BRACCIALETTI ROSSI 3 (episodi 1-3)

Titolo Originale: Braccialetti Rossi 3
Paese: ITALIA
Anno: 2016
Regia: Giacomo Campiotti
Sceneggiatura: Giacomo Campiotti, Sandro Petraglia
Produzione: Palomar, Rai Fiction,
Durata: Su RaiUno 8 episodi dal 16 ottobre 2016
Interpreti: Carmine Buschini, Aurora Ruffino, Brando Pacitto, Denise Tantucci, Carlotta Natoli

Leo, protagonista indiscusso della serie “Braccialetti Rossi 3”, spinto dai suoi amici e dalla fidanzata Cris, è tornato in ospedale per curarsi, per combattere, tra momenti di fiducia e di cedimento, con un cancro al cervello molto aggressivo, che non gli lascia molte speranze di vita. Ma Leo non è il solo a rischiare di morire: in stanza con lui, ora, c’è Roberto, detto Bobo, un ragazzo chiuso, malinconico e un po’ cinico, affetto da una grave malformazione cardiaca. Il nuovo cardiochirurgo sopraggiunto in ospedale ha preso subito a cuore il suo caso e ora cerca in tutti i modi di salvargli la vita. Anche Nina, malata già nella scorsa stagione, si trova ancora a lottare contro un cancro al seno, che tiene nascosto ai genitori per non arrecare loro dolore. In ospedale si trova anche Flam, bambina non vedente, che attende di poter essere operata per riavere la vista, ma, dal momento che i genitori non hanno cellule staminali compatibili, non le resta che un’unica speranza: Margherita, la sorella maggiore che non ha ancora conosciuto… Accanto a questi ragazzi sofferenti restano gli altri componenti del gruppo Braccialetti Rossi: Cris, Tony, Rocco, Vale e la sua nuova ragazza Bella… e a vegliare su di loro c’è sempre Davide, il ragazzo venuto a mancare nella prima stagione.

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Valori: Si mostra che la vita è davvero piena se vissuta per gli altri e che la vita va amata in qualunque modo si presenti e che va difesa in ogni suo stadio. La fiction fa vedere anche che in situazioni di grande sofferenza possono nascere occasioni di condivisione e di crescita. Disvalori: La fiction presenta una sessualità vissuta in modo poco responsabile e in tempi non maturi. Nella serie non si mostra l’anelito dell’uomo all’eternità: la bellezza della vita si esaurisce nei rapporti con gli altri, come se si potesse fare a meno di Dio. Non si accenna neppure all’importanza della famiglia: l’amicizia sembra essere tutto ciò di cui i ragazzi hanno bisogno.
Pubblico 
Adolescenti
La fiction presenta una sessualità vissuta in modo poco responsabile e in tempi non maturi
Giudizio Tecnico 
 
La fiction funziona. Alcuni passaggi risultano un po’ forzati e irreali, ma la storia è avvincente e gli attori riescono a calarsi bene nella propria parte

In questa stagione, il dramma di Leo è senza dubbio l’evento centrale: lui, leader del gruppo e sempre pronto a porgere la mano a chi si trova in difficoltà, si trova ora a un passo dalla morte. Alla fine della scorsa stagione avevamo lasciato Leo con un male dal quale, nel 92% dei casi, non c’è guarigione.

Le probabilità di farcela, ora, sono anche diminuite… nessun segno di miglioramento a dargli speranza, nessuna buona notizia da parte dei medici, che pure stanno facendo di tutto per salvarlo.

Significativa è tuttavia la scelta consapevole di Leo di accettare la sua esistenza così com’è.

Davide, il ragazzo defunto nella prima stagione, vedendo Leo in un momento di rabbia e sconforto ottiene dall’aldilà il permesso di concedere all’amico, come per miracolo, un’altra vita: una vita senza malattia, una vita “normale”, con problemi e interessi “normali”.

Per averla, però, Leo deve rinunciare ai suoi amici e alla sua ragazza, deve lasciar andare il suo passato, dimenticarlo. Deve vivere, cioè, come se non fosse mai stato malato e quindi come se non avesse mai conosciuto le persone a cui ora tiene.

Leo, inizialmente entusiasta della proposta, si accorge poi di non voler cambiare nulla della sua vita, si accorge che essa ha valore esattamente così com’è. La sua permanenza in ospedale gli ha permesso, infatti, di aiutare tanti e di stringere amicizie che hanno reso la sua esistenza più piena.

Così, decide di accettare la sua condizione, decide di accettare la sua malattia, la sua storia.

La scelta di Leo di rinunciare alla “vita da sano” per salvare dei legami importanti evidenzia come l’uomo abbia bisogno di amore e di relazioni autentiche ancor più che della salute.

Una volta destatosi da quello che crede essere stato un “sogno”, Leo decide anche di creare una radio, per spiegare come l’amicizia possa aiutare ad affrontare il dolore, per raccontare come il suo gruppo di amici gli dia forza e sostegno.

Da apprezzare il fatto che questa fiction abbia scelto di mostrare il valore della sofferenza e la dignità di una vita logorata da una malattia, in una società che tenta di espellere ad ogni costo ogni forma di dolore.

Lodevole anche la scelta degli autori di mostrare la dignità della vita umana in ogni suo stadio.

In questa stagione, infatti, Cris scopre di essere incinta di Leo. Pur non sapendo cosa sarà del suo futuro e soprattutto non sapendo se Leo guarirà, desidera custodire la vita che porta nel grembo, supportata anche dall’amica Nina che quasi commossa afferma: “Lì dentro c’è una vita: la stessa vita per cui io, Leo, Bobo stiamo lottando”.

Accanto a questi bei messaggi, a sostegno della solidarietà e del rispetto della vita, ve ne sono altri meno positivi: ad esempio, la sessualità viene vissuta dai personaggi in modo poco responsabile e in tempi prematuri. La vita che Cris porta in pancia rischia di venire al mondo al di fuori del contesto di una famiglia, che dovrebbe essere garantita ad ogni bambino. Ammirevole la forza e l’amore che spingono la ragazza a tenere il bambino in una società che induce ragazze in simili condizioni ad abortire, ma va detto che non ci troviamo di fronte ad un caso di maternità e paternità responsabili.

Anche Vale e la sua ragazza Bella vivono l’intimità in modo precoce, senza prima aver verificato la solidità del loro rapporto e senza aver preso l’impegno di amarsi qualunque cosa accada.

Non viene mostrata, poi, la bellezza e l’importanza della famiglia: stando alla visione proposta da questa serie, tutto ciò di cui hanno bisogno dei ragazzi sono dei coetanei pronti a sostenerli. Gli amici possono prendere il posto della famiglia.

Manca, infine, come nelle serie precedenti, l‘apertura alla trascendenza: Leo è considerato da tutti una specie di supereroe, un salvatore: senza di lui, tutti si perdono… sembra non esserci spazio per un Dio, Padre di tutti, che assume su di sé le sofferenze dell’Uomo.

Ciò detto non toglie che la forza, la tenacia, l’unione dei protagonisti possano essere motivo di sprone e di conforto per chi si trova in condizioni simili alle loro; “Braccialetti Rossi”, con tutti i suoi limiti, resta una delle poche serie in grado di presentare la ricchezza e la dignità della vita umana, in ogni stadio e condizione.  

Autore: Cecilia Galatolo


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