A.I. Intelligenza artificiale

Titolo Originale: Artificial Intelligence: A.I.
Paese: USA
Anno: 2001
Regia: Steven Spielberg
Sceneggiatura: Steven Spielberg
Durata: 146'
Interpreti: Haley Joel Osment (David), Jude Law (Gigolo Joe)

In un futuro relativamente prossimo, quando le principali città costiere del pianete saranno sommerse dal mare a causa di una catastrofe ecologica ed i governi, per mantenere alto il benessere dei sopravvissuti, avranno emanato severe restrizioni alla natalità umana, saranno i mecca (uomini meccanici all'esterno perfettamente uguali a noi esseri organici) a svolgere la maggior parte dei lavori.

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Anche un piccolo robot, quando inizia ad amare, inizia a soffrire e si sente incompleto e fragile
Pubblico 
Adolescenti
Per alcune scene di violenza e riferimenti sensuali
Giudizio Tecnico 
 
Costruzione ricca di immagini indimenticabili ma troppo complesso ed ambizioso

E' a questo punto che lo scienziato Allen Hobby (William Hurt) decide di progettare un mecca bambino, David, sicuramente per motivi commerciali (offrire un sostituto figlio alle famiglie che non possono averne uno proprio) ma sopratutto per avviare un esperimento finora mai realizzato: dare al mecca-bambino la capacità di amare e di sentire il bisogno di essere amato dalla propria "madre adottiva". Si tratterebbe di realizzare il sogno da tanto tempo accarezzato: quello di dare una quasi-anima a questi corpi meccanici, con conseguenze imprevedibili: lo sviluppo di una vita intima fatta di sogni, di desideri ma anche di sofferenza, quando questo amore che si portano dentro non potrà più venir soddisfatto.

Così in effetti sarà: David, attivato per amare sua madre adottiva Monica (Frances O'Connor) verrà poi abbandonato da quest'ultima per la sua incapacità involontaria di vivere nella stessa famiglia con il vero figlio Martin.

Da questo momento David vivrà con il desiderio struggente di diventare un bambino vero (il riferimento alla favola di Pinocchio è diretta ed esplicita) , per poter conquistare finalmente il cuore di quella che lui considera sua madre. Sarà una lunga ricerca, durerà più di 2000 anni (lui può, perché non è soggetto alla caducità ed alla morte, come noi umani). La stanza bianca in cui finiva "2001, Odissea nello spazio" di Kubrik è ora una calda ed accogliente abitazione dove David scopre, così come succede a noi mortali, che a volte vi sono dei singoli momenti che valgono quanto un'eternità.

Allora, il film è bello o no? Molti critici hanno preferito rispondere che occorrerà aspettare 20 o 50 anni per poter scoprire se il film sarà diventato un cult o no.

In effetti si tratta di un film ambizioso e complesso: è imperfetto perché troppo lungo e disomogeneo ma ricco di immagini che non ci potremo più dimenticare: le sequenze di una New York sommersa dalle acque, con i grattacieli sinistramente sventrati in modo quasi profetico e l'ingresso alla monumentale Rouge City, una Las Vegas del futuro, che rimanda direttamente alle scenografie di Metropolis di Friz Lang.

Bravissimo inoltre l'attore bambino Haley Joel Osmet e Jude Law nella parte del robot Jigolò, suo compagno di avventure.

Fra i tanti significati e messaggi che questa favola moderna ci consegna, ci piace sottolineare la scoperta che l'uomo, a dispetto della sua continua ricerca di sicurezze, non appena inizia ad amare (come accade al piccolo robot David) diventa fragile, inizia a soffrire perché si sente incompleto ;ma solo così diventa un uomo vero.

Il film è sconsigliabile ai non adolescenti, come è stato deciso in U.S.A., non solo per alcune scene di violenza ed allusioni sessuali ma anche perché il tema trattato può confondere i più piccoli (oltre alla noia che possono provare) , abituati come sono a favole positive e rassicuranti.

Autore: Franco Olearo


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