L'ETA' IMPERFETTA

Titolo Originale: L'età imperfetta
Paese: ITALIA
Anno: 2017
Regia: Ulisse Lendaro
Sceneggiatura: Cosimo Calamini
Produzione: LOUIS LENDER PRODUCTION, AURORA FILM, IN COLLABORAZIONE CON RAI CINEMA
Durata: 96
Interpreti: Marina Occhionero, Paola Calliari, Anita Kravos, Anna Valle

In in piccolo centro del Nord Italia vive la diciassettenne Camilla. La sua vita scorre serena sia a scuola, dove riporta ottimi voti sia in famiglia, dove vive in armonia con il padre che fa il fornaio, una madre che proviene dall’ Est Europa e due simpatiche sorelle, con cui scherza e litiga. Camilla ha un sogno: diventare una ballerina professionista ed è proprio alla scuola di danza che incontra Sara, diciott’anni appena compiuti, che gode di molta libertà perché figlia di genitori benestanti divorziati. Sara introduce l’amica in un ambiente più spregiudicato, fra frequentazione di locali notturni, uso di pasticche e incontri amorosi. Quando arriva il momento della grande prova di danza che selezionerà alcune ragazze per l’iscrizione a una prestigiosa scuola di Parigi, Sara viene selezionata mentre Camilla resta esclusa. Il mondo sembra crollarle addosso e si insinua nella sua mente il sospetto che la sua ex amica abbia tramato, con la complicità dell’insegnante, per farla arrivare impreparata alla prova...

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Una ragazza, chiusa nel suo egocentrismo, viene travolta dall’odio e dal desiderio di vendetta
Pubblico 
Maggiorenni
Una veloce sequenza di nudo, sbrigativi Incontri amorosi fra adolescenti
Giudizio Tecnico 
 
Il regista è bravo nel tratteggiare le due protagoniste adolescenti e il loro ambiente ma non riesce a darci una spiegazione compiuta delle decisione prese dalla protagonista

Parlare dell’età dell’adolescenza, in particolare di quella femminile, è sicuramente arduo e molto spesso si seguono stereotipi abusati. A giudicare dagli ultimi lavori televisivi, quando viene introdotta un’adolescente, dobbiamo aspettarci che prima o poi resti incinta.

Fra i lavori più recenti, è risultato originale Prima di Domani, dove il baricentro del racconto non è la solita relazione amorosa, ma la scoperta, da parte della protagonista, dell’importanza di rapporti sinceri e leali con le proprie amiche e il suo ragazzo. Questo L’età imperfetta, lavoro dell’esordiente Ulisse Lendaro, mette ben a fuoco un altro aspetto caratteristico di quest’età: il bianco o il nero; un modo di atteggiarsi verso gli altri senza mezze misure, attraverso grandi amori o repentini, radicali, odi. E’ quello che si determina fra Sara e Camilla, accomunate dalla passione per la danza ma complementari negli affetti familiari: Sara trova nella famiglia dell’amica un calore che a lei, figlia di divorziati, è stato negato mentre Camilla riceve da Sara una spinta a quell’emancipazione che ancora non possiede, incluso, quasi inevitabilmente, il pervenire alla prima esperienza sessuale.

Di fronte a una grande delusione (la sconfitta alla gara di ballo) è proprio Camilla che subisce una radicale trasformazione: ora ritiene che sia importante solo pensare a se stessa, dimenticando di essere una figlia brava e ubbidiente, decisa a realizzare ciò a cui brama con tutti i mezzi, inclusa una terribile vendetta.

Il regista è molto bravo nello sviluppare il thriller psicologico che sottende la storia (Sara ha realmente tramato contro Camilla o o si tratta solo di un'ossessione frutto della paranoia in cui è precipitata la ragazza?) ma molto meno nel darci ragione di una così drastica trasformazione. Da una prima lettura  potrebbe sembrare che il racconto si appoggi sulla contrapposizione fra due ambienti familiari, quello caldo e avvolgente di Camilla (molto simpatici i suoi rapporti con la piccola sorellina Francesca) e l’indipendenza solitaria in cui vive Sara, interrotta solo da saltuari e sbrigativi incontri con il padre. In realtà la contrapposizione fra la buona Camilla e la spregiudicata Sara ha breve durata; sono proprio quei valori di cui è intessuta la vita di Camilla che evaporano rapidamente; in lei sembra agire qualche atavica radice del male e a nulla fanno presa l’atteggiamento comprensivo e aperto del padre né la condivisione, con la madre, di un’apparentemente sincera fede ortodossa. E’ proprio l’immagine di Camilla che prega in ginocchio prima di compiere la sua vendetta che stride maggiormente e il racconto sembra carente di semplici regole di causa ed effetto. Ugualmente angosciosa è la solitudine nella quale Camilla si lascia travolgere dal demone della vendetta, facendo terra bruciata intorno a sé, senza che a nulla possa valere la vicinanza delle amiche, delle due sorelle, della zia o del padre.

Autore: Franco Olearo


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