CASABLANCA (Franco Olearo)

 
Titolo Originale: Casablanca
Paese: USA
Anno: 1942
Regia: Michael Curtiz
Sceneggiatura: Julius J. Epstein, Philip G. Epstein, Howard Koch
Produzione: WARNER BROS.-FIRST NATIONAL PICTURE
Durata: 99
Interpreti: Humphrey Bogart, Ingrid Bergman, Paul Henreid, Claude Rains

Casablanca 1941. L’americano Rick gestisce un locale notturno di successo. Casablanca è sotto l’amministrazione della Repubblica di Vichy e gode di una certa autonomia rispetto alla Francia occupata dai nazisti ed è diventata uno snodo importante per quanti cercano di lasciare la parte dell’Europa occupata. L’American Bar di Rick è frequentato da uomini e donne un tempo ricchi e ora disposti a tutto pur di ottenere un visto per l’espatrio: spie, rivoluzionari e avventurieri. Arriva al locale anche la bella Ilsa con il marito Victor Lazlo, un dirigente della resistenza cecoslovacca, fuggito a un campo di concentramento nazista. Per Rich, rivedere Ilssa è un duro colpo. Si erano molto amati un anno prima a Parigi; dopo l’arrivo dei tedeschi avevano deciso di fuggire insieme ma lei era sparita all’ultimo momento, senza dare spiegazioni. Ora l’arrivo di Ilsa riapre in Rick quella profonda ferita del cuore che aveva cercato di coprire costruendosi una maschera di cinismo e indifferenza che gli aveva consentito di rifarsi una vita a Casablanca…

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Sono molti i valori presenti. L’impegno etico deve essere espressione di intime convinzioni che scaturiscono dalla stessa dignità della persona umana. L’importanza di chi sa dare un limpido esempio, a vantaggio di chi si sente insicuro o troppo debole. Il protagonista che ha saputo applicare le virtù della giustizia e della temperanza, trascendendo i suoi stessi affetti
Pubblico 
Tutti
Giudizio Tecnico 
 
Una sceneggiatura impeccabile, costituita da frasi rimaste famose nel tempo, un’ottima regia e la conferma del divismo di attori amati come Humphrey Bogart e Ingrid Bergman. Tre premi Oscar nel 1942

Il successo di Casablanca è indubbiamente insolito. La sua uscita nel 1942 non fece particolare clamore. Vinse 3 Oscar che vuol dire, nel linguaggio dei premi, un film buono ma non eccezionale. La sua fortuna però crebbe con il tempo; entrò con affetto nella memoria collettiva e ci restò per lungo tempo. Idolatrato da tutti i cinefili, a iniziare da Woody Allen che ne consolidò la fama  in Provaci ancora Sam, è stato ricordato ancora in film recenti come La La Land (Mia, la protagonista, ha nella sua camera un grande poster con l’immagine di Ingrid Bergman in Casablanca ) ma soprattutto Allied- Un’ombra nascosta ricostruisce la famosissima scena finale all’aeroporto, che diventa, anche in questo caso, il luogo dove viene consumato un sacrificio d’ amore.

Perché tanto successo, se non di cassetta, almeno nella memoria del pubblico? Il culto del divismo (in particolare per Humphrey Bogart e Ingrid Bergman) non costituisce una spiegazione sufficiente. Ha contribuito sicuramente l’impatto emotivo, nel pubblico più romantico, del sacrificio per amore. In fondo è lo stesso effetto scatenato dal film Titanic (lui si sacrifica perché lei possa salvarsi) su certi adolescenti che si sono potuti vantare di averlo visto fino a 70 volte. C’è comunque qualcosa di più, non solo per gli adolescenti ma per tutto il pubblico che probabilmente si è immedesimato in quella famosa scena dove i due protagonisti si sono trovati, in un unico, fatidico, istante, a dove prendere  una  decisione che avrebbe avuto conseguenze su tutto il resto della loro vita.

A nostro avviso c’è ancora qualcos’altro e cercheremo di trovarlo sviluppando quell’analisi che a noi più interessa, quella etica.

Il film, da questo punto di vista, è molto complesso. La stessa ambientazione a Casablanca, un territorio amministrato dalla Francia di Vichy alleata dei tedeschi ma non sotto il loro controllo diretto, spinge le persone all’ipocrisia e al doppio gioco. I due protagonisti non rientrano nella categoria degli eroi puri senza macchia ma proprio per questo appaiono più reali.  Rick si atteggia a persona neutrale per opportunismo e per continuare a mandare avanti i suoi affari e quando decide di aiutare una giovane coppia che ha bisogno di soldi per espatriare, lo fa autorizzando il croupier della sua sala giochi a barare. La delusione amorosa trova solo una parziale giustificazione al suo comportamento. È quanto lei rinfaccia a lui (dandogli del voi secondo il doppiaggio del tempo): “vi compiacete solo del vostro risentimento, pensate solo al vostro rancore”. In effetti Rick non è mosso da ideali assoluti di bontà e altruismo ma ha bisogno che qualcuno, dall’esterno, apra il suo cuore. E’ quanto gli accadrà quando Ilssa mostrerà di amarlo ancora.  Anche lei è incapace di decidere: si trova incerta fra due amori, e dice a Rick” Non so più cosa fare. Devi pensare per tutti e due e per tutti noi”. In effetti l’atteggiamento di una donna che riconosce la sua fragilità e sente la necessità di appoggiarsi alle robuste spalle di un uomo duro, che sa muoversi nelle situazioni difficili (all’epoca Humphrey Bogart e Clark Gable ne erano i migliori rappresentanti) marcano indubbiamente tutto il tempo passato: una frase di questo genere, sarebbe oggi, in tempi di promozione del Woman Power, inconcepibile. Solo Victor Laslo è l’uomo che pone se stesso al servizio di ideali superiori e sa trascendere i propri sentimenti: quando comprende che la moglie ha avuto un secondo amore, riconosce le condizioni eccezionali in cui ciò è avvenuto e conferma la fiducia che ripone in lei.

E’ proprio in un colloquio finale fra Rick e Victor che il tema etico giunge al suo punto nodale. “Vi siete mai chiesto se ne vale la pena?” chiede Rick in merito al suo impegno nella resistenza. “Sarebbe come chiedere perché respiriamo. Se noi cessassimo di combattere il mondo perirebbe”: è la risposta. “E che importa? Così finirebbero le sue miserie”.  “Somigliate a uno che cerca di convincere se stesso in qualcosa in cui non crede. Si direbbe che voi cerchiate di fuggire a voi stesso. Non ci riuscirete mai”.

Si tratta di un dialogo stupendo che sottolinea come la radice di ogni buono e nobile comportamento vada cercata dentro noi stessi. Non si tratta di obbedire a doveri che ci vengono proposti dall’esterno, ma di intime convinzioni che sono coerenti con la stessa dignità di esseri umani.  

E quanto saprà esprimere Rick che eserciterà al sommo grado la virtù della temperanza, riuscendo a vedere Ilssa, Laslo e lui stesso nell’obiettività della situazione che si era determinata, senza anteporre i suoi sentimenti e i personali desideri.

“Tu appartieni a lui. Anche tu sai che appartieni a Victor e sei necessaria per il suo lavoro. Ma anch’io ho qualcosa da fare e non potresti essermi di aiuto in ciò che devo fare”. Così, dietro la forma di un ragionamento impeccabile che esprime la personalità di Rick, meno idealista di Victor (anch’esso segnato dal tempo trascorso: la frase “tu appartieni a lui” per sottolineare il legame matrimoniale, difficilmente apparirà in un film di oggi) Rick consuma il suo sacrificio.

Nella versione del film disponibile in DVD, è stata reintrodotta la breve sequenza dove compare un ufficiale italiano, preso in giro per la sua loquacità.  E’ rimasta invece tagliata la frase di Rick quando racconta che era andato in Africa an aiutare gli etiopi contro l’esercito fascista. Nel DVD appare convertita in forniture di fucili ai cinesi contro i giapponesi.

Autore: Franco Olearo


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