QUEL CHE VERAMENTE IMPORTA

 
Titolo Originale: The Healer
Paese: SPAGNA, USA, CANADA
Anno: 2017
Regia: Paco Arango
Sceneggiatura: Paco Arango
Produzione: PACO ARANGO, ENRIQUE POSNER, ALEXA VELEZ, MICHAEL VOLPE
Durata: 113
Interpreti: Oliver Jackson-Cohen, Jonathan Pryce, Camilla Luddington, Kaitlyn Bernard

Alec è un giovane che vive in Inghilterra e lavora riparando apparecchi elettrici per conto di una società sull'orlo della bancarotta. Frequenta donne già impegnate e conduce una vita a dir poco dissoluta. Perseguitato dai creditori, sembra che la fine dei suoi problemi sia arrivata: suo zio Raymond gli propone di ripagare tutti i suoi debiti. In cambio, Alec deve tornare per un anno alla casa di famiglia, in Nuova Scozia (Canada). Una volta a destinazione, con l'aiuto della vicina  Cecilia prova a cercare un nuovo lavoro, quando scopre casualmente di avere il dono di guarire le persone, anche se è il primo a non crederci...

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Il film esprime bene il valore molto umano del prendersi cura di chi è gravemente ammalato, mentre allude in modo confuso e contraddittorio ai suoi significati soprannaturali
Pubblico 
Tutti
Giudizio Artistico 
 
Il film risulta particolarmente efficace nella seconda parte, quando introduce il personaggio di una ragazza malata di cancro che cerca di vivere serenamente la sua condizione. Non convince invece l’impianto favolistico del guaritore controvoglia

In una delle sequenze iniziali Alec, perseguitato da due usurai con i quali si è compromesso, si rifugia in chiesa e incontra un sacerdote che non lo vuole lasciare andare se non ascolta prima una  storia che gli vuole raccontare.  Un giorno un piccolo paese fu colpito da una terribile nubifragio e gli abitanti furono invitati ad abbandonare le loro case. Rimase ostinatamente all’interno della chiesa del villaggio il parroco, che disse a tutti convinto: “Dio mi salverà!” e iniziò a pregare incessantemente. L’acqua intanto continuava a salire;  arrivarono anche i pompieri con un battello per salvarlo ma lui continuò a rifiutarsi, convinto che Dio lo avrebbe salvato. Invece il parroco affogò e quando si trovò davanti al Signore, iniziò a lamentarsi: “mio Dio, perché mi hai abbandonato?”. E la risposta fu: “ti ho mandato anche  i pompieri ma tu non li hai ascoltati”. Questo aneddoto è significativo per la comprensione del film per molti motivi. Una chiesa e il suo parroco sono visti come punto di riferimento importante per la serenità di una piccola comunità (come il piccolo paese in Canada dove Alec si è rifugiato) e ciò denota, da parte dell’autore, almeno apprezzamento per la Chiesa come istituzione sociale. Per converso, in un’altra scena-chiave  il protagonista Alec, manifesta la sua ferma convinzione di non credere in Dio, perché “colpevole”, a suo dire,  della sofferenza di tanti giovani innocenti. Verso la fine tutto risulta chiaro, quando viene annunciato che il film è stato dedicato alla memoria di Paul Newman, che trent'anni fa inaugurò una rete mondiale di campi di vacanza gratuiti per bambini malati: Serious Fun Children´s Network, di cui lo stesso regista Paolo Araco ha fatto parte e la sua intenzione di donare i ricavati del film per bambini malati di tumore in situazioni di disagio. In questa prospettiva, l’aneddoto raccontato all’inizio assume la forma di un semi-pelagianesimo del tipo “aiutati che Dio ti aiuta”, un invito a credenti e non, a essere propositivi e aiutare  iniziative benefiche che portino un po’ di sorriso a chi è gravemente malato.

Il film ha i toni di una favola (i miracolosi poteri di Alec, il paesino sperduto nel verde del Canada) e quindi non va preso sul serio per quel che racconta ma va interpretato in ciò che vuole significare. Il dilemma che Alec deve affrontare (accettare o no il dono di essere un guaritore) esprime ciò che accade a ciascuno di noi quando scopre di avere qualche talento particolare e deve dedidere se usarlo a proprio esclusivo beneficio oppure a vantaggio del prossimo.  Anche la figura della quattordicenne Abigail, malata di cancro, che compare a metà film, è molto significativa, perché esprime il suo diritto di non essere trattata solo come malata, ma come una ragazza che vuole ridere, avere amici e sognare a dispetto di tutto.

Si resta comunque perplessi sulla scelta autoriale di affrontare tematiche importanti attraverso un racconto che ha il sapore di una favola, più che stimolare riferimenti soprannaturali. Inoltre i tre capitoli del film (la vita sregolata di Alec a Londra, il suo soggiorno nel paesino della Nuova Scozia in Canada, l’incontro con Abigail)  appaiono mal connessi. Qualunque sia il giudizio tecnico dato al film, il fatto che il ricavato del film sarà interamente devoluto ad organizzazioni benefiche impegnate nell’assistenza ai bambini gravemente malati non può che farci gioire alla notizia che già tre milioni di persone nel mondo hanno visto il film.

Autore: Franco Olearo


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