LO SCHIACCIANOCI E I QUATTRO REGNI

 
Titolo Originale: The Nutcracker and the Four Realms
Paese: USA
Anno: 2018
Regia: Lasse Hallström e Joe Johnston
Sceneggiatura: Ashleigh Powell e Simon Beaufoy
Produzione: Walt Disney
Durata: 99
Interpreti: Keira Knightley, Mackenzie Foy, Helen Mirren, Morgan Freeman

Clara è una ragazzina molto intelligente, capace di costruire fantastiche invenzioni e complicati meccanismi. La vigilia di Natale, riceve in dono un carillon a forma di uovo, lasciatole dalla sua defunta madre. Il carillon è sigillato e l’unico desiderio di Clara è riuscire a trovare la chiave per farlo funzionare. Proprio la ricerca della chiave condurrà Clara in un mondo parallelo e magico, diviso in quattro regni. Con l’aiuto di un soldato Schiaccianoci, Clara affronterà la perfida Madre Cicogna, che minaccia i regni, e scoprirà qual è il suo posto nel mondo magico e in quello reale…

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Una ragazza, di fronte a un grave lutto familiare, ha il coraggio di cercare e trovare in sé e negli altri la forza per andare avant
Pubblico 
Tutti
Giudizio Artistico 
 
Il film è uno spettacolo per gli occhi. I costumi sono splendidi, le scenografie sontuose e ricchissime di dettagli. Brava la Keira Knightley ma altri personaggi restano relegati sullo sfondo. La sceneggiatura mostra alcune debolezze strutturali

Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni è una bella favola natalizia, che si colloca nel solco dei live-action realizzati dalla Disney negli ultimi anni (numerose sono le analogie con Alice in Wonderland e Il Grande e Potente Oz) e che sembrano puntare, prima di tutto, a una fascinazione estetica. Lo Schiaccianoci è, infatti, uno spettacolo per gli occhi. I costumi sono splendidi, le scenografie – sia quelle del mondo reale, sia quelle del mondo fantastico in cui Clara viene catapultata – sontuose e ricchissime di dettagli. A questo si aggiunge un pizzico di magia natalizia, che rende il film adattissimo a essere visto in famiglia nel periodo delle feste.

Lo Schiaccianoci racconta, innanzitutto, di due viaggi: il viaggio fisico che Clara compie all’interno dei Quattro Regni e il viaggio emotivo che affronta per superare il dolore della perdita della madre e riappacificarsi con il padre. Entrambi i viaggi iniziano visivamente e metaforicamente quando Clara varca la soglia che divide il mondo reale da quello immaginario, in una citazione di Narnia, altro grande classico distribuito dalla Disney e che Lo Schiaccianoci richiama in più occasioni.

L’altro grande tema è quello del dolore e della sua incomunicabilità, che spesso spinge a ripiegarsi su se stessi e a credere di essere gli unici al mondo a soffrire. Il film sembra indicarci due possibili vie attraverso le quali si può sopravvivere alla sofferenza del lutto: quella di Clara, che ha il coraggio di cercare e trovare in sé e negli altri la forza per andare avanti, e quella di Fata Confetto, che invece trasforma il dolore in uno strumento di vendetta e distruzione.

Nonostante i buoni presupposti e i punti di forza forniti da un budget elevato e dalla partecipazione di alcuni ottimi attori (si fa notare, in particolare, Keira Knightley nel ruolo della capricciosa e infantile Fata Confetto), Lo Schiaccianoci presenta alcune debolezze strutturali e una sceneggiatura non sempre all’altezza. Lo Schiaccianoci del titolo ha un ruolo solo marginale (supporta Clara durante il suo viaggio, ma non diventa mai né un vero mentore, né un vero amico). Stesso dicasi per i Quattro Regni, due dei quali (con i rispettivi Reggenti) vengono quasi esclusivamente citati e visti en passant per meno di mezzo minuto l’uno. Il tentativo di fare ricorso a un cast multietnico (con la presenza di Morgan Freeman nei panni del padrino di Clara e di Jayden Fowora-Knight in quelli dello Schiaccianoci) finisce per tradursi in una scelta superficiale che sembra dettata più dal politically correct che da una vera rilettura in chiave moderna della storia. Alcuni personaggi potenzialmente interessanti (primi tra tutti i fratelli di Clara) rimangono relegati sullo sfondo e quindi tranquillamente eliminabili. Deboli sono anche le motivazioni che guidano le azioni dei personaggi, in modo particolare di quelle dei cattivi.

In conclusione, Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni rimane uno spettacolo di pregevole fattura, in grado di affascinare e incantare sia i bambini, sia gli adulti, i quali saranno in grado, però, di notare qualche piccola crepa sotto lo smalto.

Una menzione speciale va alla colonna sonora, che attinge a piene mani (e giustamente) alle musiche del balletto. Vale la pena attendere i titoli di coda per ascoltare lo splendido singolo Fall on Me, realizzato da Bocelli insieme al figlio.

Autore: Cassandra Albani


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