LUI E' TORNATO

Titolo Originale: Er ist wieder da
Paese: Germania
Anno: 2015
Regia: David Wnendt
Produzione: MYTHOS FILM, IN COPRODUZIONE CON CLAUSSEN WÖBKE PUTZ FILMPRODUKTION, CONSTANTIN FILM PRODUKTION
Durata: 116
Interpreti: Oliver Masucci, Fabian Busch, Katja Riemann, Christoph Maria Herbst

Hitler si risveglia in un parco di Berlino e inizia a passeggiare per le strade. La gente ride, crede che si tratti di un comico che si è travestito, chiede di fare un selfie con lui. Adolf invece è molto serio: si rifugia nel retrobottega di un giornalaio e inizia ad aggiornarsi: scopre così che ora esiste un potente mezzo mediatico per raggiungere la gente: la televisione. Per sua fortuna un regista in cerca di scoop lo scopre, lo presenta a una rete televisiva e organizza una serie di trasmissioni dove il supposto Adolf Hitler ha la possibilità di parlare. Il successo è clamoroso…

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Il film ha il vantaggio di far discutere su alcune inclinazioni sempre pericolose dell’animo umano
Pubblico 
Adolescenti
Per la complessa tematica affrontata. L’uccisione di un cane
Giudizio Artistico 
 
Efficace sviluppo di una tesi che affronta un tema serio mantenendo un tono ironico

L’idea è davvero originale. Cosa succederebbe se Hitler, quello vero, non un sosia, tornasse a vivere nella Berlino di oggi? Tratto da un best seller di Timur Wermes, è diventato un film nel 2015 per la regia di David Wnendt riscuotendo in patria un enorme successo.

Il film è a tecnica mista: si sviluppa come racconto (il successo di Hitler come star televisiva e poi come attore cinematografico, ingaggiato dall’ambiziosa direttrice di una rete televisiva che a Hitler ricorda tanto la Leni Riefenstahl) ma anche come reality, quando la telecamera riprende le reazioni vere della gente per strada nel vedere il sosia di Hitler, o quando viene portato nella sede dell’NPD di Berlino, il partito neo-nazista tedesco. Il film all’inizio gioca sull’effetto differenza/somiglianza fra quello che accadde nel 1933, quando Hitler prese il potere e il giorno d’oggi. Il Führer si scandalizza nel vedere tanti turchi che vede per strada e ipotizza che l’Impero Ottomano alla fine abbia vinto la guerra ed abbia conquistato la Germania; inorridisce nello scoprire che ora è una donna alla carica di primo ministro tedesco, ma al contempo le sue parole dette dal pulpito televisivo finiscono per avere un vasto seguito quando tocca il tasto dell’immigrazione senza controllo e della povertà crescente per i nativi tedeschi.

Gli autori hanno posizionato verso la fine del film l’antisemitismo del dittatore, per evitare che il gioco del “cosa succederebbe se..” finisse troppo presto.

“Anche oggi con la propaganda inganna i popolo”, dice il regista televisivo al Führer, che ormai ha capito la gravità della situazione. “Nel 1933 nessuno si è ingannato. Sono stato scelto come guida e avevo espresso le miei idee con chiarezza. Era gente comune che decise di votare un uomo fuori del comune e di affidargli il destino del proprio paese”. E’ la sua pronta risposta.

Una cosa risulta con chiarezza da questo film: Hitler è stato sicuramente un grande ammaliatore di folle e con i mezzi mediatici oggi a disposizione rispetto a quelli di un tempo, le sue capacità sarebbe enormemente potenziate. La seconda domanda arriva subito dopo: la gente ha aumentato la sua capacità critica o, nell’individualismo imperante, verrebbe irretito più facilmente? E’ una domanda a cui naturalmente non c’è una risposta ma che ritorna continuamente al popolo tedesco. Nel 2008 avevano realizzato un altro film: L’onda sull’esperimento condotto da un professore di liceo per dimostrare quanto sarebbe facile ricostituire fra i giovani una mentalità nazista. In quel caso il film ricostruiva un esperimento realmente realizzato in un liceo della California e aveva dimostrato quanto facile fosse recuperare tendenze che si credevano superate. Si tratta infatti di riflessioni valide per tutti i paesi, anche per il nostro.

Autore: Franco Olearo


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