I'M NOT ASHAMED

 
Titolo Originale: I'm not ashamed
Paese: USA
Anno: 2016
Regia: Brian Baugh
Sceneggiatura: Bodie Thoene, Robin Hanley, Philipa Booyens, Kari Redmond
Produzione: Visible Pictures(II), All Entertainment
Durata: 112
Interpreti: Masey McLain, Ben Davies, Cameron McKendry, Terri Minton

Il 20 aprile 1999 Eric e Dylan, due studenti della Colombine High School, non lontano da Denver – Colorado, entrarono armati nella scuola e uccisero, in modo selettivo, 13 persone, ferendone 24. Una delle prime a morire fu la diciassettenne Rachel Joy Scott. Il film riesce a ripercorre la breve vita della ragazza ispirandosi al diario personale che ci ha lasciato. E’ la storia di una adolescente come tante, che desidera partecipare alla recita scolastica di fine anno, che si innamora, non ricambiata, di un ragazzo ma soprattutto che ci ha lasciato, nelle pagine del diario, tutto il suo desiderio di avvicinarsi sempre di più a Cristo, attraverso la cura con cui si dedicava a chi aveva bisogno di un aiuto spirituale o materiale

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Una ragazza si impegna a diventare pienamente una seguace di Cristo, aiutando tutti i compagni e le compagne che hanno bisogno di lei
Pubblico 
Pre-adolescenti
Qualche scena di spari (senza sangue) nella parte finale del film potrebbe impressionare i più piccoli
Giudizio Tecnico 
 
Il film può contare sulla professionalità del regista Brian Baugh ma ci rivela anche una sorpresa: la bravura della protagonista, Masey McLain, che è riuscita a rendere, con grande sensibilità, lo sfaccettato personaggio di Rachel, capace di grandi slanci, ma anche di improvvise malinconie. Rispetto agli ultimi film distribuiti dalla Pure Flix (God's not dead 1 e 2) questo risulta meglio costruito

Rachel è una ragazza irrequieta; una sera esce dalla finestra, di nascosto dalla madre (il padre li ha lasciati da tempo) per partecipare a un party di giovani, dove spera di incontrare il ragazzo che forse riuscirà a farla entrare nel team della recita scolastica. È la madre, una brava cristiana, ad accorgersi, al suo ritorno, che ha bevuto e fumato e decide pertanto di farle passare l’estate nella fattoria di sua zia, in Lousiana. Qui si confida con la cugina, sua coetanea, manifestando la sua inquietudine, la sua incapacità di capire chi sia e cosa voglia veramente. La cugina le confessa che ha trovato il senso della sua vita solo quando si è decisa a vivere una vita per Gesù. Rachel ha sempre frequentato la Chiesa, sostenuta da sua madre ma ora inizia a capire che la fede non è solo un impegno formale, ma qualcosa che ha un senso pieno solo se accetta chequella fede la trasformi nel profondo. Dalle pagine del suo diario che ci vengono riproposte nel film, lei continua a vivere la vita scolastica con i suoi alti e bassi (le amicizie ma anche i pettegolezzi invidiosi delle compagne, le frequenti azioni di bullismo da parte dei ragazzi più violenti) ma più riceve delusioni (in particolare una delusione d’amore), più sente di aver toccato il fondo dello sconforto, più la sua volontà diventa ferma nell’aderire ai comandamenti di Gesù. Ora anche i suoi compagni e compagne hanno imparato che quando hanno un problema (molto spesso familiare: il divorzio dei genitori) o materiale (come Nathan, un senza-tetto e che vive di espedienti) possono rivolgersi a Rachel per avere parole di speranza e un sostegno concreto (Rachel è diventata membro di un’associazione caritatevole cristiana). "Vorrei cambiare il mondo", confida ai suoi amici più intimi..

Il massacro al Liceo Colombine occupa solo la parte finale del film; non viene raccontato il complesso di questa tragedia ma solo la sorte di Rachel. La ragazza è seduta sul prato della scuola, sta parlando con un ragazzo che ha problemi familiari. Arrivano Eric e Dylan e iniziano a sparare su di loro. Dylan alza la testa di Rachel: si accorge che non è ancora morta. Le chiede: “dov’è il tuo Dio ora? Tu credi ancora in Dio?” “Tu lo sai che io ci credo”, risponde lei. “Allora va da Lui” conclude Dylan e punta la mitraglietta alla sua tempia facendo fuoco.

Questo film ma in particolare la scena finale hanno scatenato le ire delle associazioni ateiste in U.S.A. perché sembra dipingere gli atei come dei criminali e i cristiani come dei martiri e perché non c’è nessuna testimonianza su cosa realmente si siano detti Rachel e Dylan in quegli ultimi istanti. Per undici mesi il trailer del film è stato oscurato su Youtube (in seguito Google, proprietaria di Youtube, ha chiesto scusa, dichiarando di essere stata male informata). Certamente non abbiamo testimonianze dirette, ma il colloquio proposto dal film risulta molto verosimile. Anche se Rachel era stata già gravemente colpita, ha ricevuto un colpo di grazia alla testa, segno di un preciso accanimento. Lo stesso Castaldo, il ragazzo che stava accanto a lei e che è sopravvissuto alle ferite riportate, ricorda che anche a lui era stato chiesto se credeva in Dio. Quando aveva risposto di no, era stato risparmiato. Esiste inoltre una registrazione audio dove i due massacratori chiamano Rachel una "stuck-up Christian bitch"', una stupida cagna cristiana.

Rachel aveva composto uno strano disegno a scuola, dove da un grande occhio uscivano delle lacrime, in tutto tredici. L’insegnante le aveva chiesto: perché proprio tredici? Ma Rachel non aveva saputo rispondere. Le vittime del massacro furono proprio tredici.

La fondazione Rachel’s Challenge, costituita dopo la sua morte, ha già raggiunto 22 milioni di persone, soprattutto in contesti scolastici, per mostrare la bellezza del suo esempio di ragazza che vive di fede cristiana e per tenere alta l’attenzione sul fenomeno del bullismo nelle scuole, spesso provocato dall’isolamento percepito dalle personalità più difficili.

Il film è attualmente disponibile in DVD con audio e sottotitoli in inglese

Autore: Franco Olearo


Share |