RACHEL

Titolo Originale: My Cousin Rachel
Paese: GRAN BRETAGNA, USA
Anno: 2017
Regia: Roger Michell
Sceneggiatura: Roger Michell
Produzione: FREE RANGE FILMS
Durata: 106
Interpreti: Rachel Weisz, Sam Claflin, Holliday Grainger, Iain Glen, Pierfrancesco Favino

Philip, rimasto orfano fin da piccolo, viene allevato con molto affetto dal cugino Ambrose, nella sua tenuta in Cornovaglia.  Ambrose è uno scapolo impenitente e Philip diceva scherzosamente che le uniche femmine presenti in casa erano di razza canina. Un giorno, inaspettatamente, Philips riceve una lettera dal cugino dall’Italia, dove si era trasferito per motivi di salute, nella quale gli comunica di essersi sposato con una giovane donna, Rachel e al contempo che la sua salute sta peggiorando. Philips parte subito per l’Italia ma quando arriva Ambrose è già morto.

Tornato nella casa del cugino in Cornovaglia, che sta per diventare una sua proprietà perché unico erede e prossimo a raggiungere la maggiore età, viene informato che sta per arrivare dall’Italia la cugina acquisita Rachel. Philip si appresta a riceverla nel modo più sgradevole possibile: la ritiene colpevole di aver trascurato Ambrose e teme che voglia reclamare dei diritti sulla proprietà...

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Il protagonista Philip si mostra mosso da passioni che non riesce a controllare, sia che si tratti di amore o di odio.
Pubblico 
Adolescenti
Le espressioni di passione sensuale, di odio e di desiderio di vendetta non sono adatte ai più piccoli
Giudizio Artistico 
 
Rachel Weisz tratteggia con grande maestria una donna perfettamente indecifrabile nel suo comportamento ambiguo. Ottima ricostruzione della campagna inglese di fine ottocento.

“Non amavo i libri, non amavo le città, non amavo le conversazioni intelligenti” Philips viene ritratto da subito come un giovane semplice, che ama la vita di campagna e che non ha ancora conosciuto la complessità di un rapporto amoroso, né ritiene importante sposarsi. L’arrivo della cugina Rachel costituisce per lui un elemento oltremodo destabilizzante. Ha deciso di mostrarsi ostile ma non ha mai dovuto fronteggiare una donna. Evita di mettere in ordine la casa che è abitata da anni solo da uomini, dove i cani si muovono indisturbati e nel giorno dell’arrivo di lei, si inventa un impegno in modo da costringerla ad aspettarlo fino a tardi per la cena. Quando rientra, Philip viene informato dalla servitù che Rachel non desidera cenare e che ha accolto tutti i cani nella sua stanza. Fin dal primo incontro diretto fra i due, che avviene quella sera stessa, risulta evidente che il rapporto fra i due è totalmente sbilanciato. Philip si trova di fronte a una donna affascinante e seduttiva, cordiale e anche spiritosa, quanto basta per smontare qualsiasi proposito offensivo di Philip.

Com’era successo in Rebecca la prima moglie, l’altro romanzo molto noto di Daphne Du Maurier, magnificamente trasposto in pellicola da Alfred Hitchcok, c’è un mistero da svelare intorno a una donna. Nel primo c’era da scoprire la vera personalità di Rebecca; in questo occorre comprendere se Rachel è un’astuta approfittatrice o è solo vittima innocente di malelingue

Rachel Weisz è bravissima nel lasciare il dubbio perennemente irrisolto. Quando si lamenta per la sua sorte infelice e piange davanti a Philips, è sincera o cerca di incantare l’inesperto giovanotto? Quando si dimostra generosa e simpatica con tutti, lo fa per il proprio interesse o è l’espressione di una dote naturale?

Odi et amo aveva detto Catullo Ed è questo sviluppo di sentimenti, nell’animo di Philip il mainstream del racconto; sempre più infatuato di lei, Philip non può mettere a tacere i sospetti che continuano ad addensarsi sul comportamento della donna nei confronti del cugino.

La trasposizione del ‘52 dello stesso romanzo, ad appena un anno dalla sua pubblicazione, interpretato da un giovanissimo Richard Burton e Olivia de Havilland, aveva puntato di più sulla componente romantica del racconto, ipotizzando un vero amore fra i due. Questa versione del 2017 mette più attenzione sulla componente thriller ed enfatizzando molto la giovinezza e l’inesperienza di Philip, il rapporto fra loro due appare più una sua scoperta, da parte di lui, del potere attrattivo femminile e dell’amore come passione sensuale.  Molto più interessante è il modo con cui la Weisz ha tratteggiato una donna che lotta per la sua indipendenza, in un mondo dominato dagli uomini.  Non mancano nel film, accenni alle condizioni della donna del tempo.  I due unici modelli accettati erano lo sposarsi e occuparsi della famiglia oppure, se nubile, insegnare. Chi si sposava perdeva di fatto il controllo delle proprietà della famiglia, che venivano gestite dal marito. Si tratta di un aspetto non evidenziato nel precedente film ma che molto probabilmente è più in linea con lo spirito della scrittrice, che si è sempre impegnata per la sua indipendenza, quando studiava da giovane a Parigi ma anche da sposata. Ottima  la ricostruzione della vita in una tenuta di campagna dell’ottocento inglese:, le serate alla luce fioca delle candele, il Natale festeggiato con un pranzo offerto a tutte le famiglie dei contadini, il verde della Cornovaglia e i suoi pericolosi dirupi fino al mare

Autore: Franco Olearo


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