CONTROMANO

Titolo Originale: Contromano
Paese: ITALIA
Anno: 2018
Regia: Antonio Albanese
Sceneggiatura: Antonio Albanese, Andrea Salerno, Stefano Bises, Marco D'Ambrosio
Durata: 102
Interpreti: Antonio Albanese, Alex Fondja, Aude Legastelois

Mario Cavallaro si è sempre reputato un uomo per bene. Fiero proprietario di un negozio che vende calze di qualità in centro a Milano, fatica ad accettare i cambiamenti di una città sempre più multietnica. Gli affari non vanno molto bene e, a peggiorare la situazione, un ragazzo africano si mette a vendere calze ai passanti proprio di fronte al suo negozio. Esasperato dalla concorrenza di Oba – così si chiama il ragazzo – e da un mondo che non riconosce più, Mario elabora una teoria tanto assurda quanto concreta: se al problema dell’immigrazione molti rispondono con lo slogan “rimandiamoli a casa loro”, Mario ha intenzione di prendere la proposta sul serio e di riportare Oba a casa sua. In Senegal. Inizia così uno strano viaggio in macchina, a cui si aggiungerà anche l’affascinante sorella di Oba, Dalida …

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Albanese mette un punto a favore dell’integrazione con gli immigrati ma quello che manca è proprio un ritratto approfondito che rispetti, come persone, chi si trova in un paese che non è il suo
Pubblico 
Adolescenti
Alcuni accenni di nudo. Turpiloquio
Giudizio Artistico 
 
La storia assume i contorni di una favola, a tratti amara, che però - anziché optare per una chiave di racconto spiccatamente favolistica - oscilla tra realismo ed irrealismo, finendo per perdere del tutto credibilità agli occhi dello spettatore. Manca inoltre un approfondimento sui personaggi

Con Contromano, Antonio Albanese torna dopo 16 anni dietro la macchina da presa. Del film non è, dunque, solo l’attore protagonista, ma anche regista e sceneggiatore. La storia raccontata è, di fatto, espressione (didascalica) di quello che è il suo punto di vista sul tema dell’immigrazione.

Lo spunto narrativo che vede il protagonista convincere un ragazzo africano emigrato illegalmente in Italia, a farsi riaccompagnare “a casa sua”, in Africa, è originale e sicuramente fonte di situazioni comiche. Il regista, però, spreca molte delle occasioni per generare nel pubblico una sana risata, optando per un tono da commedia agrodolce che rallenta molto il ritmo del racconto.

La storia assume i contorni di una favola, a tratti amara, che però - anziché optare per una chiave di racconto spiccatamente favolistica - oscilla tra realismo ed irrealismo, finendo per perdere del tutto credibilità agli occhi dello spettatore.

A questo si aggiunge la costante (e mai piacevole) sensazione che il film abbia intenzione di insegnare qualcosa al pubblico. Fin dalle prime immagini l’intento di parlare dell’incontro/scontro con “il diverso” è dichiarato ma, se nella prima parte il lungometraggio riesce abbastanza a tenere viva l’attenzione dello spettatore, nella seconda parte – o comunque dal momento in cui i protagonisti si mettono in viaggio – lo sviluppo  della storia non si dimostra all’altezza dell’idea di partenza.

Al di là dell’assoluta prevedibilità degli avvenimenti (che in una commedia si può perdonare), quello che manca è un approfondimento sui personaggi. Mario, anche se in modo piuttosto superficiale, vive un percorso personale in cui si mette in discussione, ma Oba e Dalida risultano completamente accessori. Delle loro paure e dei loro sogni… insomma del loro vero io ci viene detto pochissimo. Così le scelte che compiono – come quella per niente scontata di accettare il “passaggio” di Mario per l’Africa senza avere la certezza assoluta di riuscire a tornare eventualmente in Europa – appaiono poco motivate e comunque senza ricadute reali sulla loro vita. Tra far prendere ai propri protagonisti decisioni (importanti) alla leggera e raccontare situazioni anche complicate con una sana leggerezza c’è una grande differenza. Una differenza che in Contromano va, purtroppo, completamente persa.

Autore: Rachele Mocchetti


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