THE STARTUP - ACCENDI IL TUO FUTURO (F. Olearo)

Titolo Originale: The Startup - Accendi il tuo futuro (F. Olearo)
Paese: ITALIA
Anno: 2017
Regia: Alessandro D'Alatri
Sceneggiatura: Francesco Arlanch, Alessandro D'Alatri
Produzione: CASANOVA MULTIMEDIA, CON RAI CINEMA
Durata: 97
Interpreti: Andrea Arcangeli, Paola Calliari, Luca Di Giovanni, Matilde Gioli

Matteo Achilli, 18enne romano, è stato selezionato per entrare alla Bocconi ma rifiuta di andarci dicendo di no a suo padre, che è disposto a fare i sacrifici necessari per questo figlio di talento. I suoi obiettivi sono diversi: spera di diventare un campione di nuoto e si sente molto legato alla sua ragazza: Emma. La delusione di non esser stato scelto per la nazionale nuotatori lo spinge a concepire un sito che sia in grado, in modo obiettivo, di scegliere il candidato migliore per una certa posizione di lavoro e al contempo si iscrive alla Bocconi. Da questo momento Matteo è tutto concentrato nella realizzazione del suo sito, che chiama Egomnia, con l’aiuto di un bravo ingegnere, Giuseppe ma ciò crea delle incomprensioni con la sua Emma, anche perché a Milano ci sono molte distrazioni….

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Un ragazzo sa essere coerente con i suoi progetti, conservando gli affetti e le amicizie che lo aiutano a maturare. Una situazione di relazione fuori del matrimonio
Pubblico 
Adolescenti
Un breve nudo femminile. Allusione a un incontro notturno a tre
Giudizio Tecnico 
 
Regia e sceneggiatura e colonna sonora risultano perfettamente amalgamate in un racconto prettamente italiano, che non cerca di imitare riferimenti americani più famosi

Dobbiamo constatare con piacere che in tempi recenti il cinema ha deciso di mettere a fuoco la galassia degli adolescenti e degli young-adult con una nutrita serie di lavori sul tema. Che si tratti di un universo dove c’è ancora molto da esplorare e che ancora sfugge a qualsiasi consolidata classificazione, lo si percepisce dalle storie, spesso diametralmente opposte che vengono raccontate.  Basterebbe confrontare L’estate addosso di Gabriele Muccino (a cui va il merito di aver aperto questa nuova stagione di film giovanili) e The Startup. Nel primo, quattro ragazzi corrono lungo una spiaggia cubana e concludono che la loro felicità sta tutta lì, in quel momento unico di piacere sensitivo, lontani da qualsiasi responsabilità, a cui si aggiunge alla fine quel terribile, quasi obbligatorio per ogni film giovanile: “ricordati di essere sempre te stessa”, una sorta di manifesto di esistenzialismo egocentrico. In The startup, ricavato da una storia vera, il protagonista è posizionato agli antipodi dello spettro antropologico. Matteo vive per costruire qualcosa nella sua vita e adegua la sua personalità e i suoi comportamenti in modo da raggiungere l’obiettivo che si è prefissato. Ovviamente anche questo atteggiamento può essere un’altra forma di egocentrismo ed Emma più volte non manca di rinfacciargli che Egomnia è solo espressione del suo io smisurato.  Per fortuna la sceneggiatura non ci propone un imprenditore spietato, capace di calpestare anche gli amici, com’era accaduto al Mark Zuckerberg di The Social network, ma un ragazzo che cerca sì, di raggiungere con determinazione i suoi obiettivi ma al contempo sa comprendere dove ha sbagliato e cerca di correggersi. Senza voler svelare niente di più della trama, occorre riconoscere che i valori su cui si appoggia Matteo per crescere come imprenditore e come uomo, vengono ben valorizzati: l’affetto dei genitori, la collaborazione e l’amicizia con Giuseppe, l’amore per Emma.

La qualità della sceneggiatura appare evidente anche per contrasto con altri film usciti da poco sul mondo degli adolescenti: se Classe Z era costruito intorno a giovani-stereotipo che si muovevano spinti da un meccanismo di trama facilmente prevedibile, qui il racconto procede per balzi successivi, interruzioni che costringono i protagonisti a deviare verso altri percorsi, precisamente come nella realtà siamo spesso costretti a cercar di mantenere gli stessi obiettivi adeguandoci alle nuove circostanze. Regia e sceneggiatura si sono ben amalgamate e ci sono dei momenti dove questo risulta particolarmente evidente. Quando Matteo invita Emma a Milano e, cercando di fare colpo su di lei, la invita a un lussuoso ristorante e poi a un albergo cinque stelle, la reazione di Emma è pienamente giustificata: percepisce in lui la perdita di ogni spontaneità e si sente vista come se fosse una escort di qualche magnate russo di passaggio. Anche il colloquio fra Matteo e il professore della Bocconi che lo redarguisce per essersi presentato all’esame impreparato è una bella lezione di serietà che invita il ragazzo ad abbassare la cresta di imprenditore rampante.

Solo le ambientazioni a Milano e a Roma, risultano discontinue. Ben realizzata quella di Milano, con numerose riprese all’interno della Bocconi e la presenza di giovani molto “milanesi”, dinamici e impegnati. Non si può dire lo stesso dell’ambientazione romana dove avrebbe dovuto emergere la realtà di una famiglia che vive in borgata e che ha raggiunto con fatica una posizione dignitosa. Sono situazioni più dette che viste. Anche la reazione rabbiosa di Matteo, scavalcato nel nuoto da un ragazzo raccomandato, con frasi del tipo “hai rubato anche la tua nuova casa ai Parioli?”, che dovrebbero alludere a intrallazzi da palazzinaro, appaiono un po’ sbrigative. 

Autore: Franco Olearo


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