Thank you for smoking

Titolo Originale: Thank you for smoking
Paese: Usa
Anno: 2005
Regia: Jason Reitman
Sceneggiatura: Jason Reitman
Produzione: Room 9 Entertainment, Tyfs Productions Lcc
Durata: 92'
Interpreti: Aaron Eckhart, Maria Bello, Cameron Bright, Katie Holmes, Robert Duvall, David Koechner, Wiliam H. Macy

Nick Naylor (Aaron Eckhart) è un giovane simpatico, di bella presenza, lingua sciolta: ha tutte le doti che si addicono a chi fa il mestiere di lobbysta per la Big Tobacco, l'associazione dei produttori di sigarette. Grazie alla sua capacità di manipolare le persone (con la dialettica o più direttamente con la corruzione) riesce a fronteggiare e riuscire vittorioso sia nei talk show televisivi che nei dibattiti davanti a commissioni parlamentari. Non tutto fila liscio nella sua vita: è divorziato e si deve conquistare la simpatia di suo figlio che non apprezza il suo lavoro

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
L'autore sviluppa una satira intelligente su di un mondo dove qualsiasi informazione può venir manipolata a discapito della verità ma si astiene da prendere posizione
Pubblico 
Adolescenti
Per la maturità necessaria per cogliere lo spirito satirico. Per una scena di rapido incontro sessuale visto da lontano
Giudizio Artistico 
 
Sceneggiatura brillante, ritmo sostenuto, buona interpretazione dei protagonisti

"Io mi guadagno da vivere rappresentando una organizzazione che uccide 1200 esseri umani al giorno, l'equivalente di due Junbo jet pieni di uomini, di donne e di bambini; praticamente c'è Attila, Gengis Kan e.. io". Così si auto-presenta con tranquilla disinvoltura Nick Taylor, il protagonista della storia.

Thank you for smoking è un film intelligente e ben fatto, che invita a riflettere. La sceneggiatura è brillante; pur adottando la forma di una satira allegra e disinvolta non nasconde la serietà del tema trattato: la verità è morta e nessuno più la cerca. In un mondo dominato da potenti sistemi di informazione di massa, qualsiasi tesi, anche la più aberrante può venir sostenuta se si dispone di bella presenza, capacità dialettica e .. molti soldi (anche se si parla di promuovere il consumo sigarette, non si può non percepire un sinistro riferimento ai persuasori occulti che preparano le campagne elettorali negli Stati Uniti).

La Big Tobacco, per cui lavora Nick, dispone infatti di uno stuolo di avvocati in grado di difenderla nelle cause più disperate e da ricercatori "disposti a negare anche la legge di gravità", pagati apposta   per dichiarare che dopo trent'anni di studio non sono ancora riusciti a trovare una correlazione fra la nicotina e il cancro ai polmoni. 

Il film segue questo eroe negativo in una sua "normale" settimana di lavoro fra talk show e audizioni parlamentari, sempre pronto a cavarsela non certo dichiarando di aver ragione, ma dimostrando che gli altri hanno torto o hanno interessi di parte. Vola anche a Hollywood per finanziare un film dove si vedranno Catherine Zeta Jones e Brad Pitt che dopo un'incontro amoroso si concedono una fumatina rilassante. La serata si conclude al bar con i suoi due migliori amici: guarda caso sono Polly (Maria Bello), portavoce di un gruppo dell’industria di alcolici e Bobby Jay (David Koechner), di una lobby dell’industria delle armi. Insieme, i tre formano il gruppo dei cosiddetti  Mercanti di Morte.

Come fa Nick a sentirsi a suo agio in questa professione, senza percepire alcuna crisi di coscienza? Ce lo spiega nei colloqui con suo il figlio, incuriosito dallo "strano" mestiere del padre. Prerequisito essenziale è "una moralità flessibile che manca alla maggior parte delle persone"; poi scetticismo per ciò che riguarda la  conoscenza della verità: "anche se il governo americano fosse il migliore del mondo, non potresti dimostrarlo" dice Nick al figlio impegnato in un tema scolastico. E' molto utile inoltre  un uso strumentale della dialettica: "questo è il bello della discussione: se argomenti in modo giusto non hai mai torto".

Da ultimo, quando non si può sfuggire di fronte a una scelta etica, interviene a salvarlo una ragione di necessità: "ho un mutuo da pagare".

Nick riesce perfino a volgere in positivo la sua posizione di fronte a suo figlio, invocando un principio assoluto di libertà di scelta :"se al tuo interlocutore piace la vaniglia e a te il cioccolato, puoi sempre puntare più in alto: avere la libertà di scegliere". Inoltre  anche ai delinquenti peggiori non viene negato un avvocato d'ufficio, in nome al diritto inalienabile alla difesa. (qui il padre trascura un importante particolare: accusa e difesa dibattono per arrivare a scoprire la verità, non per manipolarla o nasconderla). Infine la terza regola: ognuno nasce con dei talenti che vanno sfruttati (altra distorsione: Nick usa la sua capacità dialettica per manipolare le persone secondo ciò che gli è conveniente, senza rispettarli).

Qual'è l'atteggiamento del regista-sceneggiatore nei confronti della storia? E' questo un aspetto alquanto controverso e chi andrà a vedere il film potrà avere facilmente opinioni contrastanti: Jason Retiman alla sua prima opera (figlio del regista Ivan Reitman) si mantiene abilmente in bilico fra le due posizioni (qualcosa di simile era successo al film Il segreto di Vera Drake sul tema dell'aborto): non viene nascosto il cinismo del protagonista ma al contempo è sempre troppo simpatico per venir odiato, anche perché i suoi avversari sono a loro volta personaggi meschini. Il finale sembra portare Nick a una qualche di presa di coscienza  ma in realtà  finisce per perdere il pelo ma non il vizio. Certamente scrivere una sceneggiatura edificante che "fa la morale" è oggi considerato banale  e poco brillante.
In fondo anche il nostro autore ha ..."un mutuo da pagare".

Autore: Franco Olearo


Share |