SLAM - Tutto per una ragazza

Titolo Originale: SLAM - Tutto per una ragazza
Paese: ITALIA
Anno: 2016
Regia: Andrea Molaioli
Sceneggiatura: Francesco Bruni, Ludovica Rampoldi, Andrea Molaioli
Produzione: INDIGO FILM CON RAI CINEMA
Durata: 100
Interpreti: Ludovico Tersigni, Barbara Ramella, Jasmine Trinca, Luca Marinelli

Samuele è un adolescente che vive con sua madre che lo ha avuto a sedici anni, mentre il padre li ha lasciati molto presto. Alice è figlia di una coppia benestante, che le concede molta libertà. E’ proprio questa libertà che rende facile l’incontro fra i due ragazzi e la successiva gravidanza. Samuele, che ha vissuto fino a quel momento solo della sua passione per lo skateboard, si ritrova senza bussola in un oceano a lui sconosciuto....

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Il film prospetta un quadro desolante di adolescenti e adulti che non sanno dirigere la propria affettività e i figli sembrano essere più frutto di un momento di distrazione che di un gesto desiderato e voluto
Pubblico 
Maggiorenni
Le tematiche sessuali, gestite con particolare disinvoltura, non sono adatte per persone non mature.
Giudizio Tecnico 
 
Il regista si esprime con un linguagio essenziale e mostra una buona coerenza narrativa. Gli attori sono tutti nella parte

L’inizio della storia non può che lasciarci sconcertati. Samuele è appassionato di skateboard. Fin qui niente di male ma lo skateboard è tutto il suo universo culturale: il suo idolo è l’asso di questa disciplina, Tony Hawk, di cui legge avidamente la biografia e che diventa, nella sua fantasia, il suo confidente, il suo esperto di vita. Alice va molto male a scuola e ogni nuova attività che cerca di intraprendere (musica, pittura) finisce presto per annoiarla. E’ esperta invece in amore e lasciata da appena tre giorni dal precedente ragazzo, al primo appuntamento con Samuele non accetta di andare a cinema ma lo conduce in camera sua. Il panorama offerto dagli adulti non è meno confortante. La madre di Samuele è rimasta incinta a sedici anni ma ha avuto il coraggio di allevarlo da sola, mentre il padre si è eclissato alle prime difficoltà. I genitori di Alice sembrano disinteressarsi dell’educazione della figlia o piuttosto propendono per un approccio permissivo.

Una volta che lo spettatore accetta comunque di stare al gioco del regista e sceneggiatore Andrea Molaioli, bisogna riconoscere che la storia avanza con insolita coerenza. E’ inutile aspettarsi profondità di pensiero e riflessioni in questi personaggi che di fronte al vuoto culturale e umano in cui si muovono, reagiscono all’evento (la gravidanza inaspettata di Alice) in base a dei loro istinti primordiali. E’ proprio in questo contesto che risalta maggiormente la forza della natura, che segue il suo corso a dispetto di tutto e di tutti e quel bambino che nasce e che cresce, anno dopo anno, finisce per costituire l’aspetto più bello del film, la cui luminosità mette maggiormente in evidenza l’incapacità cronica degli uomini di assumersi delle responsabilità e di restare coerenti con esse.

Tutta la vicenda è vista attraverso gli occhi di Samuele, un sedicenne che vive più di sogni che di realtà; è di poche parole e quando parla conclude sempre con un “non lo so” lasciando che siano gli altri a prendere delle decisioni per lui. Samuele (grazie alle pagine del romanzo di Nick Hornby a cui si ispira il film) costituisce un ritratto riuscito del mondo magmatico dell’adolescenza, dove i sogni hanno la stessa consistenza della realtà. Molto riusciti i flashforward che servono per esprimere ciò il ragazzo pensa del suo prossimo futuro e la sua fuga da casa di fronte alla prossima responsabilità paterna, rivela bene un’altra caratteristica di quell’età: la difficoltà a confidarsi con qualcuno e il peso che si determina nel tenersi tutto dentro.

Alice è meno complessa, segue il suo istinto naturale e accetta di diventare madre contro il parere dei genitori, forse con la segreta speranza di trattenere a se’ Samuele.

Gli attori sono tutti nella parte e Luca Marinelli, che interpreta il padre cialtrone di Samuele, ha modo di confermare la sua bravura.

Dispiace che il film, soprattutto nel finale, si allinei, senza particolare coraggio, ai tanti lavori che prospettano una umanità incapace di prendere in mano la propria vita e che si limita a seguire agli impulsi del momento, senza cercare con tenacia la propria felicità.

In fondo il film, sia pure in modo indiretto, dimostra quanto sia importante, per la maturazione degli adolescenti, l’approfondimento culturale e l’educazione all’affettività.

Autore: Franco Olearo


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