NON DIRLO AL MIO CAPO 2

Titolo Originale: Non dirlo al mio capo 2
Paese: ITALIA
Anno: 2018
Regia: Giulio Manfredonia
Produzione: Lux Vide, Rai Fiction
Durata: 12 puntate di 50'
Interpreti: Vanessa Incontrada, Lino Guanciale, Chiara Francini, Sara Zanier, Ludovica Coscione, Aurora Ruffino, Giammarco Saurino

Lisa, vedova trentacinquenne, continua a lavorare nello studio dell’avvocato Enrico Vinci, confortata dal fatto che a badare ai suoi due figli, l‘adolescente Mia e il piccolo Giuseppe, c’è a casa Perla, l’amica in veste di tata che, da quando ha il marito in prigione, non ha più modo di passare il tempo comperando vestiti. L’ambiente d’ufficio si scalda subito perché arriva Nina, avvocato e moglie di Enrico, intenzionata a recuperare il consorte che, cinque anni prima, aveva tradito. Sono arrivati anche due praticanti, Cassandra e Massimo, che iniziano subito a farsi la guerra per ottenere un posto stabile nello studio. Anche sul fronte degli adolescenti ci sono novità: Mia si sente molto vicina al compagno di liceo Rocco, ma non ha fatto i conti con Aurora, la sorellastra di 17 anni di Lisa, che ha intenzione di rubargli il ragazzo…

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Uomini e donne commettono spesso degli errori ma hanno l’onestà di riconoscerli e chiedere perdono.
Pubblico 
Adolescenti
Rapidi riferimenti a rapporti sessuali extra coniugali
Giudizio Artistico 
 
I personaggi risultano simpatici e divertenti ma ci sono difficoltà ad armonizzare ii toni da commedia con i risvolti drammatici della storia

Sembra proprio che Vanessa Incontrada costituisca una garanzia di successo per ogni fiction TV, almeno in quelle dove sostiene la parte di una madre che da sola deve badare ai figli e lavorare (nelle prime due settimane la fiction si è tenuta sopra il 20% di share). Ma anche la simpatia degli altri protagonisti presenti riesce a porre le condizioni perché si costruisca quell’affetto di un pubblico interessato a vedere “come si comportano” nelle situazioni più disparate, che è la base per costruire una lunga serialità.  La struttura è rimasta invariata rispetto alla prima stagione: a ogni puntata ci sono dei casi legali che vengono affrontati e risolti mentre trasversalmente agli episodi si evolvono le relazioni fra i protagonisti. Questa volta le complicazioni assumono la forma di triangolo: Lisa, che avevamo lasciata con un nascente amore verso Enrico, deve ora fronteggiare il ritorno della moglie di lui, Nina; Mia si ritrova a coabitare con la coetanea Aurora, diventata la sua maggiore antagonista nei confronti di Rocco. Si tratta di situazioni conflittuali che vengono volutamente tenute irrisolte (almeno fino alla quarta puntata) per mantenere alta l’attenzione dello spettatore ma si tratta di una soluzione con degli inconvenienti: i due protagonisti maschili restano come imbalsamati, soprattutto Enrico, nella loro inespressività, proprio perché non possono rivelare troppo presto le loro preferenze; a ciò si aggiunge una insolita contrapposizione fra i sessi: le donne molto maschio-dipendenti, mentre gli uomini risultano indifferenti dominatori delle situazioni.  Occorre inoltre aggiungere che la sceneggiatura, nel definire i comportamenti dei protagonisti new entry, trova troppo facilmente una giustificazione di non responsabilità dei loro atti: Aurora ruba i ragazzi delle altre perché ha un disturbo della personalità mentre Cassandra ha facii relazioni sessuali perché è una ninfomane. La seconda stagione ha attenuato il tono da commedia leggera ed ha alzato il livello drammatico del racconto: sono molti i casi che lo studio deve affrontare che contemplano la morte tragica di qualcuno. E’ questo il punto più delicato di questa stagione che non sempre riesce a calibrare i due elementi. Quando si presenta all’avvocato Vinci una donna a cui è morto un figlio per un gesto di bullismo, si determina, davanti a questa infelice, una sgradevole contesa fra Lisa e Nina, per accaparrarsi il caso. In un’altra sequenza un ginecologo confida a Lisa la sua angoscia per la morte di tre partorienti affidate alle sue cure a causa di una scarsa igiene in sala parto, ma Lisa lo ascolta poco, distratta dal vedere, attraverso la porta a vetri, le avances di Nina nei confronti di Enrico. Si tratta di una sequenza che sfiora il cattivo gusto. Se in generale, nella stagione precedente, i casi trattati dallo studio, servivamo a sottolineare come fosse importante, al di là dello stretto esercizio della professione, prendersi cura dei loro risvolti umani, ora prevale l’abilità dell’avvocato di parte che trova il modo di minimizzare le responsabilità del suo cliente. Un' importante eccezione arriva nel quinto episodio, dove finalmente una delicata situazione che si era determinata a danno di alcuni ragazzi viene risolta in loro favore, al di là della stretta giustizia legale. 

Il serial resta ricco, come nella precedente stagione, di casi umani che mettono in causa la coscienza dei protagonisti, che risultano essere sempre sufficientemente onesti dal riconoscere le proprie colpe e  capaci di chiedere perdono.

Alla fine tutti i protagonisti sono antropologicamente molto simili: non c’è nessuno che agisca mosso da solidi principi (l’unico potrebbe essere Enrico ma il suo comportamento è indecifrabile):  sono persone fragili che commettono spesso errori spinti dalle loro passioni e anche se chiedono perdono finiscono per sbagliare ancora (e la serie continua...)

Autore: Franco Olearo


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