MAL DI PIETRE

Titolo Originale: Mal de pierres
Paese: Francia, Belgio
Anno: 2016
Regia: Nicole Garcia
Sceneggiatura: Nicole Garcia, Jacques Fieschi
Produzione: Les Productions du Trésor
Durata: 120
Interpreti: Marion Cotillard, Alex Brendemühl, Louis Garrel

Gabrielle (Marion Cotillard) viene da un paesino del sud della Francia. Contro il suo volere, i genitori la obbligano a sposare José (Alex Brendemühl), un onesto e amorevole contadino spagnolo che, secondo loro, la renderà una donna rispettabile. Un giorno, Garbrielle si reca sulle Alpi per curare i suoi calcoli renali, e lì incontra André (Louis Garrel), un affascinante reduce rimasto ferito durante la guerra d’Indocina, che risveglia in lei una passione sopita

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Il film sembra mandare due messaggi contrapposti: da un lato esalta i desideri e le fughe erotiche, immaginarie o reali, della protagonista, mentre dall’altro racconta di un matrimonio non voluto ma che alla fine si configura come un luogo felice sostenuto da un affetto concreto e solido. Vero personaggio positivo del film è il marito della protagonista che con la sua pazienza riesce costruire con la donna una relazione durevole, fondata su sentimenti di delicato rispetto
Pubblico 
Maggiorenni
Alcune scene di nudo ed erotiche
Giudizio Tecnico 
 
Nonostante la storia sia lunga ed articolata, il film riesce a coinvolgere grazie ad una narrazione pulita, sorretta dall’ottima interpretazione dei personaggi principali, da una suggestiva fotografia e da ambientazioni che variano di continuo in modo aderente alla storia

“Con lei non si sa mai se è vero o no” dice la madre di Gabrielle, perché questa giovane donna del sud della Francia è strana agli occhi di tutti. Gabrielle è la protagonista di Mal di pietre, film francese di Nicole Garcia presentato in concorso al 69esimo Festival del Cinema di Cannes, tratto dall’omonimo romanzo italiano del 2006 di Milena Agus. Marion Cotillard interpreta in questa storia un personaggio particolare, costantemente sospeso in un precario equilibrio tra follia e insoddisfazione esistenziale.

La regista del film spiega di essere stata colpita dalla figura femminile rappresentata dalla protagonista del romanzo della Agus, una donna che vive nella Sardegna del dopoguerra. La trasposizione cinematografica del libro sposta la storia in un paesino del sud della Francia negli anni ’50, ma resta ugualmente concentrata sulla protagonista, una donna dall’affettività fragile, passionale e profondamente confusa.

Gabrielle è una giovane donna emotivamente disorientata dai primi turbamenti sessuali; sogna di vivere un amore coinvolgente e passionale e soffre di improvvise e dolorosissime fitte al ventre che la fanno urlare e contorcersi senza che nessuno riesca a comprenderne la ragione. A causa di questa sua condizione viene giudicata pazza dalla piccola comunità in cui vive. Per non rinchiuderla in manicomio i suoi genitori la obbligano a sposare José, un semplice contadino spagnolo, un uomo rude ma onesto e rispettabile.

Contro la sua volontà Gabrielle sposa José, che però piano piano si rivela un marito assai paziente e, nonostante i suoi silenzi, anche devoto. Presto la coppia scopre anche la ragione del malessere della donna: Gabrielle soffre del mal di pietre, ovvero calcoli renali che richiedono un ciclo di cure in una clinica. José spinge la moglie a curarsi ma nel corso del suo ricovero Gabrielle conosce André, un ex combattente ferito durante la guerra in Indocina. Gabrielle comincia a desiderare disperatamente di fuggire con André e liberarsi da un matrimonio che le sembra una prigione.

Mal di pietre, tanto il romanzo quanto il film, coinvolgono in una storia in cui realtà e immaginazione restano spesso fuse e confuse. Gabrielle è un personaggio che disorienta, perché se da un lato potrebbe suscitare compassione per la sua fragilità, per i suoi malesseri e per il modo con cui viene rifiutata dalla società e dalla famiglia, dall’altro stupisce per la sua ossessiva ricerca di esperienze passionali e la sua continua fuga in un mondo immaginario fatto di sentimenti e desideri.

Tuttavia, mentre Gabrielle vive nella sua realtà parallela e tormentata, quel mondo da cui fugge e che le appare così mediocre si configura sempre più come un luogo sereno, forse poco emozionante ma accogliente e solido. Accanto a lei infatti José non smette di costruire silenziosamente, con semplicità e pazienza la casa e la famiglia in cui Gabrielle possa trovare gioia.

Sebbene la storia sembri dare ragione a Gabrielle, ai suoi desideri di evasione erotica e di fuga da una realtà opprimente e chiusa, il paesaggio suggestivo e gli ambienti accoglienti legati alla vita matrimoniale trasmettono una più intensa e serena poesia tutta legata alla figura di José. Di fronte al rapporto distorto e confuso che Gabrielle vive rispetto all’amore e alla realtà, la perseveranza di suo marito, nonostante il suo ermetismo, riesce a conquistare uno spazio di felicità, forse meno travolgente di quanto la donna avrebbe voluto, ma certamente più profonda e durevole. 

Autore: Vania Amitrano


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