IL CLIENTE

Titolo Originale: Forushande (The salesman)
Paese: IRAN
Anno: 2016
Regia: Asghar Farhadi
Sceneggiatura: Asghar Farhadi
Produzione: Arte France Cinéma, Farhadi Film Production, Memento Films Production
Durata: 125
Interpreti: Shahab Hosseini, Raana Etesami, Babak Karimi

Emad e Rana, una giovane coppia di sposi iraniani, sono improvvisamente costretti a lasciare il loro appartamento nel centro di Téhéran a causa dei lavori di un vicino cantiere che ha reso pericolante il loro edificio. Tuttavia la nuova sistemazione li fa precipitare in una situazione terribilmente spiacevole che metterà in crisi anche il loro rapporto

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
I due sposi protagonisti vivono un’esperienza che mette a dura prova il loro legame affettivo, la loro coscienza ma anche la loro posizione rispetto alla società. Il film coinvolge in una delicata ma intensa riflessione su concetti come il giudizio dell’altro e l’importanza della propria integrità morale e del perdono.
Pubblico 
Maggiorenni
Non a causa di scene violente o volgari, ma a causa dei temi affrontati, facilmente comprensibili solo ad un pubblico di adulti
Giudizio Tecnico 
 
Su tutto domina una sceneggiatura equilibrata in grado di raccontare anche ciò che non si vede, come le emozioni o le scene più violente, senza per questo privare lo spettatore della necessaria partecipazione alla storia

Come sarebbe la trasposizione cinematografica iraniana di una famosa opera drammaturgica americana? Il regista persiano Asghar Farhadi, già direttore di Una separazione, miglior film in lingua straniera agli Oscar 2012, per il soggetto del suo ultimo lavoro ha preso ispirazione proprio da una famosa commedia teatrale di Arthur Miller, Morte di un commesso viaggiatore, e ha realizzato un altro successo. Con Il cliente (The salesman) Asghar Farhadi si è già aggiudicato infatti il premio per la miglior sceneggiatura all’ultimo Festival di Cannes, dove anche Shahab Hosseini per la sua interpretazione nel film ha ricevuto il riconoscimento di miglior attore protagonista.

Se Miller nella sua opera intendeva rivolgere una critica al sistema culturale americano principalmente fondato su valori come il successo e la ricchezza materiale, Asghar Farhadi riesce a trasportare egregiamente temi simili ma più contemporanei in una storia profondamente inserita nella moderna struttura sociale iraniana. L’esperienza e l’interiore percorso umano diventano gli assoluti protagonisti del film. 

Ne Il cliente Emad (Shahab Hosseini) e Rana (Raana Etesami) sono una coppia di giovani sposi di Téhéran. In una città caotica in cui modernità e degrado convivono, i due protagonisti, senza scontrarsi con le tradizioni ma distinguendosi per una formazione culturale di un certo spessore, cercano di costruirsi una vita serena insieme, nonostante le scarse disponibilità economiche. A causa del prepotente sfruttamento del territorio da parte dell’industria edilizia che minaccia la stabilità della palazzina in cui vivono sono costretti a cercare una nuova abitazione e grazie ad un amico con cui recitano in una compagnia teatrale amatoriale riescono a trovare una dignitosa sistemazione in un appartamento appena liberato da una misteriosa inquilina. Qui purtroppo però Rana, per un malinteso, viene aggredita da uno sconosciuto mentre Emad è fuori casa. Da questo momento in poi la vita personale e sociale della giovane coppia si complica terribilmente.

Mentre Rana porta su di sé ancora i segni dell’aggressione e fatica a superare il trauma e la vergogna per la violenza subita, in Emad comincia a crescere la rabbia e un nuovo inaspettato sentimento di disonore difficile da gestire.

Farhadi esplora il mondo delle emozioni e dei pensieri che si sviluppano in una coppia inserita in una situazione difficile da gestire sia al livello privato che pubblico, soprattutto in una cultura particolare come quella iraniana. L’amore, la fiducia e la comprensione verso l’altro sono sentimenti che cominciano ad entrare in lotta con il senso di vergogna, il desiderio di vendetta e di riscatto e il bisogno di comprensione.

Senza mia diventare violento, il film descrive la parabola di un percorso emotivo vissuto da prospettive diverse e complementari come quella della donna, ferita e violata, e dell’uomo, umiliato e offeso. All’interno della storia si inseriscono però anche altre vicende umane che con il loro portato di difficoltà e povertà influiscono fortemente sulle vite dei due protagonisti. Il film pone i due protagonisti, con i loro valori e la loro capacità di gestire le emozioni e i giudizi, a dura prova e momento per momento impone loro continue e difficili scelte.

La quotidianità con le sue piccole azioni di ogni istante diventa il motore del dramma che al suo apice di violenza non può trovare altra via di riscatto e superamento che nel perdono. Un perdono che però pare quasi impossibile perché sembra rendersi necessario per quasi tutti i personaggi, tranne forse che per la protagonista, e quindi richiede la partecipazione e lo sforzo di tutti.

Autore: Vania Amitrano


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