CREED II

 
Titolo Originale: Creed II
Paese: USA
Anno: 2018
Regia: Steven Caple Jr.
Sceneggiatura: Sylvester Stallone, Juel Taylor
Produzione: METRO-GOLDWYN-MAYER STUDIOS, NEW LINE CINEMA, WARNER BROS., IN COPRODUZIONE CON UDI NEDIVI
Durata: 129
Interpreti: Michael B. Jordan, Sylvester Stallone, Tessa Thompson, Wood Harris, Dolph Lundgren, Phylicia Rashad

Adonis Creed, diventato campione dei pesi massimi, viene sfidato da Viktor Drago, il figlio dell’uomo che uccise suo padre Apollo sul ring tanti anni prima. Rocky gli consiglia di non accettare la sfida ma per Adonis vendicare il nome di suo padre significa anche provare a sentirsi finalmente degno del nome che porta. Anche a costo di mettere in pericolo la fragile felicità che ha creato con Bianca e il bambino che aspettano…

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
La lezione che ci fornisce il film è che solo la determinazione e il sacrificio ci fanno raggiungere i nostri giusti obiettivi e che la fonte di questa capacità di sacrificio è l’amore, la solidarietà fra amici e familiari come uniche sorgenti della fiducia in sé stessi
Pubblico 
Adolescenti
Scene di combattimento violenti, una scena sensuale, turpiloquio.
Giudizio Artistico 
 
Il film riesce a coinvolgere con la sua retorica semplice ed efficace mentre Sylvester Stallone, con ammirabile discrezione ed efficacia, si ritaglia ancora una volta la parte di un mentore saggio, affettuoso e ironico, sempre capace di insegnare e imparare dalla vita.

Era destino che prima o poi la saga di Rocky, rinata dalle sue ceneri tre anni fa con il sorprendente Creed – Nato per combattere di Ryan Coogler (qui solo produttore, nel frattempo ha firmato l’eccellente Black Panther), tornasse ad affrontare la nemesi per eccellenza del pugile americano, Ivan Drago. Rimasto nella memoria degli spettatori italiani dai tempi di Rocky IV per quel tamarrissimo «Ti spiezzo in due», Dolph Lundgren rientra in scena qui come allenatore del figlio Viktor. Abbandonato dalla consorte (Brigitte Nielsen, che fa un cameo anche qui) e dall’apparato che lo aveva creato, randagio e ridotto in povertà, Drago ha cresciuto il figlio con l’unico scopo di riprendersi onore, fama e rispetto.

Rispetto ad Adonis, ora all’apice della fama e reduce dalla vittoria mondiale nella categoria dei pesi massimi, è il russo il vero outsider e il film sottolinea bene questa situazione paradossale. Adonis, per altro, forse a causa della sua storia personale, non riesce fino in fondo a credere in sé stesso, ed è questa la ragione per cui non può fare a meno di accettare la sfida nonostante il parere contrario del suo mentore.

Il film si prende il suo tempo per raccontare, oltre agli allenamenti sportivi e le sfide sul ring, anche le vicende famigliari di Adonis (la compagna Bianca, cui chiede con tenera imbranataggine di sposarlo, resta incinta e la bambina che aspettano potrebbe ereditare la sordità della madre), la sua crisi sportiva e umana, che si intreccia a quella dello stesso Rocky.

Il rapporto padre-figlio, già al centro della pellicola precedente, qui si moltiplica nelle declinazioni, caricandosi di sfumature diverse. Non solo quello inevitabile per quanto mediato tra Adonis e il defunto Apollo, ma anche quello tra lui e Rocky, tra Rocky e il figlio lontano con cui non è in grado di comunicare, quello tra Ivan e Viktor (con un’inaspettata positiva svolta finale), e infine quello tra Adonis e la figlia appena nata, che si rivela la chiave per la sua rinascita.

La saga di Rocky è da sempre stata un inno agli eroi maltrattati dalla vita, gettati al tappeto ma sempre capaci di trovare dentro di sé la capacità di risorgere e lottare. In questo Creed II non mette nulla di particolarmente nuovo sul piatto, ma sottolinea ancora di più la necessità di riconoscere la fonte di questa capacità di sacrificio per quello che davvero vale: l’amore, innanzitutto, come unica sorgente della fiducia in sé stessi.

Un messaggio positivo, veicolato con semplicità da uomini che sul ring se le danno di santa ragione ma che poi, fuori dalle corde, sono pronti a mettere a nudo le proprie ferite, cui la pellicola guarda con inaspettata ed ecumenica pietas.

Senza avere il virtuosismo stilistico del primo episodio firmato da Coogler, Creed II  riesce comunque a coinvolgere con la sua retorica semplice ed efficace, soprattutto nelle sequenze degli incontri (inevitabile l’applauso quando, su un momento particolarmente drammatico, parte il tema musicale della saga) e conferma lo status di star del suo protagonista Michael B. Jordan, accanto a cui Sylvester Stallone, con ammirabile discrezione ed efficacia, si ritaglia ancora una volta la parte di un mentore saggio, affettuoso e ironico, sempre capace di insegnare e imparare dalla vita.

Autore: Laura Cotta Ramosino


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