INFERNO

Titolo Originale: Inferno
Paese: USA
Anno: 2016
Regia: Ron Howard
Sceneggiatura: David Koepp
Produzione: BRIAN GRAZER, RON HOWARD
Durata: 121
Interpreti: Tom Hanks, Felicity Jones, Irrfan Khan, Omar Sy, Ben Foster, Sidse Babett Knudsen

Il professor Robert Langdon si risveglia in un letto d’ospedale di Firenze ma non ricorda quasi nulla. Per fortuna c’è con lui la giovane dottoressa Sienna che l’aiuta a recuperare qualche frammento degli ultimi avvenimenti. Il professore scopre così di essere in qualche modo collegato con il miliardario Bernad Zobrist, fautore della teoria della sovrappopolazione della terra, che prima di morire aveva minacciato di attivare un virus che avrebbe ucciso in poco tempo metà della popolazione mondiale. Langdon si trova in tasca un visore laser che mostra, con alcune significative aggiunte, l’inferno di Dante ritratto da Botticelli. Gli era stato consegnato dalla dottoressa Elizabeth Sinskey dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità perché la aiutasse a decifrare l’enigma nascosto in quel disegno che dovrebbe condurre al luogo dove Zobrist ha nascosto il virus mortale….

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Coraggio e buon senso fanno da contrappeso all’intento criminale di risolvere il problema del sovrappopolamento della terra con uno sterminio di massa
Pubblico 
Pre-adolescenti
Alcune scene spaventose sconsigliano la visione ai più piccoli
Giudizio Artistico 
 
Il film beneficia della notevole professionalità di Ron Howard; sempre bravo Tom Hanks. Una gradevole sorpresa la presenza di Felicity Jones, già conosciuta come moglie premurosa in La teoria del tutto

Prima di iniziare la recensione di questo film, consentitemi di riconoscere che è molto bello e piacevole vedere film come questo,  in grado di esaltare  le incommensurabili bellezze del nostro paese (in questo caso Firenze e Venezia), grazie anche alla sensibilità del regista Ron Howard che si è avvalso di spettacolari carrellate dall’alto con l’ausilio di droni.

Squadra che vince non si cambia, né si cambia lo stile di gioco. Per quest’ultimo film ricavato dalla trilogia dei libri di Dan Brown (Il codice da Vinci, Angeli e demoni) sono stati confermati Ron Howard alla regia e Tom Hanks come protagonista.  Restano invariate le caratteristiche della serie: c’è un enigma da sciogliere che porta i protagonisti a girovagare per l’Europa (la sequenza finale è all’interno della cisterna di Istanbul), con fughe  lungo i passaggi segreti di famosi monumenti del passato, né mancano voltafaccia e colpi di scena ben distribuiti lungo la storia.

C’è sempre una donna che accompagna il professore nelle sue ricerche e che cambia ad ogni puntata. In questo caso le donne sono due perché ora che Tom Hanks inizia ad invecchiare, puntata dopo puntata, non viene bene sviluppare una liason amorosa con la giovane attrice inglese Felicity Jones (la dottoressa Sierra) ed è stata inserita anche la figura della dottoressa Elisabeth Sinkey (Sidse Babett Knudsen) con una età comparabile con quella di Tom.

Sarebbe però ingiusto e sbrigativo liquidare il film come copia inerte di una formula ormai collaudata. Lo spettacolo è di buon livello, grazie alla bravura del regista che carica il racconto di incubi irrisolti che affollano la mente di Langton. Tom Hanks  non si presenta, come il solito, come al solito, nei panni del professore saputello, ma questa volta si mostra fragile e impotente di fronte alle minacce che incombono su di lui. C’è inoltre una doppia storia d’amore, che alleggerisce il ritmo teso della componente avventuroso-turistica e ci mostra un Langton dal volto umano, quasi melanconico, nel ricordare assieme alla sua antica fiamma, quello che sarebbe potuto essere e che non è stato

Alla fine film come questi, applicando con diligenza la stessa formula, hanno l’onestà di essere ciò che lo spettatore si aspetta che sia, sostenuti dalla sempre notevole professionalità del regista e del protagonista.

Un altro merito di questo film è quello di aver evitato qualsiasi polemica intorno a tematiche religiose, qui totalmente assenti. Si presenta quindi come un film di puro intrattenimento senza doppi fini. Una scelta sicuramente contro corrente rispetto allo stesso libro omonimo di Dan Brown: l'autore infatti sposava in pieno le teorie malthusiane del miliardario folle e riteneva corretto pervenire a un finale catastrofico

Autore: Franco Olearo


Share |