SING

 
Titolo Originale: Sing
Paese: USA
Anno: 2016
Regia: Garth Jennings
Sceneggiatura: Garth Jennings
Produzione: Durata 110' Colore C Genere ANIMAZIONE, MUSICALE Produzione ILLUMINATION ENTERTAINMENT
Durata: 110

Buster è un simpatico koala, che possiede un teatro, costruito anni addietro grazie ai sacrifici del padre, il quale, per poterlo realizzare, non ha mai disdegnato di lavorare per molte ore al giorno come lavavetri. Il teatro, però, si trova ora sotto il pignoramento di una banca e rischia di chiudere. Buster, infatti, ha accumulato molti debiti e non riesce a pagarli, dato che i suoi spettacoli si rivelano continuamente dei flop di pubblico. Non avendo nulla da perdere, Buster decide di giocarsi un’ultima carta: tenta di attirare le folle con una gara di canto, offrendo un montepremi di 1000 dollari. Per errore, però, si diffonde un volantino che reca un’informazione sbagliata: ovvero che il montepremi ammonta a 100.000 dollari. L’equivoco attirerà tantissimi abitanti della città, che si presenteranno in massa per l’audizione, ma farà finire ancora più nei guai il povero koala. I problemi di Buster si risolveranno solo quando gli aspiranti cantanti da lui selezionati per la gara accetteranno di mettere gratuitamente al servizio della cittadinanza le proprie doti artistiche: la generosità e la passione disinteressata di questi nuovi e talentuosi amici saranno la salvezza di Buster e del suo teatro…

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Il cartone animato mostra come il sacrificio, la perseveranza, la tenacia siano delle vie privilegiate per raggiungere obiettivi importanti e duraturi nella vita. Il film insiste poi sul valore della generosità, della gratuità e invita a coltivare le proprie passioni con amore e per amore, senza aspettarsi necessariamente un tornaconto.
Pubblico 
Tutti
Giudizio Tecnico 
 
Il film risulta originale, spiritoso, piacevole da seguire sia per i bambini che per i grandi. Il susseguirsi di incomprensioni, problemi, colpi di scena fanno sì che il cartone animato sia avvincente e scorra rapidamente. Il film risulta movimentato e simpatico anche perchè ha per protagonisti degli animali buffi, personificati, che interpretano e ballano brani musicali molto famosi: essi coinvolgono lo spettatore e suscitano ilarità.

Buster Moon è un tipo ottimista, forse persino utopista: fatica a guardare in faccia la realtà e ad arrendersi di fronte ad essa. Il suo teatro sembrerebbe senza speranze, ormai: gli affari vanno molto male e lui è messo alle strette dalla sua banca, eppure non smette di credere che quell’edificio costruito con il sudore del padre e così intriso di ricordi possa ritrovare il suo vecchio splendore.Buster si presenta come un esempio di tenacia, anche se a tratti si rivela un po’ ingenuo e sprovveduto. La sua qualità più spiccata resta, comunque, la capacità di lottare anziché lasciarsi andare. A dargli forza e determinazione nella ricerca di una soluzione che scongiuri il fallimento dell’impresa probabilmente sono proprio la stima e la riconoscenza che nutre nei confronti di suo padre: un grande sognatore e un instancabile lavoratore.

Il film ci mostra un bellissimo rapporto tra padre e figlio. Anche se il genitore è ormai venuto a mancare, per Buster continua ad essere importante non deluderlo e fare di tutto perché i suoi sacrifici non siano vanificati. Buster vede nel padre un modello cui ispirarsi e desidera comportarsi in modo tale che, se fosse vivo, potrebbe essere orgoglioso di lui. È proprio pensando a ciò che potrebbe rendere felice il padre che decide di indire una gara di canto, nel tentativo di ridare vita al teatro. Le audizioni del concorso faranno quindi emergere dei talenti, che si troveranno inizialmente a gareggiare gli uni contro gli altri, per aggiudicarsi il premio.

Veniamo allora a conoscenza delle storie dei vari personaggi: storie di persone comuni, che amano la musica, il canto e il ballo, ma faticano a coltivare la propria passione.

Il film mostra infatti come le passioni possono cozzare con delle difficoltà logistiche presentate dalla vita quotidiana.

È questo il caso di una simpatica maialina, sposata e madre di ben 25 figli, che vorrebbe fare la cantante ma ha una casa e una famiglia da accudire… Eppure, dimostra che con un po’ di ingegno e una discreta capacità organizzativa è possibile combinare impegni e divertimento, tempo da dedicare agli altri e tempo da dedicare a se stessi: pur cercando di non far mancare nulla ai suoi famigliari, decide quindi di coltivare il suo sogno. Il film mette in luce anche quanto possa essere difficile per dei ragazzi seguire le proprie aspirazioni, le proprie inclinazioni e non la strada imposta dai genitori. È così, ad esempio, per il giovane orango, che per soddisfare le aspettative del padre è tentato di mettere da parte la sua passione per la musica. Alla fine, tuttavia, riuscirà a fare ciò che ama e anche a rendere orgoglioso suo padre…

Il film propone anche la storia di una timida e fragile elefantina, piena di talento ma incapace di esprimerlo. Incoraggiata dai suoi amici, riuscirà ad essere se stessa, a superare le proprie paure e la propria insicurezza, a sciogliersi e darà vita ad un’esibizione da vera star. L’antagonista in tutta la vicenda è un topolino pieno di sé e narcisista, che non canta per passione, bensì per vanità. Egocentrico e spavaldo, egli fa credere a degli aguzzini di essere già in possesso del ricco montepremi (che in realtà neppure esiste). Ciò avrà delle conseguenze devastanti per il teatro, che sarà letteralmente distrutto.  Ma se la fine è segnata dalla presunzione di uno, la rinascita sarà possibile grazie all’impegno di tutti. Ciò che sembrava perduto per sempre, tornerà allora in piedi, ancora meglio di prima.Dapprima in gara gli uni contro gli altri, i vari personaggi si ritroveranno a collaborare per rimettere in piedi un teatro caduto in frantumi. Non ci sarà nessun vincitore, bensì un’unica vittoria condivisa: l’inaugurazione di una nuova primavera per l’impresa di Buster.

Il film insegna che la generosità, la collaborazione, il lavoro in team portano a dei successi inaspettati, molto più grandi di quelli che si sarebbero potuti ottenere se ciascuno avesse pensato solo per sé.

Autore: Cecilia Galatolo


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