THE SOCIAL NETWORK

Titolo Originale: THE SOCIAL NETWORK
Paese: USA
Anno: 2010
Regia: David Fincher
Sceneggiatura: Aaron Sorkin
Produzione: Trigger Street Productions, Scott Rudin Productions, Michael De Luca Productions, Relativity Media
Durata: 120
Interpreti: Jesse Eisenberg, Andrew Garfield, Joseph Mazzello, Justin Timberlake

Mark è una matricola della Harvard University. Una sera rientra presto al college perchè la ragazza lo ha lasciato. Umiliato, scrive un blog offensivo nei suoi confronti e si inserisce nella rete del Campus per accedere, violando ogni protezione, ai facebook di tutte le facoltà. Organizza una banca dati di tutte le foto delle studentesse e invita gli studenti maschi a votare la più bella. La sua iniziativa viene bruscamente interrotta alle 4 di mattina perchè Mark è riuscito a saturare la rete universitaria...

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
La smania di successo induce il protagonista a tradire il suo migliore amico
Pubblico 
Adolescenti
 Scene di festini con droga, atteggiamento consumistico nei confronti del sesso
Giudizio Tecnico 
 
Efficace rappresentazione della generazione digitale e dell'opportunismo dominante nella ricerca del successo a tutti i costi. Ottimi tutti gli attori

 La storia ha inizio nel  1971, quando fu annunziato il primo microprocessore, l'Intel 404 progettato da  Federico Faggin ed altri ricercatori dell'Intel. Poi arrivarono i primi personal computer: nel 1977 tutti si appassionarono al racconto del PC Apple di Steve Jobs, costruito nel garage di casa;  nel 1981 fu la volta del  PC dell'IBM e ci fu l'esplosione. Ma il mercato ha le sue leggi inesorabili: ben presto l'hardware divenne meno importante e iniziò la stagione del software; il nuovo  enfant prodige divenne Bill Gates della Microsoft. Nel nuovo secolo l'attenzione si sposta sulla rete: i nuovi idoli sono Larry Page, Sergey Brin per  Google e Mark Zuckerberg per Facebook. Tutti giovani, tutti ricchissimi.

Gli Stati Uniti non nascondono il piacere di celebrare e costruire leggende intorno a questi personaggi (il film Social Network si affianca a tanti libri sull'argomento):  è un modo per evidenziare  a tutto il mondo quello che resta un loro indiscusso punto di eccellenza: l'informatica per tutti.

Il film è molto interessante proprio perché ci descrive senza filtri come si vive nel mondo dei nativi digitali anche se per fare questo usa dialoghi in presa diretta, zeppi di tecnicismi da internauti.  Chi però avesse la pazienza di proseguire nella visione,  riuscirebbe ad individuare le caratteristiche principali di questo mondo.

Innanzitutto la velocità : la velocità nel parlare (il primo dialogo, fra Mark e la fidanzata, una brillante performance di   Aaron Sorkin, sceneggiatore di West Wing, fotografa un modo giovanile di dialogare a raffica alternando complessi sillogismi a sofisticate ironie). Ma anche la velocità nel prendere decisioni ed agire:in un mondo immateriale come quello della rete non è qualificante avere l'idea giusta ma la velocità con cui la si realizza.  Infine la velocità dei feedback: ora che la la vita reale si rispecchia nella rete grazie ai blog e a facebook,  ciò che succede ora, in un certo punto del globo, verrà  reso noto a tutti in meno di un minuto, anche a chi non dovrebbero saperlo.
Un altro aspetto evidenziato molto bene nel film è il fatto che la rete costituisce un giudizio universale senza appello, dove non esiste il perdono. Per chi sbaglia (o semplicente è stato diffamato)  la sua macchia resterà sempre in rete, reperibile attraverso Google anche a distanza di anni. Lo sa molto Bene Mark che sta attento ad evitare che vada in rete il sia pur piccolo pettegolezzo e al contempo usa questa arma per annientare chi crede sia un suo avversario.

Il film celebra una leggenda ma la tipologia del mito americano è profondamente cambiata: non più l'eroe solitario che si è fatto da solo venendo dal nulla, ma Facebook e atri fenomeni sulla rete sono il frutto maturo di una intellighenzia univesitaria coccolata e viziata proprio perchè ottenga tali risultati.
Se i fondatori di Google provenivano dalla Stanford University, Zuckerberg era una semplice matricola di Harvard quando ebbe la sua idea geniale.
La macchina da presa  ci introduce nell'ambiente degli studenti del campus, sicuramente dei privilegiati, che non paghi del loro status si raggruppano in club esclusivi, embrioni di quelle lobby che risulteranno poi loro utili quando entreranno nel mondo del lavoro.
Questa élite studia, pratica molto sport e si diverte in festini a base di alcool e di polvere bianca. In questo film tutto al maschile le ragazze non ci fanno una bella figura: se si esclude Mara, la prima fidanzata di Mark, le altre  sembrano interessate sopratutto a un consumo veloce di sesso, del tipo "come ti chiami?"  della mattina dopo.

David Fincher e lo sceneggitore Aaron Sorkin sanno che un film non può limitarsi a celebrare la leggenda di un successo planetario: i pubblico vuole conoscere il materiale umano di cui sono fatti questi ragazzi: cosa sentono, come amano.  Il film, tratto dal libro "The Accidental Billionaires" di Ben Mezrich,  ci presenta Mark, come un nerd asociale e un po' autistico. Respinto  dalla sua ragazza nell'inverno del 2003, Mark riesce a realizzare in una notte un sito con le foto di tutte le studentesse del campus e a invitare via email tutti i maschi ad esprimere le loro preferenze  (la sequenza è scandita con l'indicazione esatta del giorno e dell'ora in cui le varie fasi avvengono, un  rispettoso dettaglio di chi  è cosciente di raccontare ciò che è diventato leggenda).  La costruzione successiva di Facebook, questo modo di costituirsi delle amicizie virtuali con la rapidità di un click sembra  anch'esso motivato da un Mark incapace di amare, desideroso di barattare la profondità con la quantità delle relazioni consumabili.

Di fronte a un successo che cresce tumultuoso,  il regista non fa sconti nel mostrarci l'anaffettività, la  bramosia egocentrica di Mark e  di altri personaggi come Sean Parker, cofondatore di Napster;  di fronte alla velocità del business, l'unico valore da perseguire è il suo mantenimento  e ciò che è  valido oggi non lo è più domani: anche il tradimento del migliore amico  rientra fra le opzioni possibili.

Mark, rimasto per ultimo nella sala dove è stato patteggiato l'indennizzo da concedere ai suoi avversari, cerca ancora di mettersi in contatto  (naturalmente su Facebook ) con la sua prima e unica ragazza:  lui che ora è "amico" di milioni di persone,  è un uomo solo. La didascalia che appare  in sovrimpressione chiarisce che Mark è attualmente il più giovane miliardario del mondo.
Il mito si è consolidato.
Il modo con cui c'è  arrivato è un dettaglio. 

Autore: Franco Olearo


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