STAR WARS - GLI ULTIMI JEDI

 
Titolo Originale: Star Wars: Episode VIII – The Last Jedi
Paese: USA
Anno: 2017
Regia: Rian Johnson
Sceneggiatura: Rian Johnson
Produzione: Walt Disney Studios Motion Pictures, Lucasfilm
Durata: 152
Interpreti: Mark Hamill, Carrie Fisher, Daisy Ridley, Adam Driver, Oscar Isaacs, John Boyega, Kelly Marie Tran, Andy Serkis, Domhnall Gleeson, Benicio Del Toro, Laura Dern

La lotta tra le forze del bene e quelle del male continua senza quartiere tra le galassie. La flotta stellare del Primo ordine, perennemente col fiato sul collo del contingente ribelle guidato dalla principessa-generale Leia Organa, ha creato una tecnologia in grado di localizzare le astronavi della Resistenza anche dopo le fughe nell’iperspazio. Mentre l’ex soldato Finn deve cercare su un vicino pianeta un misterioso grimaldello per azzerare tale svantaggio nei confronti dei nemici, il pilota scavezzacollo Poe Dameron si snerva tra la tensione di un assedio stellare e qualche problema di disciplina. Sul fronte opposto, il tormentatissimo Kylo Ren si dibatte tra la frustrazione per il mancato riconoscimento come nuovo Signore del Male e i sensi di colpa per le mani sporche di sangue. Intanto, sul pianeta più lontano di tutti, la giovane Rey ha scovato l’ultimo cavaliere jedi Luke Skywalker. Sembrano affidate a lui le ultime speranze di salvare l’intera galassia dall’oscurità.

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Il film è tutt’altro che disinteressato alla maturazione del pubblico più giovane. Lo si coglie nella descrizione della lotta tra il bene e il male che, con cognizione di causa, non racconta di una contrapposizione manichea ma di una guerra che si consuma nel cuore dei personaggi
Pubblico 
Tutti
Giudizio Artistico 
 
Un film ralizzato con altissima professionalità, in particolare negli effetti speciali e nelle scenografie. All’appassionato più esperto infastidirà la mancanza di un unico tono espressivo: per intenderci, i vecchi episodi della saga erano già autoironici ma qui le gag che dovrebbero alleggerire la tensione sembrano virare verso l’auto parodia e allora cade la cosiddetta “sospensione dell’incredulità”

Ci sono due modi per valutare questo film, a seconda che lo si consideri come destinato a confrontarsi con l’immane patrimonio mitologico che gli grava sulle spalle, oppure che lo si veda come un’avventura originale destinata a conquistare nuovi spettatori. Gli ultimi jedi è l’ottavo capitolo del canone principale di Star Wars (quindi il penultimo tassello di un corpus formato da tre trilogie) ma è soprattutto un anello di congiunzione tra il passato della famosa saga – che sta appunto per chiudersi – e il suo futuro, affidato alla progettualità della Disney che, detenendo ormai i diritti su tutto l’universo narrativo in questione, promette di espanderlo nei prossimi anni, in una miriade di ramificazioni. Poche settimane prima dell’uscita nelle sale, infatti, si è diffusa la notizia che a Rian Johnson – qui nelle doppie vesti di regista e sceneggiatore – è stata affidata l’ideazione di altri tre film (di cui dirigerà solo il primo) che andranno a esplorare un angolo della galassia di Star Wars ancora ignoto. E, visto ciò che la Disney ha fatto con l’universo cinematografico Marvel, c’è da giurare che siamo solo all’inizio di qualcosa. Il discorso, quindi, è complesso perché come nuovo episodio della saga il film delude ma come storia originale, chiamata a ridisegnare coordinate, atmosfere e tematiche, funziona. Fatalmente, Gli ultimi jedi è esattamente quello che deve essere: il grande film Disney di Natale, pensato per le nuove generazioni, che non si preoccupa di strizzare troppo l’occhio al pubblico adulto – il cui desiderio di nostalgia era già stato appagato dal bellissimo Rogue One (2016) – ma intende congedarlo inappellabilmente e senza troppi preamboli.

Il preambolo, in realtà, c’era stato due anni prima: l’episodio precedente, Il risveglio della forza (2015), era servito a riallacciare i nodi temporali, riepilogare le linee narrative, ricapitolare ogni dettaglio, ribadire il già detto (per l’ultima volta) per poi accogliere e rilanciare il nuovo. Se quello era un film che doveva portare al cinema spettatori vecchi e giovani insieme, questo può iniziare a fare a meno dei primi, non in termini numerici, naturalmente (chi si sognerebbe di perderselo?) ma forse in termini emotivi. Ed eccolo il nuovo! Gli ultimi jedi è, infatti, un film dissacrante e in questo sta la sua ambivalenza. Gli spettatori più navigati potrebbero sentirsi traditi. Quelli più giovani, invece, perfettamente a loro agio. All’appassionato più esperto infastidirà la mancanza di un unico tono espressivo: per intenderci, i vecchi episodi della saga erano già autoironici ma qui le gag che dovrebbero alleggerire la tensione sembrano virare verso l’auto parodia e allora cade la cosiddetta “sospensione dell’incredulità”.

Forse i giovani della generazione Facebook potrebbero non avvertire come schizofrenico questo doppio registro ma i loro genitori, che con il mito di Star Wars sono cresciuti, non troveranno dei film originali né la vera epica né l’autentico spirito fanciullesco che li contraddistingueva. Inoltre, se Il risveglio della forza era quasi irritante per come seguiva pedissequamente tutti i cliché, Gli ultimi jedi – con un movimento esattamente contrario – tradisce sistematicamente ogni aspettativa rispetto ai personaggi e alla trama. Il continuo disattendere tali attese (e qui non aggiungiamo davvero nulla, perché i colpi di scena sono innumerevoli) potrebbe anche essere un pregio, senonché tanta sfrontatezza, alla lunga, rivela la propria natura programmatica e diventa a sua volta stucchevole. Più che un’opera, un’operazione.

Eppure, nel suo tenere fuori dai giochi lo spettatore adulto, il film è tutt’altro che disinteressato alla maturazione di quello più giovane. Lo si coglie nella descrizione della lotta tra il bene e il male che, con cognizione di causa, non racconta di una contrapposizione manichea ma di una guerra che si consuma nel cuore dei personaggi, tutti più o meno colti da dubbi, paure e tentazioni (soprattutto l’arco drammatico del cattivo “tentato dal bene” Kylo Ren sembra essere da questo punto di vista il più intrigante di tutti). Lo si coglie anche da un inaspettato affondo di critica sociale (per la prima volta nella saga ci vengono mostrati “i ricchi”, non in quanto figure di potere ma in quanto privilegiati benestanti, in contrapposizione ai poveri sfruttati) e da un estemporaneo riferimento ai mercanti di armi che si arricchiscono vendendo arsenali ai cattivi ma anche ai buoni. Sembra proprio che la “galassia lontana lontana” inventata da George Lucas perda sempre più i riferimenti all’epos classico per maneggiare i suoi temi universali filtrandoli per spiegare il mondo di oggi. Forse è bene così. I capolavori del passato (l’inarrivabile trilogia classica degli anni Settanta-Ottanta) ne escono comunque ingigantiti. La mitologia è intatta ma solo cambiando completamente spartito la saga di Star Wars può entrare nel terzo millennio. Insomma, cari fan di Star Wars, per citare una celebre battura di Ritorno al futuro, “penso che ancora non siate pronti per questo ma ai vostri figli piacerà”.

Autore: Raffaele Chiarulli


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