MISS SLOANE - GIOCHI DI POTERE

Titolo Originale: Miss Sloane
Paese: USA
Anno: 2016
Regia: John Madden
Sceneggiatura: Jonathan Perera
Produzione: EUROPACORP, FILM NATION ENTERTAINMENT, ARCHERY PICTURES, FRANCE 2 CINEMA
Durata: 132
Interpreti: Jessica Chastain

Elizabeth Sloane è di mestiere una lobbista. Lei riesce, con molta abilità, su commissione dei suoi clienti, a spostare nella direzione da lei voluta, i voti dei deputati e dei senatori in riferimento a un certo disegno di legge che sta per essere votato. I mezzi sono spesso illegali ma mascherati da parvenze legali. Quando le viene richiesto di sostenere una legge che promuova l’uso delle armi da parte delle donne, Elisabeth decide di licenziarsi e di farsi assumere dall’ agenzia che combatte sul fronte opposto. Ma l’ambizione di vincere a tutti i costi le fa commettere qualche passo falso che sarà sfruttato dai suoi avversari….

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Il film denuncia la corruzione che pervade l’istituzione delle lobby americane e una lobbysta persegue i suoi obiettivi anche giusti, con metodi leciti e illeciti
Pubblico 
Adolescenti
Alcuni comportamenti sessualmente disinvolti, senza nudità. Battute umoristiche nei confronti di religiosi e religiose
Giudizio Tecnico 
 
La superba recitazione di Jessica Chastain è sostenuta da una brillante sceneggiatura e da una regia che dà la giusta tensione al racconto

Un tempo (anni ’40 , ’50) si producevano film dove il baricentro della storia era costituito dall’amore fra un uomo e una donna che si sviluppava fra mille ostacoli ma il lieto fine era garantito. I rispettivi ambienti lavorativi apparivano di sottofondo ed erano appena abbozzati. Non mancavano film di denuncia su determinati ambenti: uno dei più analizzati è stato quello della Stampa; citiamo solo L’asso nella manica (Ace in the Hole-1951) sulla spregiudicatezza con cui possono venir creati artificialmente casi da prima pagina o Piombo Rovente (Sweet Smell of Success – 1957) che denunciava lo strapotere della stampa specializzata. In tempi più recenti si è sviluppato l’interesse degli ambienti di lavoro di per sé, come realtà da raccontare nei suoi risvolti anche complessi. Ne è stato paladino Aaron Sorkin, che con le fiction West Wing - Tutti gli uomini del Presidente (1999-2006) e The Newsroom (2012-2014) ha raccontato come, con un lavoro di squadra, (il Presidente degli U.S.A., il Capo Redattore di un telegiornale televisivo con i loro staff) vengono affrontate decisioni spesso complesse alle quali non sono estranei risvolti squisitamente etici. In opere di questo genere conta come si svolge in dettaglio il processo decisionale fra persone molto concentrate sul loro lavoro e i temi amorosi vengono posti in second’ordine.

Un’ulteriore evoluzione si è determinata quando, fiction tv e film hanno iniziato a raccontare ciò che avviene in determinati ambienti di lavoro molto complessi, che sono diventati terreno di battaglia fra persone che si contendono il potere o la ricchezza.  In questi lavori ogni tematica su ciò che sia eticamente giusto o sbagliato viene posto da parte e ciò che cerca di attrarre l’attenzione dello spettatore è l’abilità, la spregiudicatezza del protagonista nello sfidare i suoi concorrenti, con mezzi molto spesso illegali. In queste situazioni l’amore uomo-donna viene trasformato in un puro strumento per la conquista del potere.

Sul crinale fra la prima e la seconda impostazione si sono posti i serial TV  di Vincent Gilligan (Breaking Bad- 2008-2013, Better Call Saul – 2015) dove partendo da una motivazione etica positiva (molto abile), uomini qualunque diventano più abili dei peggiori malfattori nei mondi dello spaccio della droga e quello legale). Ma il più noto fra tutti, quello che ha consolidato il genere, è stato sicuramente House of Cards-2013, che ci fa vivere quali sono, secondo la fiction, i meccanismi di conquista del potere alla Casa Bianca (anche cruenti). Viene abbandonato fin dall’inizio ogni tentativo di giustificare eticamente il comportamento del protagonista: ciò che deve affascinare lo spettatore è la fredda e inossidabile volontà del protagonista di raggiungere il suo obiettivo con qualsiasi mezzo (anche l’omicidio). Possiamo dire lo stesso di Billions-2016, la serie televisiva che ci introduce nel mondo delle speculazioni finanziarie e tutta l’attrattiva che la fiction cerca di appassionarci alle astuzie del protagonista Axe nel cercare di accumulare ricchezza e  sventare le insidie del procuratore generale Chuck Rhodes.

Questo Miss Sloane, si inquadra perfettamente in quest’ultima categoria. Il film entra, con molti dettagli tecnici, nel mondo delle lobby americane, nel come esistano in U.S.A. delle agenzie, come quella in cui lavora Sloane, che svolgono il compito di “convincere” senatori e parlamentari sulla validità di una legge in votazione. Non esistono, neanche in questo film, i buoni o i cattivi ma l’attrattiva del film sta tutta nello scoprire chi sarà così scaltro da sconfiggere i suoi avversari.

“Nel mestiere del lobbista ciò che conta è la perspicacia, la lungimiranza - ripete più volte Miss Sloane (foresight nella versione inglese)  consiste nell’anticipare le mosse degli avversari e escogitare delle contromisure. La vincitrice si piazza un passo avanti all’avversario e gioca la carta vincente”. Anche in questo film il tema amoroso è assente: la protagonista soddisfa le sue pulsioni prendendosi un amante a pagamento.

Le numerose sequenze nelle quali lei si intrattiene con il suo giovane staff che riesce a guidare con il fascino delle sue argute argomentazioni e la sua instancabile energia convalida il mito di come il lavoro sia, in queste nuove produzioni, l’unico contesto dove sia possibile realizzare pienamente se stessi.

Il racconto cerca di dare una parvenza positiva al comportamento di Elisabeth: si rifiuta di appoggiare una proposta di legge che faciliti l’acquisto delle armi da parte delle donne. La sua è però un’etica puramente utilitaristica e i mezzi che usa per raggiungere il suo scopo sono assolutamente disonesti. Anche nel finale, che naturalmente non sveliamo ma che la mette in buona luce per il sacrificio che lei compie, non toglie il fatto che lei abbia giocato sporco per raggiungere il suo obiettivo. Appare in questo modo una seguace della dottrina dell’opzione fondamentale, secondo la quale ciò che conta è l’obiettivo primario da raggiungere; la scelta dei mezzi per raggiungerlo è determinata dalle circostanze e dal contesto, fuori da un giudizio morale.

Il film è di ottima fattura. Jessica Chastain interpreta il suo personaggio, dedito al successo, brillante e trascinatrice del suo giovane staff, in modo superbo. La sceneggiatura ha sviluppato dialoghi-scontro appassionati e la regia riesce a tenere desta l’attenzione e la curiosità dello spettatore fino alla fine.

Autore: Franco Olearo


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