THE GREAT WALL

 
Titolo Originale: The Great Wall
Paese: Cina, USA
Anno: 2016
Regia: Zhang Yimou
Sceneggiatura: Carlo Bernard, Doug Miro, Tony Gilroy
Produzione: ATLAS ENTERTAINMENT, KAVA PRODUCTIONS, LEGENDARY EAST, LEGENDARY PICTURES, LE VISION PICTURES
Durata: 104
Interpreti: Matt Damon, Jing Tian, Pedro Pascal, Willem Dafoe

Nella Cina del XV secolo, William Garin e Pero Tovar sono gli unici due superstiti di una spedizione occidentale alla ricerca della polvere nera, la nuova arma scoperta dai cinesi, che potrebbe ribaltare gli equilibri di potere in Europa. Mentre stanno fuggendo da un essere misterioso che li ha attacati di notte, si imbattono nella muraglia cinese. Catturati, vengono informati dalla bella Lin Mei, vicecomandante dell’Ordine senza nome, che il peggiore nemico che il suo esercito è impegnato a fronteggiare è costituito dai mostruosi Taotie che ogni 60 anni si risvegliano assetati di carne umana. I due europei prendono strade diverse: William decide di aiutare Lin Mei a combattere i Taotie, mentre Pero vuole continuare a cercare la polvere nera…

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Solidarietà con gli altri, ardimento, disprezzo del pericolo: sono le virtù militari che prevalgono
Pubblico 
Pre-adolescenti
L'aggressività di qualche mostro potrebbe spaventare i più piccoli
Giudizio Tecnico 
 
Un film tecnicamente potente, una gioia per gli occhi ma con una sceneggiatura da puro videogame, intesa solo a mostrare complessità crescenti nel combattere un nemico molto cattivo

I due giganti si sono incontrati. Non si tratta di giganti presenti in questo film che può venir classificato sicuramente più un film fantasy che storico, ma si tratta di Hollywood e del Cinema Cinese. Da tempo i due giganti si fronteggiano e cercano di entrare l’uno nel mercato dell’altro. In questo caso hanno deciso di allearsi, cercando di configurare un film che potesse venir apprezzato in entrambi gli emisferi.

Gli ingredienti per riuscire a realizzare quest’obiettivo sono stati impiegati tutti: un budget di 135 milioni di dollari, un regista del calibro di Zhang Yimou, un tempo noto per un film d’autore come Lanterne Rosse e divenuto in seguito realizzatore di epici wu xia pian, come Hero o La foresta dei pugnali volanti. Un attore americano di richiamo come Matt Damon e per immettere l’abbondante computer grafica richiesta sono state scelte la Industrial Light & Magic e la Weta Workshop, ovvero i neozelandesi che hanno realizzato Il signore degli anelli e Il Trono di Spade. Le musiche sono di Ramin Djawadi, noto anche in Italia per il suo impegno in Il trono di spade e Westworld.

I risultati si vedono tutti nelle scenografiche sequenze di battaglia, dove occorre affrontare, combinando abilità e astuzia, quei brutti mostri a quattro zampe che sono i Taotie. I limiti stanno invece nella sceneggiatura che cerca di suscitare al più un interesse da videogame: riusciranno i nostri eroi, a superare in astuzia, nei vari gironi di guerra sempre più difficili, un nemico tanto, tanto cattivo? Non ci sono complesse situazioni dove il male fa fatica a distinguersi da bene, non ci sono metafore che invitano ad aprirsi al “diverso: i  cattivi sono solo cattivi e non si parla con loro, visto che si limitano a ruggire. Fra i due combattenti di sesso e di razza diversa (impersonati da Matt Demon e Jing Tian), non c’è da aspettarsi alcun stimolante battibecco nè tantomeno uno sviluppo romantico ma solo l’onore delle armi fra due combattenti valorosi.

Non si può neanche dire che il film sia riuscito come felice incontro fra culture diverse: a nostro avviso prevale decisamente la componenete dell’estremo oriente, con risvolti inquietanti.  Il film presenta colori vistosi, ottenuti sopratutto giocando sulle sgargianti divise dei combattenti cinesi, tutti perfettamente allineati, pronti a eseguire gli ordini all’unisono, con un tono vagamente propagandistico. E’ proprio questo l’aspetto che può disorientare lo spettatore occidentale: questi corpi militari perfettamente allineati, i soldati visti come tanti burattini, quella loro “naturalezza” nel morire per salvare gli altri, getta una luce sinistra su un’umanità dove conta la specie, non l’individuo.

Se mai c’è un incontro fra le due culture, è a vantaggio di quella orientale: in un dialogo fra William e Lin, l’avventuriero occidentale si mostra ancora preoccupato soprattutto di far soldi portando a casa la polvere nera; dopo un colloquio con lei,  William viene convertito al principio che l’aver fiducia l’uno nell’altro sia l’unica cosa che conti, oltre ad essere una  garanzia di vittoria e  decide di offrire le sue abilità guerresche alla giusta causa della lotta ai Taotie.

Il film ha uno sviluppo lineare e altamente positivo: chi esercita una serie di virtù come la lealtà, il coraggio, il sacrificio, alla fine conquisterà la vittoria mentre chi pensa solo al proprio guadagno (come fanno gli occidentali), finirà per perire.

Autore: Franco Olearo


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