, Francia, Finlandia
Anno: 2008
Regia: Anne Ritta Ciccone
Sceneggiatura: Anne Ritta Ciccone
Produzione: Francesco Torelli per la Trincea Cinematografica, FS Film Oy, Astra Film
Durata: 124'
Interpreti: Jean-Hugues Anglade, Maya Sansa, Laura Malmivaara, Sulevi Peltola

Eeva è fredda, scostante, non vuole né dare né ricevere confidenze: fa la hostess di terra a Helsinky e sembra trovarsi a suo agio solo nella sua villetta, isolata in una valle coperta di neve. Jean Paul è un cronista di guerra rimasto traumatizzato dalla morte di tutti i suoi colleghi  in una imboscata durante la guerra in Irak. Non riesce a riprendere il lavoro nel suo giornale di Parigi ed  è assillato dalla moglie da cui ha divorziato perché non  paga più gli alimenti. Elena è figlia di immigrati che sono riusciti a gestire in proprio  un bar alla periferia di Roma. Desiderano che la figlia si prenda un diploma di ragioneria ma Elena ha  un sogno: diventare pittrice e inizia a frequentare un corso all'insaputa dei suoi genitori...

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
In un mondo che appare violento ed ostile, l'unico sollievo ci viene dall'aiutarci l'un l'altro e c'è chi si apre alla speranza della fede
Pubblico 
Maggiorenni
Sequenze di film pornografici, una scena di stupro, una nudità maschile integrale
Giudizio Tecnico 
 
L'autrice, nelle due ore del film ha alcuni momenti felici ma complessivamente l'opera ha un ritmo lento e scopertamente didascalica

Il sottofondo che accompagna le tre storie in tre diverse città europee è l'attentato terroristico alla metropolitana di Madrid ma a questa insicurezza globale se ne aggiungono altre tutte personali: l'animo dei tre protagonisti è stato ferito in circostanze diverse questo  ne ha determinato l'isolamento, il loro porsi in atteggiamento di costante autodifesa.

Eeva, che ha subito una violenza personale (quasi peggiore della violenza fisica subita è il commento del poliziotto: "come, ha dato confidenza a uno in spiaggia di cui non conosceva nemmeno il nome? Bisogna stare più attenti signora...") desidera solo stare da sola e non vuole ragazzi intorno. Jean Paul ha perso la fiducia in se stesso e la forza per andare avanti; il suo ricorso continuo alla pornografia su Internet, gli da l'illusione di sentirsi ancora vivo ma ha iniziato in questo modo una spirale discendente da cui non riesce più ad uscire. Maddalena è una giovane pittrice che fa  sesso senza amore perché non vuole fare la fine di sua madre, morta suicida per una passione non corrisposta; "siamo tutti schiavi: questo mondo non libera il sesso, non  libera la bellezza, figurati l'amore. Non devi avere speranze se vuoi sopravvivere" confida a Elena, l'adolescente sua allieva, che a sua volta non comprende la prosaicità del duro lavoro dei genitori immigrati, il loro impegno per integrarsi e portare avanti il loro piccolo bar: vede nella pittura un modo per vivere "una vita diversa" .

L'autrice, dopo avere presentato nella prima parte del film le problematiche di cui sono afflitti i tre protagonisti, ci offre la soluzione nella seconda parte: l'unica cura per guarire dai propri mali è uscire da se stessi e offrire solidarietà al nostro prossimo, che probabilmente soffre come noi e più di noi.

Ognuno di noi ha il suo angelo custode e chi ci sta vicino, per scelta o per caso, finisce per  aiutarci nel modo più impensato: Eeva ha come  vicino di casa un vecchio professore rimasto solo: è colmo di tristezza perché  l'unica sua figlia  non viene mai a trovarlo ed Eeva decide di aiutarlo per essere aiutata . Jean Paul ha due figli adolescenti che soffrono per la separazione dei loro genitori: hanno bisogno del loro padre tanto quanto lui ha bisogno di loro.

Anche Maddalena, vedendo la passione della sua allieva per la pittura, recupera l'entusiasmo di un tempo  e forse ora riuscirà ad innamorarsi; Elena invece, dopo che un assalto di xenofobi ha distrutto il bar dei suoi genitori, comprende il valore dei loro sacrifici  e forse farà ragioneria, come loro chiedono.

Tutte tre le storie parallele virano nel finale verso la speranza (anche se con soluzioni drammaturgiche a volte sbrigative, come il pestaggio di Jean Paul da parte dei protettori di una prostituta e il repentino arrivo della polizia) e l'autrice mostra una certa finezza nel ritrarre i personaggi; tuttavia il modo con cui  vuole esporre il suo teorema è troppo didascalico e scoperto nelle intenzioni, nelle due lunghe ore (il film è stato già ridotto rispetto all'originale) di spettacolo.

Un cameo di speranza viene dal figlio di Jean Paul: vuole farsi prete, con grande costernazione della madre che cerca di correre ai ripari facendo intervenire una psicologa; ma il suo modo sereno di dedicarsi agli handicappati,  il suo soffermarsi  in preghiera nella chiesa che frequenta,  è disarmante. Forse il mondo in cui viviamo non è frutto di una mano ostile, nonostante le tante evidenze contrarie,   sembra suggerire l'autrice.

"Crede anche nel Paradiso: te lo puoi immaginare?" commenta suo padre, fra il sorpreso e il compiaciuto.

Autore: Franco Olearo
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione


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ST TRINIAN'S

Inviato da Franco Olearo il Gio, 09/16/2010 - 11:27
Titolo Originale: St Trinian's
Paese: Gran Bretagna
Anno: 2007
Regia: Oliver Parker e Barnaby Thompson
Sceneggiatura: Piers Ashworth e Nick Moorcroft dalle tavole di Ronald Searle
Produzione: Oliver Parker, Barnaby Thompson e Mark Hubbard per Ealing Studios, Fragile Films
Durata: 100'
Interpreti: Colin Firth, Rupert Everett, Gemma Arteton

i St. Trinian's, diretto dalla preside Camilla Fritton, è in crisi finanziaria e rischia di essere chiuso proprio quando nella scuola arriva Annabelle, figlia del fratello di Miss Fritton, un gallerista dalla moralità disinvolta che vuole solo togliersi dai piedi la figlia e spera di convincere la sorella a vendere la scuola a degli speculatori A peggiorare le cose la decisione del nuovo ministro dell’Istruzione, Geoffrey Thwaites, una vecchia conoscenza di Camilla, di fare del risanamento dell’istituto un esempio della sua riforma scolastica. Quando capiscono che la scuola rischia la chiusura le indisciplinate allieve del St.Trinian’s decidono salvare la scuola a modo loro…

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Il film è un inno idiota all’anarchia e la contrapposizione ai soliti rigidoni di turno è fatta in nome del vuoto pneumatico, popolato da studentesse in versione conigliette di Playboy
Pubblico 
Maggiorenni
Linguaggio volgare, scene di nudo e sensuali, uso di droga
Giudizio Tecnico 
 
Baraccone musical-adolescenziale, racconto eccessivo e volgarotto, filmetto del tutto dimenticabile.
Autore: Franco Olearo
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione


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