FINAL FANTASY

 
Titolo Originale: Final Fantasy - the Spirits Within
Paese: USA
Anno: 2006
Regia: Frank Marshall
Sceneggiatura: David Digilio
Durata: 120'
Interpreti: Paul Walker, Jason Biggs, Bruce Greenwood, Moon Bloodgood

Shreck, il film di animazione interamente realizzato in computer grafica uscito nella  stagione 2000-2001, aveva affrontato con successo una importante sfida: riuscire a realizzare un film d'animazione da confrontarsi direttamente con i grandi classici della Disney.

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Fratellanza, solidarietà e coraggio ma è presente una visione mistica di ispirazione orientale che ci appare distante
Pubblico 
Pre-adolescenti
Qualche scena con mostri che potrebbe impressionare i più piccoli
Giudizio Artistico 
 
Grosso impegno tecnologico per realizzare una storia con esseri umani in 3D. Operazione riuscita parzialmente

La sfida è pienamente riuscita : l'animazione in 3D non ha nulla da invidiare al cartone animato, non solo da un punto di vista tecnico, ma anche per la sua capacità di restituirci l'incanto di un mondo di favola.

Final Fantasy ha voluto perseguire un obiettivo simile: realizzare un film completamente in computer grafica che faccia concorrenza ai più classici film di fantascienza.
L'obiettivo è lecito: già oggi i film di questo genere sono traboccanti di effetti speciali, di astronavi che si spostano nell'immensità dello spazio, di suggestive albe che sorgono su pianeti di altre galassie. L'operazione appariva tanto più giustificata in quanto il film si è ispirato ai personaggi dell' omonimo gioco per Playstation.

Final Fantasy è riscito nel suo intento? Non completamente.

La protagonista AKI, sulla quale è stato profuso il maggior impegno degli animatori, è realmente impressionante nella sua femminilità artificiale. Lo stesso non si può dire dei protagonisti maschili, che sembrano tanti Big Gim; le mille sfumature che presenta un volto umano mentre si esprime sono qui state appena abbozzate. Non vi è dubbio comunque che tra pochi anni il realismo, l'espressività di questi attori generati via software ci sembrerà pienamente accettabile.

Il problema però non è solo tecnico: un film del genere di fantascienza beneficia di alcuni ingredienti che lo rendono inequivocabilmente tale: il rapporto dell'uomo con gli infiniti spazi siderali o lo stimolo che riceve la nostra immaginazione nel figurarci la nostra vita in un mondo proiettato nel futuro remoto.
Molto di tutto questo manca; la "poetica" tipica di film di fantascienza, stenta a venir fuori perchè troppo disturbata dalla presenza di personaggi che noi percepiamo come pupazzi.

La storia comunque è ben raccontata e piena di suspense (la presenza di scene di combattimenti violenti contro i "mostri" sconsiglia la visione ai piu piccoli ed ai più impressionabili).
Si parla di Java, lo spirito della terra, e di tanti altri "spiriti" sia buoni che cattivi, in eterna lotta fra di loro. Vi è, come dice il regista giapponese Hironobu Sagakuchi (lo stesso creatore della saga dei videogiochi), coma una esplorazione spirituale e filosofica dell'esistenza.
Si tratta di una visione mistica di ispirazione orientale che ad alcuni può apparire distante dalla nostra sensibilità

Autore: Franco Olearo


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