TROLLS

 
Titolo Originale: Trolls
Paese: USA
Anno: 2016
Regia: Mike Mitchell, Walt Dohrn
Sceneggiatura: Jonathan Aibel, Glenn Berger
Produzione: DREAMWORKS ANIMATION
Durata: 92

I trolls sono piccoli, coloratissimi e passano la giornata in allegria, cantando, ballando e abbracciandosi a ore stabilite. Purtroppo sono anche dolci al palato e vengono perseguitati dalla malagenia dei Bergen, dei brutti orchi che ritiengono di poter raggiungere la felicità solo mangiando un troll a testa nel giorno del Trolstizio. I trolls sono guidati dal re Peppy che è sempre riuscito a mettere al sicuro il suo popolo in nascondigli inaccessibili. A un certo punto qualcosa va storto: in una festa più chiassosa delle altre, i trolls vengono scoperti dalla cuoca dei Bergen incaricata di cucinarli e porta via un buon mazzetto di loro. Spetterà ora alla principessa Poppy cercare di salvarli. L’accompagna nella temeraria impresa il serioso Branch, un troll atipico che non canta mai ed è sempre pessimista…

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Non ci sono, nonostante le apparenze, cattivi contro buoni, ma tutti cercano la loro felicità, che consiste nel valore dell’amicizia e dell’amore verso i propri simili. Un attacco a certi promotori di fedi religiose, bravi solo con le parole ma ipocriti nei fatti
Pubblico 
Tutti
Giudizio Tecnico 
 
Alta professionalità nella realizzazione delle animazioni, belle musiche e convincente sviluppo della storia

La Dreamworks, da cui era scaturito il divertente ma irriverente personaggio di Shreck ha spostato il suo target con questo Trolls, orientandosi verso i più piccoli con un formato tradizionale: un racconto in musica molto colorato (sicuramente con un occhio al merchandising che ne scaturirà). La tecnica di animazione è assolutamente impeccabile e si fa apprezzare per l’originalità dell’uso di costruire scenografie impiegando chiassosi feltri colorati. Il racconto si polarizza su due personaggi: la principessa Polly, che è sempre allegra e ottimista fino all’avventatezza e Branch, previdente in eccesso e pessimista fino a rischiare l’immobilità (un chiaro richiamo ai personaggi Gioia e Tristezza presenti nel capolavoro Inside Out della concorrente Pixar). Alla fine sarà proprio l’obiettivo condiviso di salvare i fratelli trolls in pericolo, a far scoprire loro che il coraggio va sempre abbinato alla prudenza, che la speranza va sempre abbinata alla cauta previsione dei rischi e alla fine si accorgeranno che l’uno non può fare a meno dell’altra.
La ricerca della felicità, come obiettivo primario di ognuno, è l’altro tema dominante del film, ma questa va scoperta nella sua vera essenza. “La felicità è dentro ognuno di noi ma ci vuole qualcuno che ci aiuti a trovarla” è la positiva conclusione a cui entrambi i popoli convergono. La morale preparata dal film per i bambini è chiara anche se un po’ troppo complessa: i Trolls comprendono che la felicità non coincide con la spensierata allegria di un carnevale senza interruzione mentre i Bergen scoprono che non si raggiunge mangiando i trolls ma cercandola nell’amicizia e nell’amore.
Dicevamo prima che questo film si discosta notevolmente dal mainstream della casa produttrice ma questa affermazione non è del tutto vera: in un piccolo cameo si ritrova uno scampolo della precedente cattiveria dissacrante di Shreck
Uno dei trolls è ritratto negli atteggiammeti di un seguace di Hare Krishna: si esprime sempre con parole profonde e sagge e probabilmente, nelle intenzioni degli autori, è stato posto come rappresentante di tutte le fedi religiose, che cerca di imbonire gli altri con impegni verso doveri assoluti ma che poi risulta un essere ambiguo e ipocrita. Sarà poi lui a tradire i compagni, giustificando il suo gesto attraverso sofismi discorsivi, elaborati quanto falsi.

Autore: Franco Olearo


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