MINORITY REPORT

 
Titolo Originale: Minority Report
Paese: USA
Anno: 2002
Regia: Steven Spielberg
Sceneggiatura: Scott Frank, John Cohen
Durata: 140'
Interpreti: Tom Cruise (John), Samantha Morton (Agatha), Max Von Sydow (Burgess)

Minority Report si ispira, ampliandolo, ad un breve racconto di Philip K. Dick, lo stesso scrittore di fantascienza che ci ha regalato Blade Runner, quel film di Ridley Scott, capostipite di una fantascienza che ci vuole ricordare che stiamo vivendo sempre di più in una società che minaccia la nostra integrità corporeo-mentale, dominata dall’invadenza degli stimoli artificiali e dove la libertà privata, proprio perché è in forse la stessa veridicità del nostro pensare, finisce per venir sopraffatta dai poteri dominanti.

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Elogio del libero arbitrio e condanna di ogni processo alle intenzioni
Pubblico 
Adolescenti
Per alcune scene di violenza ed allusioni sessuali
Giudizio Tecnico 
 
Sceneggiatore e regista hanno costruito un meccanismo giallo ben congegnato ma, appunto, un meccanismo.

Nel caso di Minority Report è stata autorizzata, con la motivazione formale di liberare la città di Washington D.C. da qualunque omicidio, la costituzione di un corpo di Polizia denominata pre-crime, che riesce a sventare i delitti prima che questi vengano compiuti, grazie alla ispirazione di tre precognitivi che "sentono" quando si sta per compiere un crimine. L’iniziativa si rivela efficace (i poliziotti debbono solo cambiare la formula di rito quando mettono le manette ad un pre-colpevole: sono dichiarati in arresto per l’intenzione, non per aver compiuto il fatto) e si sta già pensando di estendere l’operazione a livello nazionale. Tutto va per il meglio quando John Anderton, il capo della squadra, si accorge di esser stato anche lui "pre-visto" nell’atto di compiere un omicidio nelle prossime ore.

Inizia per John una fuga dalla sua stessa squadra e da quelle armi supertecnologiche che lui stesso aveva maestralmente imparato ad utilizare, alla ricerca della verità su quello che lui veramente è (o meglio sarà): un brutale assassino o piuttosto la vittima di un diabolico complotto.

Minority Report è un film di fantascienza perché immaginato nel 2045 (apprendiamo in quel tempo i filmini di famiglia verranno girati con una olo-camera) con pieno sfoggio di computer grafica (anche se la sequenza delle auto che si muovono nello spazio tridimensionale è stato già visto in "Quinto Elemento").
Il film è anche un triller perfettamente costruito checi coinvolge nel dramma del protagonista braccato ( la sequenza di John, con gli occhi fasciati per un’operazione, circondato da ragni-robot che cercano di scoprire la sua identità, è un pezzo di grande cinema).

Il film è un giallo, orchestrato magistralmente ( in alcune sequenze sembra proprio di assistere ad un film di Hitchcok) con i colpi di scena posizionati al momento giusto.

Alla fine è proprio questo i difetto del film. Sembra di trovarsi di fronte ad una macchina, una macchina molto ben costruita, ma senz’anima. Riusciamo a vedere la struttura di fil di ferro che sostiene il burrattino ma non percepiamo il personaggio che il burrattino rappresenta. Manca un segno di calda umanità nei personaggi coinvolti in questo gioco ben orchestrato. In particolare John, il protagonista, che ha una complessa storia familiare (ama sua moglie ma si sono separati dopo che per una sua disattenzione, il loro unico figlio è misteriosamente scomparso) mostra dei sentimenti appena tratteggiati e la storia d’amore viene data per scontata,  un presupposto della storia che non vieneapprofondito. Spielberg ha una forma insolita di pudore, una preferenza a costruire affascinanti meccanismi di racconto lasciando da parte, ben protetta, tutta la  profondità dell'animo umano

Autore: Franco Olearo


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