OVERBOARD

 
Titolo Originale: Overboard
Paese: USA
Anno: 2018
Regia: Rob Greenberg
Sceneggiatura: Bob Fisher, Rob Greenberg
Produzione: PANTELION FILMS, 3PAS STUDIOS, METRO-GOLDWYN-MAYER (MGM)
Durata: 112
Interpreti: Eugenio Derbez, Anna Faris, Eva Longoria

Leonardo passa la maggior parte del suo tempo sul suo lussuoso yatch circondato da belle ragazze. Se lo può permettere perché è l’unico figlio maschio di una delle più ricche famiglie messicane. Kate è invece una mamma single con tre figlie di cui prendersi cura, che si sta preparando a un concorso per nursery e nel frattempo barca il lunario con lavori di pulizia. Viene chiamata allo yacht di Leonardo per pulire la moquette ma ha un diverbio proprio con lui che non esita a licenziarla in malo modo, spingendola giù dalla nave. Qualche giorno dopo, Kate viene a sapere che Leonardo è in ospedale, trovato ubriaco sulla spiaggia e incapace di ricordare chi sia. Kate medita una vendetta che le può risultare utile: fa finta di essere sua moglie e lo porta a casa dandogli molti incarichi domestici, in modo che lei abbia il tempo libero necessario per prepararsi all’esame….

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Un uomo ricco che pensa solo a se stesso, scopre il vero amore e la bellezza della famiglia
Pubblico 
Adolescenti
Presenza di un incontro premaritale senza nudità. Linguaggio a volte esplicito
Giudizio Artistico 
 
Il film risulta ben costruito e ha momenti divertenti, si percepisce poca chimica di coppia fra i due protagonisti, Eugenio Derbez e Anna Faris

Il film inizia mostrandoci un uomo e tre belle ragazze che volteggiano divertite fra le onde con le moto d’acqua e poi si dirigono verso un lussuoso yacht. Sembra l’imitazione di quelle immagini che vengono pubblicate su Istagram, di giovani rampolli di famiglie ricchissime (in genere sono russi o arabi) che non sanno più come spendere i soldi e come divertirsi. E’ la giusta introduzione per questo remake dell’omonimo film del 1987 (overboard in inglese, Una coppia alla deriva in italiano) che però gioca a parti invertite: ora è l’uomo colui che è ricco, mentre la povera è lei, con tre figlie a carico (vedova? Divorziata? Non si sa) e un esame da sostenere. Il racconto, pur presentando alcune forzature (lui che cade in acqua e viene colpito da amnesia, lei che inventa una sottile vendetta fingendosi sua moglie), appare, in questa seconda edizione meglio definita nei dettagli e quindi più verosimile. E’ anche più chiaro l’obiettivo che si vuole raggiungere: un sereno film familiare che esalta l’importanza del matrimonio (il film precedente si concludeva con il divorzio) e la gioia di allevare dei figli. L’espediente narrativo della persona che cade in acqua e che si trova in un contesto totalmente differente, che gli è utile a comprende il valore anche di chi ha una vita diversa dalla sua, è stato utilizzato molte volte. In Capitani coraggiosi del 1937 tocca a un ragazzo ricco e viziato cadere in acqua dallo yacht di suo padre e venir salvato da un gruppo di pescatori, un’esperienza che gli consente di comprendere quali siano le semplici cose che contano nella vita. Su tematiche più propriamente familiari, non possiamo dimenticare The Family man (2000) dove uno scapolo impenitente viene portato per magia indietro nel tempo, per capire cosa sarebbe successo se avesse sposato la donna che amava e avesse avuto dei figli.

In effetti, anche in questo secondo Overlord, se saltiamo il tema, un po’ forzato, del modo con cui il ricco Leonardo si trova a rimboccarsi le maniche per mantenere una famiglia di tre figlie, è la sua progressiva conversione la parte più interessante. Non si tratta solo di scoprire il valore di guadagnarsi il pane con le proprie mani ma molto di più: in lui cambia totalmente il modo con cui si rapporta agli altri.  Non sono più dei servi a cui dare degli ordini o disinvoltamente licenziare, o delle donne utili per passare una notte in compagnia, ma è la scoperta di sentirsi debole e dipendente dagli altri: bisognoso di una donna con cui dividere la propria vita e di figli che diventano il motivo della propria esistenza.

Molti critici hanno storto in naso per il modo sfacciato con cui il film ha voluto essere edificante ma è piacevole sapere che ogni tanto si può andare al cinema e uscirne con un po’ più di ottimismo.

Autore: Franco Olearo


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