CAPITAN MUTANDA

Titolo Originale: Captain Underpants: The First Epic Movie
Paese: USA
Anno: 2017
Regia: David Soren
Sceneggiatura: Nicholas Stoller, dall’omonima serie di libri per bambini di Dav Pilkey
Durata: 89

In una scuola elementare due bambini pestiferi, George e Harold si divertono a scrivere fumetti sul mitico Capitan Mutanda. Un giorno ipnotizzano il preside trasformandolo nel buffo super eroe delle loro storie.

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Un film sull'amicizia fra due ragazzi delle elementari con qualche battuta infelice sul matrimonio e qualche cenno dissacrante
Pubblico 
Tutti
Giudizio Tecnico 
 
Un film sicuramente divertente e anche lo stile del racconto riesce ad acchiappare il pubblico: agile, con salti temporali e interazione con lo spettatore

La scuola non può essere più noiosa per due bambini di quarta elementare, costretti quotidianamente a seguire lezioni asettiche con maestri monotono, mangiare in una mensa terrificante e giocare in corridoi degni di un carcere di massima sicurezza.

George e Harold con i loro scherzi sono gli unici a portare un po’ di buon umore in un ambiente a dir poco terribile, ma ovviamente sono perseguitati dal preside Grugno che ha come unica intenzione quello di incastrarli e mettere fine alla loro eterna amicizia.

I due compagni inseparabili sono un’esplosione di creatività. Uno scrive, l’altro disegna, e insieme danno vita all’esilarante fumetto sulle incredibili avventure di Capitan Mutanda, super eroe sui generis vestito solo di un paio di mutandoni e un mantello di tenda rossa.

Battute sciocche, situazioni imbarazzanti e doppi sensi divertenti sono alla base del racconto dei due protagonisti, che ridono di qualsiasi cosa (pannolini, toilette, carta igienica, peti, rutti, mutande ecc.), incarnando l’umorismo tipico di quell’età che puntualmente fa saltare i nervi agli adulti, descritti come tristi e ingrigiti perché incapaci di farsi una sana risata.

Il contrasto tra il mondo degli adulti e dei bambini viene fin troppo accentuato nel film, e forse più che nel fumetto (totalmente inutile la frecciatina contro il matrimonio e gli accenni dissacranti).

Ma questo conflitto è evidentemente enfatizzato per esigenze di sceneggiatura, così come la storia d’amore tra il preside e la signora della mensa o il terrore dei due bambini di finire in due classi separate e crescere così tristi e soli, proprio come Grugno, che non è poi così cattivo quanto terribilmente solo.

Linee narrative utili per dare sostanza ma su cui forse si poteva lavorare un po’ di più.

Il cuore della storia, invece, è molto divertente: l’idea che il peggior nemico di due scolari tremendi, il preside, diventi niente meno che il loro eroe preferito, Capitan Mutanda, è geniale. Attraverso l’anello ipnotico George e Harold non fanno altro che risvegliare il lato bambinesco di Grugno, e così il trio diventa imbattibile, contro i nemici più buffi che minacciano l’umanità intera.

Tutti i cattivi sono tali solo perché hanno perso la capacità di ridere. Il perfido prof. Pannolino è semplicemente offeso perché è stato deriso per il suo cognome, e allora il consiglio di George e Harold è quello di imparare a ridere di tutto, anche di se stessi. Che problema c’è ad avere un cognome buffo? Se impari a sorridere diventerà la tua forza.

E così il valore dell’amicizia, degli affetti, e del divertimento infantile si impone come tema profondo del film.

Infine, oltre al mitico Capitan Mutanda, protagonista dipinto con toni esilaranti, anche ,lo stile del racconto riesce ad acchiappare il pubblico: agile, con salti temporali e interazione con lo spettatore trovate para-testuali già presenti nel libro, tra cui il filp-o-rama, riprodotte sullo schermo con una resa ottima. 

Autore: ILARIA GIUDICI


Share |