UN MEDICO IN FAMIGLIA 10

Titolo Originale: Un medico in famiglia 10
Paese: ITALIA
Anno: 2016
Regia: Elisabetta Marchetti, Isabella Leoni
Produzione: Publispei per Rai Fiction
Durata: 100'
Interpreti: Lino Banfi, Giulio Scarpati, Milena Vukotic, Flavio Parenti, Valentina Corti

Il dott. Martini, detto Lele, vive a Roma, con suo padre Libero, sua suocera Enrica, la figlia Anna, avuta dalla prima moglie defunta e i due gemelli avuti da Alice, sua seconda moglie nonché cognata, dalla quale si è separato poco dopo la nascita dei bambini, ora divenuti adolescenti. In casa Martini, temporaneamente, vivono anche Maddalena, una donna sola, figlia di un caro amico di Libero, abbandonata dal padre e dal marito, e il cugino nonché collega di Lele, il chirurgo Lorenzo, con la moglie Sara e il figlio Tommaso, i quali attendono che sia pronta la loro nuova casa. In Francia, invece, vivono l’attuale moglie di Lele e il loro figlio Carlo. Già nella prima puntata si intuisce quale sarà la vicenda centrale della fiction: Lele scopre di essere stato tradito dalla sua prima moglie defunta. Valerio, l’amante della donna, rivendica ora la possibilità che Anna, l’ultima bambina avuta da Elena, sia sua figlia.

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
La fiction vuole presentare la bellezza dello stare insieme, ma le situazioni famigliari che mostra sono confuse e i legami interpersonali troppo fragili. Inoltre gli autori non perdono occasione per ridicolizzare molti aspetti cardine della vita cristiana
Pubblico 
Adolescenti
Non ci sono volgarità ma le complesse e contorte situazioni familiari che vengono descritte sconsigliano la visione ai più piccoli
Giudizio Tecnico 
 
Le situazioni presentate sono irreali e la fiction non ha futuro: la serie sta in piedi solo grazie alla simpatia degli attori, agli intrighi amorosi, ai tradimenti e a delle verità nascoste del passato.

La fiction ci presenta ancora una volta una famiglia “allargata”, anche se sarebbe più corretto definirla “smembrata”: di stagione in stagione, infatti, attori con ruoli fondamentali abbandonano il cast, portando alla creazione di situazioni famigliari confuse e quasi irreali. Basti pensare che Lele, dipinto come padre premuroso e uomo amorevole, in questa stagione vive lontano da sua moglie e dal suo ultimo bambino e sembra molto più coinvolto nelle vicende della sua casa romana che non da ciò che accade alla moglie e al figlio lontani. La scelta degli sceneggiatori, per quanto sconcertante, non dovrebbe stupire: non è la prima volta che la fiction mostra figure paterne e materne completamente assenti senza dare giustificazioni credibili a riguardo. Si pensi ai gemelli di Lele, Libero ed Elena, che sono cresciuti e diventati ormai adolescenti senza una madre, sebbene questa sia ancora viva.

Gli autori della serie sembrano non preoccuparsi delle incongruenze e della fragilità dei legami che presentano, molto più presi dalla creazione di intrighi e colpi di scena che distolgono l’attenzione da ogni possibile riflessione sulla genitorialità e sui valori famigliari.  Gli sceneggiatori non si fanno neppure scrupoli ad infangare la memoria di un personaggio amato e stimato come Elena, la prima moglie di Lele, che risulta aver tradito il marito per mesi senza averlo mai confessato.

Appare in modo lampante, d’altronde, che la fiction non si preoccupa di condividere dei valori o di insegnare qualcosa al suo pubblico: unico scopo della serie sembra quello di suscitare curiosità e tenere lo spettatore con il fiato sospeso di puntata in puntata. Tutto ciò che si può apprendere dalle vicende di “Un medico in famiglia” è che l’essere umano è tremendamente fragile e incostante: bugie, tradimenti, verità nascoste intessono la tela di tutta la narrazione.

L’unico personaggio che sarebbe potuto apparire coerente, Maddalena (che si considera sposata nonostante sia stata lasciata dal marito e che, umilmente, si abbandona a Dio, per capire cosa fare della sua vita) viene dipinta come una donna ingenua, goffa, superstiziosa, rigida nelle sue convinzioni. E gli autori, servendosi di lei, non perdono occasione per ridicolizzare molti aspetti cardine della vita cristiana e della dottrina della Chiesa (quali l’importanza della messa, della preghiera e del rapporto personale e quotidiano con Dio, la dignità del ministero sacerdotale, l’indissolubilità del matrimonio). Maddalena, per quanto appaia una donna simpatica, viene rappresentata come la credente fanatica, che va aiutata ad essere più concreta e sicura di sé.

Bisogna ammettere che la serie non è noiosa: è accattivante e riesce a trasmettere la sensazione che sia bello vivere insieme, in armonia. Baci, abbracci, sorrisi, battute sono all’ordine del giorno in casa Martini, una casa “sempre piena di gente”, dove c’è un continuo via vai e dove ognuno può sentirsi accettato e benvoluto per quello che è. Questo, probabilmente, è uno dei suoi maggiori punti di forza, accanto alla permanenza di personaggi che rappresentano il cuore della fiction, come nonno Libero, interpretato da Lino Banfi.

Tuttavia, i difetti della serie, sia sul piano valoriale che dal punto di vista drammaturgico, mettono a nudo quanto la sensazione di serenità che si vuole lasciare al pubblico sia costruita in modo artificiale.

Gli sceneggiatori, per quanto abili e capaci di costruire una storia con i personaggi che hanno, si ostinano a chiamare quel gruppo di persone che si allarga e si smembra “famiglia Martini”, ma basta guardare le ultime 3 stagioni per capire che il termine famiglia suona molto come una forzatura. Una vera famiglia, in “Un medico in famiglia” non esiste. E la serie sta in piedi quasi per miracolo.

Il fatto che per andare avanti la fiction debba “riesumare” un personaggio defunto, la dice lunga: quando una serie non ha futuro, si può solo scavare nel passato.

 

 

Autore: Cecilia Galatolo


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