IL RITORNO DI MARY POPPINS

 
Titolo Originale: Mary Poppins Returns
Paese: USA
Anno: 2018
Regia: Rob Marshall
Sceneggiatura: David Magee
Produzione: WALT DISNEY PICTURES, MARC PLATT PRODUCTIONS
Durata: 130
Interpreti: Emily Blunt, Lin-Manuel Miranda, Ben Whishaw, Emily Mortimer, Meryl Streep, Colin Firth

La famiglia Banks abita sempre al numero 17 di Cherry Tree Lane di Londra ma ora siamo negli anni ’30 in piena depressione economica e Michael e Jane sono diventati grandi. Jane è molto impegnata politicamente, come lo fu la madre mentre Michael deve prendersi cura dei suoi tre figli Annabel, John e George perché la loro mamma e morta. La crisi si fa sentire e per far fronte alle difficoltà Michel ha dovuto chiedere un prestito alla stessa banca in cui lavora. Una mattina, inflessibili esattori bussano alla sua porta intimandogli di saldare il debito entro cinque giorni, altrimenti la casa verrà pignorata. Tutto sembra perduto ma ecco che cala dal cielo Mary Poppins. Michael e Jane sono lieti di rivederla ma non hanno i soldi per pagare una tata. Mary li rassicura: non sarà questo un problema…

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
La tenera attenzione verso i più piccoli, la solidarietà fra fratelli, l’aiuto disinteressato dei lampionai di Londra, l’onestà nel lavoro, sono gli ingredienti positivi della storia
Pubblico 
Tutti
Giudizio Artistico 
 
La qualità dei prodotti Disney è confermata: coreografie ben realizzate, animazioni impeccabili, Emily Blunt non fa rimpiangere Julie Andrews, ma le canzoni non sono eccezionali e il racconto va un po’ troppo per le lunghe soprattutto per un pubblico di minori

Il film Mary Poppins è del 1964 e vinse cinque premi Oscar. La qualità artistica di questo film ricavato dal romanzo di P.L. Travers è indubbia ma non è stato solo quello il motivo del suo successo: le canzoni dei bravissimi  Julie Andrews e Dick Van Dyke furono canticchiate un po’ da tutti e il film riuscì a trasmettere una spensieratezza del vivere che rimase a lungo nel cuore di molti.

La Walt Disney da tempo stava meditando di ritornare su quella storia. Indicativo è stato il film Saving Mr Banks, del 2013, un dietro le quinte su come Walt Disney convinse la riluttante scrittrice a concedergli i diritti e ad adattare la storia della tata che vola, per il cinema. Ora, con questo Il ritorno di Mary Poppins l’obiettivo è più ambizioso: far conoscere alle nuove generazioni la famiglia Banks e la sua tata, con qualcosa di nuovo ma anche di uguale. Uguale è l‘ambientazione in una Londra nebbiosa, ma la vicenda si è spostata al 1930; uguali i personaggi chiave, come Mary Poppins e Jack, ma ora gli adulti sono gli ex ragazzini Michael e Jane. Uguale l’ordine delle sequenze che alternano visite in mondi fantastici, incontri con personaggi insoliti come zia Topsy (Meryl Streep) che sostituisce lo zio Albert (Ed Wynn) e il gran finale all’interno della  banca per la resa dei conti. La qualità dei lavori Disney è pienamente confermata: belle coreografie, suggestive inquadrature di Londra, impeccabili sequenze animate in 2D ed Emily Blunt pienamente all’altezza nel suo ruolo di protagonista. C’è però qualcosa di profondamente diverso fra i due lavori ed è la storia stessa.

Il film del 1964 partiva da un banale licenziamento della tata di Jane e Michael e da una letterina dei bambini che auspicavano una governante che li facesse sorridere e cantare. Da qui l’arrivo di Mary Poppins e il tema centrale restava la “conversione” del padre che comprendeva che i valori che contano non sono solo quelli che ti portano ad esercitare una solida professione e a espletare i propri doveri ma anche la gioia di vivere e la speranza. Il film Saving Mr. Banks  spiegava bene come l’origine del libro fosse stato l’affetto non ricambiato della scrittrice nei confronti di un padre pieno di fantasia ma soggetto all’alcool.

Ora la storia è cambiata e parte da presupposti tristi: Michael è vedovo, i bambini hanno nostalgia della mamma. Nel mondo, sia in quello reale che quello in 2D, ci sono i cattivi che tramano contro la loro famiglia. L’immancabile lieto fine non è più una conversione ma è più meccanico, costituito dal ritrovamento di qualcosa di molto importante.

E’ questo l‘aspetto più debole del nuovo film: il primo era più “filosofico”, era un invito a prendere la vita con buon umore e allegria e i canti, ambientati in mondi di fantasia, erano funzionali allo scopo. In quest’ultimo sembra che la storia e gli intermezzi musicali viaggino in modo autonomo. A ciò occorre aggiungere che nessuna delle nuove canzoni risulta memorabile e i testi vengono fortemente penalizzati dalla difficile traduzione in lingua italiana.

La storia conferma i valori della famiglia, l’importanza di un lavoro (in questo caso quello bancario) che sia onesto e rispettoso nei confronti dei clienti. La perdita della mamma viene lenita con una bella canzone (la migliore del repertorio) che invita i bambini a pensarla come una delle stelle che brillano nel cielo e a vivere dei suoi ricordi.

Autore: Franco Olearo


Share |