GEOSTORM

 
Titolo Originale: Geostorm
Paese: USA
Anno: 2017
Regia: Dean Devlin
Sceneggiatura: Dean Devlin, Paul Guyot
Produzione: SKYDANCE PRODUCTIONS, ELECTRIC ENTERTAINMENT
Durata: 119
Interpreti: Gerard Butler, Jim Sturgess, Abbie Cornish, Ed Harris, Andy Garcia

2019. Il mondo è sempre più afflitto da pesanti alterazioni climatiche che generano immani disastri ma l’umanità è riusciuta, almeno in questa occasione, a unire le proprie forze e a dar vita a un progetto unitario. I migliori scienziati del mondo coordinati da Jack Lawson, un tecnico spaziale, sono riusciti a realizzare Dutch Boy, una complessa rete di satelliti in grado di controllare le condizioni metereologiche ed evitare così qualsiasi perturbazione pericolosa per l’uomo. Tre anni dopo, ci si accorge che qualcosa non funziona nel complesso impianto che sta causando incidenti climatici in alcune parti della terra. Viene richiamato in servizio Jack che si reca nella stazione orbitale che controlla il Dutch Boy, mentre suo fratello minore Max, assume il controllo dell’operazione da terra per conto del Presidente degli Stati Uniti. Jack non tarda a scoprire che il sistema è stato sabotato e che la cospirazione si è infiltrata anche nella Casa Bianca. Bisogna agire con prudenza....

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Se la Terra è in pericolo, due fratelli sanno impegnarsi fino al sacrificio di se stessi (o quasi)
Pubblico 
Tutti
Giudizio Tecnico 
 
Dopo aver doverosamente apprezzato la qualità della computer grafica impiegata nelle sequenze catastrofiche, occorre dire che la sceneggiatura è talmente elementare da risultare prevedibile a ogni passo

Se negli anni ’50 i film di fantascienza rispecchiavano i timori del subconscio collettivo per la bomba atomica o forme aliene provenienti dallo spazio, se dopo l’11 settembre si sono moltiplicati i film che ci allarmavano su cospirazioni di origine mediorientale ai danni del presidente degli Stati Uniti (in Attacco al potere il protagonista era già stato Gerard Butler), ora le minacce vengono dal clima, che l’umanità sta sconsiderabilmente trascurando di curare. Stranamente però la problematica climatica viene rapidamente messa da parte all’inizio del film, nei pochi minuti di descrizione dell’antefatto e da quel momento tutti i guai iniziano a provenire dal complesso sistema satellitare ideato dall’uomo. Nel caso qualcuno avesse avuto il dubbio che non si trattasse di un film catastrofico, gli autori si son presi la cura di proporre, a intervalli regolari, spezzando il flusso del racconto principale, sequenze altamente drammatiche di distruzioni di intere città e, per non far torto a nessuno, gli eventi accadono in tutte le parti del globo: in Cina come in Brasile, in Arabia come in Europa. Lo spettatore finisce per farsi una vera indigestione di grattacieli che crollano, maree gigantesche che invadono intere città, automobili proiettate in aria come fuscelli dall’esplosione delle condutture del gas.

Gerard Butler si è ormai specializzato nelle parti da eroe spaccone, un novello D'artagnan che non da’ retta a nessuno, agisce sempre come vuole lui e cavalca le navi spaziali come se fosse nato nel vuoto interstellare. La sceneggiatura è di una semplicità disarmante, quasi tutto è prevedibile, inclusa la conclusione del contrasto fra  i fratelli Jack e Max, alleggerita almeno da una certa ironia (tutta la sofisticata manomissione del sistema satellitare viene superata  con il classico reboot: occorre spegnere e riaccendere il sistema) e alla fine i buoni vincono e i cattivi saltano in aria.

Il film ha avuto una lunga e sofferta gestazione e ha subito vari rifacimenti. Lo si nota nell’aver introdotto, all’inizio del racconto, la voce narrante della figlia di Jack; un personaggio che poi scompare per riapparire  brevemente a metà racconto e per poi riapparire come voce nel finale. Jack risulta divorziato la sua ex moglie compare alla fine in una brevissima sequenza, senza altri chiarimenti sulla vita privata del protagonista. Non manca un insolito riferimento a teorie, che si sperava fossero state ormai superate, sul presunto conflitto fra scienza e fede: il cattivo di turno, nel giusticare il suo comportamento, proclama che “la scienza non deve giocare a fare Dio”.

Autore: Franco Olearo


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