COLD WAR

Titolo Originale: Zimna wojna
Paese: GRAN BRETAGNA, FRANCIA, POLONIA
Anno: 2018
Regia: Pawel Pawlikowski
Sceneggiatura: Pawel Pawlikowski, Janusz Glowacki
Produzione: OPUS FILM, APOCALYPSO PICTURES, MK PRODUCTIONS
Durata: 89
Interpreti: Tomasz Kot, Agata Kulesza, Joanna Kulig, Borys Szyc

Nella Polonia comunista del 1949, l’apparato politico decide di organizzare un collettivo di musica e danza popolare da mandare in tournée in Polonia e negli altri paesi socialisti come strumento di propaganda. Il direttore musicale, Wiktor conosce Irena, reclutata come cantante ed è amore a prima vista. Anni più tardi, durante una tournée a Berlino, Wiktor propone a Irena di passare il confine. La ragazza dapprima accetta ma poi non si reca all’appuntamento. Wiktor raggiunge da solo la Francia dove trova lavoro nei cabaret di Parigi. Anni dopo, Irena la raggiunge perché ormai si è sposata con un italiano e ha cambiato passaporto. L’amore riesplode di nuovo ma la ragazza non riesce ad adattarsi nell’ambiente di intellettuali che frequenta Wiktor e ritorna in Polonia….

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Un uomo e una donna che si amano, non sanno rendere concreto questo amore a causa di obiettive difficoltà esterne ma anche perché nessuno dei due compie il gesto di rinunciare a qualcosa di se stesso per accogliere le esigenze dell’altro ed entrambi sono pervasi da un senso tragico dell'esistenza umana.
Pubblico 
Maggiorenni
Qualche breve sequenza di incontri intimi.Una visione negativa della vita
Giudizio Artistico 
 
Il già premio Oscar come film straniero Pawel Pawlikowski rischia di bissare il precedente successo con questo film che conferma la sua capacità di raccontare con partecipata sensibilità drammi molto umani. Bravissima Agata Kulesza

Wiktor e la coreografa del gruppo stanno valutando l’assunzione di due nuove cantanti. Una di queste è proprio Irena. Wiktor propone con forza di assumerla: “ha energia, attitudine, è originale”. Il musicista ha percepito da subito l’attrazione che sente per quella ragazza e nasce fra loro un amore travolgente anche se lui ben presto comprende che si tratta di un rapporto difficile: deve accettare che lei sia stata accusata di aver ucciso il padre, sia pur per legittima difesa e che si trovi nel gruppo come delatrice della polizia segreta. Il passaggio di Wiktor dall’altra parte della cortina di ferro (a quell’epoca non era stato ancora eretto il muro fra le due Berlino) evidenza ulteriormente la differenza fra le due personalità. Lui ha una mentalità più aperta, accetta le tendenze musicali che trova nei cabaret di Parigi, mentre lei  si sente legata alla sua terra e quando lo raggiunge a Parigi, lei, che è soprattutto passione e istinto, non accetta i modi costruiti e distaccati degli ambienti culturali che lui ormai frequenta. Eppure il loro amore si conferma più forte che mai: non riescono a stare lontani a lungo ma non riescono neanche a restare vicini. Si tratta di un amore che subisce una progressiva sublimazione proprio perché non riesce a diventare realtà quotidiana e le scelte che fanno per vivere non fanno che allontanarli: lei sposa un italiano per riuscire a lasciare la Polonia, lui vive a Parigi con una poetessa che lo ha introdotto nel mondo della cultura.  Eppure quando Wiktor riesce a incontrare Irena che lo ha raggiunto brevemente a Parigi con il marito, lui non può che dichiarare quella sera: “ero con la donna della mia vita”. In un’altra scena drammatica dove viene confermata la difficoltà di vivere insieme, è lei che confessa, nonostante tutto: “ti amo con tutte le forze”.
Si tratta di un amore difficile che in qualche modo ricorda il più moderno La La Land. In quest’ultimo era stata la ricerca del successo la causa materiale che li aveva allontanati, ma anche una visione dell’amore inteso come languido sentimento, incapace di calarsi nella realtà. Ora, anche in questo Cold War, esiste una realtà concreta, la cortina di ferro, che li tiene lontani, ma al contempo, quando si tratta di calare questo amore così grande nella banalità della vita quotidiana, l’obiettivo viene fallito perché manca la propensione al sacrificio di uno dei due di rinunciare a qualcosa di se stessi per incontrare l’altro.

In questo modo, ostacolo dopo ostacolo, l’amore fra Wiktor e Irena subisce una completa sublimazione e assume le caratteristiche di un amore assoluto che va oltre ogni realtà contingente, oltre la loro stessa vita. Un finale che richiama il modo con cui si era concluso il precedente film del regista: Ida.

Sostenuto da una nitidissima fotografia in bianco e nero, il regista polacco Pawel Pawlikowski utilizza uno stile fatto di poche parole, una composizione della immagini molto curata, che risulta perfettamente funzionale al racconto di un amore che ha finito per volare troppo in alto perché non ha trovato un luogo dove atterrare.

Autore: Franco Olearo


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