AQUAMAN

 
Titolo Originale: Aquaman
Paese: USA, AUSTRALIA
Anno: 2018
Regia: James Wan
Sceneggiatura: David Leslie Johnson, Will Beall
Produzione: DC Comics, DC Entertainment, Panoramic Pictures, Rodeo FX, The Safran Company, Warner Bros.
Durata: 143
Interpreti: Jason Momoa, Amber Heard, Nicole Kidman, Patrick Wilson, Dolph Lundgren

Arthur Curry, figlio di un umano e della regina di Atlantide, preferirebbe continuare a vivere sulla terra come un uomo comune, nonostante i suoi poteri eccezionali l’abbiano già in parte fatto conoscere al mondo come metaumano ai tempi dell’avventura con la Justice League. Ma nelle profondità dell’oceano il suo fratellastro Orm prepara una guerra contro la terra ferma e la bella principessa Mera è convinta che solo Arthur possa scongiurarla. Per farlo deve trovare il tridente perduto del re di tutti gli Atlantidi e reclamare il suo posto di erede al trono dei mari. Per Arthur è l’inizio di un’avventura che lo obbligherà a fare i conti con la sua origine e la sua vocazione di eroe.

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Il protagonista è un eroe scanzonato, una sorta di gigante buono che affronta battaglie e sfide sempre con un sorriso spavaldo, senza per altro godere della violenza
Pubblico 
Tutti
Giudizio Artistico 
 
La pellicola è decisamente ipertrofica con le sue oltre due ore di durata, ma non annoia quasi mai. Non ha l’epica grandezza di Wonder Woman, ma evita con destrezza le paludi in cui troppo spesso gli eroi Dc degli ultimi anni si sono infilati

Nell’ormai affollatissimo panorama dei super hero movies il film di James Wan (diventato famoso grazie ad alcuni titoli horror tra cui il riuscito Conjuring) rappresenta in qualche modo una piacevole novità, che sfugge al solitamente cupo impianto degli eroi dell’universo DC per invadere il territorio scanzonato e a volte dichiaramente tamarro di alcuni titoli Marvel, proprio quando i cugini, con i molti lutti di Infinity War hanno a loro volta preso una strada più “seria”.

Aquaman, del resto, pur non dimenticando le precedenti brevi apparizioni del suo protagonista nelle avventure della Justice League, esplora un suo universo indipendente, fatto di profondità marine piene di pericoli e rivoluzionaria tecnologia, di popoli dalle forme inquietanti (con esoscheletri e chele da granchi giganti) di forze oscure e mostri che, tuttavia, agli occhi dello spettatore si presentano prima di tutto come un movimentatissimo ed eccitante “campo da gioco”. Molto dipende dal fatto che in questo mondo (o sarebbe meglio dire in questi mondi) entriamo con lo sguardo un po’ smargiasso del protagonista, un eroe riluttante, ma in definitiva sempre entusiasta.

Arthur Curry, nonostante il suo drammatico passato (nasce da un amore impossibile, spezzato dalle regole ferree che sembrano condannare il mare e la terra a una opposizione ineluttabile) è un gigante buono, un ragazzone tatuato che non disdegna una birra e un selfie con gli ammiratori. La fisicità imponente del suo interprete, Jason Monmoa (che non vincerà certo un Oscar per questo ruolo, ma si getta nell’azione senza risparmiarsi) fa sì che l’eroe affronti battaglie e sfide sempre con un sorriso spavaldo, senza per altro godere della violenza, ma piuttosto conservando una sorta di spirito fanciullesco rispetto al quale la crudeltà determinata dei suoi avversari (il fratellastro Orm e il pirata Black Manta) risulta perdente anche sul piano concettuale. Tanto più che il fortissimo Aquaman ha anche numerosi momenti in cui esibisce senza vergogna la sua vulnerabilità di bimbo abbandonato, mettendo sullo schermo un inedito eroe aggiornato ai tempi del #metoo, granitico e smargiasso, ma bisognoso dell’abbraccio di una madre e di una compagna.

La pellicola è decisamente ipertrofica con le sue oltre due ore di durata, ma non annoia quasi mai e anche le numerose deviazioni del plot (che precedono viaggi da una parte all’altra del pianeta, anche fuori dall’Oceano, in una caccia al tesoro che ha come premio in palio un mitico tridente) alla fine si accettano nello spirito di un film d’avventura in cui anche la tensione romantica tra Arthur e la sua determinata coprotagonista contribuisce a dare ritmo al racconto.

Nobilitato dalla presenza di camei di lusso come quello di Willem Dafoe e soprattutto Nicole Kidman, Aquaman non ha l’epica grandezza di Wonder Woman, ma evita con destrezza le paludi in cui troppo spesso gli eroi Dc degli ultimi anni (messa in archivio la filosofica trilogia di Nolan) si sono infilati, zavorrati dalle tragedie un po’ ovvie dei loro protagonisti e da interpreti non sempre di livello.

Non si tratta quindi di una pellicola sofisticata, ma sicuramente di uno spettacolo godibile sia sul piano del racconto che sul quello visivo, rivolta a un pubblico vasto e disponibile a farsi trascinare dalle correnti marine in un viaggio di scoperta che opta sempre per il senso della meraviglia rispetto al vincolo della verosimiglianza, senza tuttavia perdere la capacità di toccare corde emotive autentiche.

 

Autore: Luisa Cotta Ramosino


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