CAPTAIN MARVEL

 
Titolo Originale: Captain Marvel
Paese: ITALIA
Anno: 2019
Regia: Anna Boden e Ryan Fleck
Sceneggiatura: Anna Boden, Liz Flahive, Ryan Fleck, Meg LeFauve, Carly Mensch, Nicole Perlman, Geneva Robertson-Dworet
Produzione: MARVEL STUDIOS
Durata: 124
Interpreti: Brie Larson, Samuel L. Jackson, Ben Mendelsohn, Judd Law Clark Gregg

Vers è uno dei guerrieri della Starforce dei Kree, in lotta con gli alieni mutaforme Skrull. Quando viene presa prigioniera e giunge sulla terra, però, scopre che i suoi pochi ricordi vengono proprio da lì. Solo unendo le forze con Nick Fury e il neonato Shield potrà forse trovare la spiegazione di chi è veramente…

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
La nostra eroina è una donna concreta, che usa i suoi superpoteri con compassione per proteggere i più deboli.
Pubblico 
Tutti
Giudizio Artistico 
 
Tra guerre interstellari e ricerche di fonti di energia potentissime, alieni che sembrano terroristi ma forse sono soltanto profughi in cerca di una casa, la storia di Carol/Vers è una scoperta di se stessa, che passa attraverso la riconquista del passato e la demolizione di alcune verità date troppo facilmente per scontate,

Capitolo XXI della lunga saga che compone l’universo supereroistico della Marvel, Captain Marvel è anche il primo della serie che ha come protagonista assoluta una donna e un tassello imprescindibile sul percorso che terminerà a maggio con Avengers End Game. In questo senso il film gioca un ruolo simile a quello di Balck Panther lo scorso anno.

Proprio il confronto con quel film, uno dei migliori dell’universo Marvel a parere di chi scrive, è illuminante per capire la genesi e l’identità di Captain Marvel. Se Black Panther era pensato ed è compiutamente riuscito ad essere, non solo un blockbaster dai grandi effetti speciali, ma anche un evento culturalmente rilevante per il pubblico di colore, che finalmente trovava un eroe e un mondo con cui identificarsi, Carol Danvers, alias Captain Marvel, mira consapevolmente alla platea di ragazzine stufe di farsi dire che non possono fare certe cose.

Carol Danvers, lo scopriamo a poco a poco attraverso i ricordi che gli Skrull, catturandola, le fanno emergere, è stata una bambina testarda, amante della velocità e sprezzante del pericolo, un pilota coraggioso e audace (un po’ nello stile delle reclute di Top Gun), costretta a lottare con un mondo ancora molto maschilista deciso a metterla al suo posto.

Le cose non sono molto diverse tra i Kree, dove il suo comandante e mentore Yon Rogg (Jude Law) le ricorda sempre di tenere a bada i sentimenti che rischiano di offuscare la ragione e le impediscono di utilizzare al meglio i suoi poteri. È interessante da questo punto di vista il confronto con l’apprezzamento dimostrato da Nick Fury (un Samuel L. Jackson ringiovanito dal computer e membro di un ancora giovane Shild) per un giovane sottoposto che trova nell’istinto giusto la ragione per non obbedire agli ordini.

Quello che vuole dirci la Marvel (e lo fa, ammettiamolo, con una convinzione un po’ ridondante), è che è giunto il momento per le ragazze di non farsi più dire dagli altri cosa fare e come lo devono fare, solo così potranno usare fino in fondo il potere che è già in loro.

Tra guerre interstellari e ricerche di fonti di energia potentissime (risalta fuori il Tesseract, una delle gemme dell’infinito che ha attraversato vari film Marvel), alieni che sembrano terroristi ma forse sono soltanto profughi in cerca di una casa (ogni riferimento all’attualità è certamente voluto), la storia di Carol/Vers è una scoperta di se stessa, che passa attraverso la riconquista del passato e la demolizione di alcune verità date troppo facilmente per scontate, anche attraverso il confronto con l’antagonista skrull Talos.

Se la Marvel arriva seconda a mettere al centro di un film una supereroina (lo ha fatto prima la DC Comics con Wonder Woman), lo fa con una “agenda” assai più pronunciata, tanto che talvolta si è tentati di suggerire agli autori di andarci un po’ più leggeri.

In fondo la vera scoperta di Carol è quella di una forza che non sta in una intelligenza staccata dai sentimenti, ma nel riscoprirsi umana, e per questo fatta più di aspirazioni e desideri (Più lontano, più veloce, più in alto!) che di perfezione raggiunta. E questo è qualcosa che può valere per tutti.

Ad alleggerire il tutto, per fortuna, ci pensano i soliti siparietti comici della Marvel, l’ultimo cameo del defunto Stan Lee e una gatta rossa che è molto più di quello che sembra e che svolgerà un ruolo inaspettato nella storia.

Autore: Laura Cotta Ramosino


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