BENVENUTI A MARWEN

Titolo Originale: Welcome to Marwen
Paese: USA
Anno: 2018
Regia: Robert Zemeckis
Sceneggiatura: Robert Zemeckis
Produzione: Universal, Dreamworks, Imagemovers
Durata: 116
Interpreti: Steve Carell, Falk Hentschel, Eiza González, Leslie Zemeckis

La storia di un eroe contemporaneo. Mark, picchiato fino a perdere la memoria, trova il coraggio di riprendersi la sua vita costruendo una piccola ambientazione stile anni '40 nel suo giardino di casa dove immagina di sconfiggere il nazismo, trovare amicizia e amore. Benvenuti a Marwen.

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Il coraggio di Mark Hogancamp è il volto di un nuovo eroe che non ha paura di mostrare il suo lato più fragile e vulnerabile al mondo e ci serve da monito per insegnare ai nostri figli che, a volte, non servono i superpoteri per essere dei veri eroi.
Pubblico 
Adolescenti
Azioni violente sia pur in un mondo di fantasia, turpiloquio, alcune tematiche per adulti
Giudizio Artistico 
 
La narrazione tramite bambole è sicuramente un capolavoro di performance capture Inevitabile, e forse anche un po’ troppo extra diegetico, il riferimento a Ritorno al futuro, che fa sorridere piuttosto che combaciare con la trama.

In un mondo in cui, troppo spesso, le cose vengono classificate bianco o nero il premio Oscar Robert Zemeckis ci ricorda che non è sempre così.

In Benvenuti a Marwen il regista statunitense racconta la vera storia di Mark Hogmancamp, in un contesto fiabesco come solo lui sa fare, raccontando una terribile vicenda come fatto in precedenza con Forrest Gump, ma con la delicatezza di chi narra una brutta storia nel modo più delicato possibile.

Il progetto è curato dallo stesso Zemeckis sin dal 2013 scrivendone il copione con Caroline Thompson (sceneggiatrice di Edward Mani di Forbice e Nightmare Before Christmas) e affidando le musiche ad Alan Silvestri, reso celebre da
Ritorno al futuro.

Steve Carell interpreta Mark un eroe, non di guerra come lui immagina talvolta di essere per sfuggire alle paure generate dall’essere stato quasi ucciso dalla violenza dei pregiudizi, ma un eroe della vita capace di rimettersi in piedi con le sue sole forze perché solo chi è caduto più volte sa quanto sia difficile reinventarsi ricominciando a sperare e a fidarsi del prossimo.

Forse per questo il film non è adatto ad un target esteso, perché solo chi ha l’emotività giusta per cogliere questa piccola morale è capace di apprezzare l’essenza stessa del film.

Una sera un gruppo di ubriachi picchia Hogancamp senza alcun motivo riducendolo in fin di vita e cancellando tutti i suoi ricordi.

È così che Mark si rifugia in un mondo immaginario costruito con le sue mani. A Marwencol, una piccola città belga, Mark diventa il capitano Hogie, un pilota di aerei da combattimento della seconda guerra mondiale. Salvando le sue compagne di avventure, che hanno i volti e i caratteri di amiche reali e lottando contro i nazisti che ritrova il coraggio di affrontare i suoi problemi, fin quando le fotografie delle scene che ritrae non vengono notate da
David Naugle, che le pubblicò su una rivista e poi organizzò insieme a Hogancamp una mostra fotografica a New York facendo conoscere a tutti il suo talento.

La narrazione tramite bambole, oltre ad essere una scelta stilistica originale, è sicuramente un capolavoro di performance capture ricordando a noi adulti quanto ci immedesimavamo nelle storie fantastiche in cui ci rifugiavamo da bambini.

Inevitabile, e forse anche un po’ troppo extra diegetico, il riferimento a Ritorno al futuro, che fa sorridere piuttosto che combaciare con la trama.

Il coraggio di Mark Hogancamp è il volto di un nuovo eroe che non ha paura di mostrare il suo lato più fragile e vulnerabile al mondo e ci serve da monito per insegnare ai nostri figli che, a volte, non servono i superpoteri per essere dei veri eroi.

È solo nel mondo di Zemeckis che realtà e finzione, analogico e digitale, gioco e vita vera, sorriso e pianto trovano il giusto equilibrio.

Autore: Sabrina Guarino


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