BROOKLYN

Titolo Originale: Brooklyn
Paese: Irlanda/Uk/Canada
Anno: 2015
Regia: John Crowley
Sceneggiatura: Nick Hornby dal romanzo di Colm Tóibín
Produzione: PARALLEL FILMS, ITEM 7, IN ASSOCIAZIONE CON INGENIOUS, BAI RTE, HANWAY FILMS
Durata: 113
Interpreti: Saoirse Ronan, Emory Cohen, Domhnall Gleeson, Jim Broadbent

Primi anni Cinquanta. Grazie ai buoni auspici della sorella e alla collaborazione di Padre Flood, un sacerdote trasferito da tempo a New York, la giovane Eilis lascia l’Irlanda alla volta degli Stati Uniti, dove la aspettano una nuova vita e un lavoro. I primi mesi sono durissimi e, nonostante Padre Flood cerchi di aiutarla offrendole anche l’occasione di frequentare il college, la nostalgia di casa quasi la convince a rinunciare. Poi Eilis incontra Tony, un giovane italiano che la corteggia con costanza e dolcezza, e per la ragazza torna a splendere il sole. Quando una dolorosa notizia la riporta in patria, Eilis dovrà capire cosa è veramente importante per lei nella vita.

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
La sorella della protagonista è una bellissima figura di donna, capace di sacrificarsi per amore della sorella senza chiedere nulla in cambio. E’ presente anche una figura positiva di religioso sul grande schermo a rendere testimonianza del grande lavoro fatto dalla Chiesa per gli immigrati
Pubblico 
Adolescenti
Una scena sensuale
Giudizio Tecnico 
 
Il film manifesta uno stile narrativo particolare, in cui le sorprese sono date, più che da continue o improbabili svolte di plot, dalla scoperta dei lati inediti che ogni personaggio è in grado di rivelare Candidato all’Oscar 2016 come miglior film, migliore attrice protagonista, sceneggiatura non originale

Delicato e rispettoso adattamento di Nick Hornby da un romanzo di buon successo, Brooklyn è, un po’ come uno dei precedenti adattamenti di Hornby, An Education, una storia di crescita nell’incontro/scontro con una realtà che può ferire e mettere alla prova e che chiede sempre di prendere delle decisioni.

Nella storia di Eilis (che Saoirse Ronan interpreta con intensità, affidandosi allo sguardo e ai piccoli gesti per esprimere le emozioni che la attraversano) Hornby coglie le sfumature del carattere di una giovane donna costretta a lasciare alle spalle ogni certezza (prima tra tutte gli affetti familiari), ma anche un mondo per lei privo di prospettive per costruirsi una nuova vita. Il contesto è duro, ma volutamente l’accento non è posto sulle privazioni fisiche, quanto sulla solitudine e la nostalgia che il film riesce a raccontare con grande sensibilità.

Lo spettatore riceve un’impressione molto vivida della vita di tanti emigranti a cui l’America degli anni Cinquanta regala un sogno, ma chiede anche molto (come ci ricordano i vecchi immigrati, un tempo lavoratori e ora senzatetto e senza legami, a cui Eilis serve il pranzo di Natale). Il costante legame con la terra natia e la sorella Rose (una bellissima figura di donna, capace di sacrificarsi per amore della sorella senza chiedere nulla in cambio) si intrecciano ai nuovi rapporti che Eilis stringe, prima con il sacerdote che la aiuta (finalmente una figura positiva di religioso sul grande schermo a rendere testimonianza del grande lavoro fatto dalla Chiesa per gli immigrati…), poi con l'idraulico italiano Tony.

Quella tra i due giovani, provenienti da due comunità unite dalla fede religiosa, ma divise da molto altro, è una storia d’amore delicata e romantica nel senso più profondo del termine. Vediamo due persone che imparano a conoscersi e a condividere i propri sogni in un contesto quotidiano, che il film riesce a raccontare con grande efficacia, lasciando spazio all’umorismo e giocando senza esagerare sugli stereotipi nazionali.

La seconda parte del film, innescata dal una tragica notizia, riporta Eilis in Irlanda, messa nelle condizioni di riscoprire quello che si è lasciata alle spalle e subire la tentazione di “un’altra vita”, un dilemma che non è solo sentimentale anche se uno degli aspetti interessanti del film è proprio che la protagonista si trova a dover scegliere non tra un uomo buono e uno “cattivo” ma tra due personaggi maschili egualmente positivi.

La scelta di Eilis è costruita in un crescendo che evita gli strappi melodrammatici e le lacerazioni, ma racconta con sincerità e verosimiglianza i dubbi e le ansie di una giovane donna. Uno stile narrativo che è una costante della pellicola, in cui le sorprese sono date, più che da continue o improbabili svolte di plot, dalla scoperta dei lati inediti che ogni personaggio è in grado di rivelare.

Colpisce nel film la capacità di affermare anche nelle difficoltà uno sguardo positivo sulla realtà, che anche quando riserva il dolore è vista come possibilità di felicità, una prospettiva che è talmente raro trovare da far apprezzare ancora di più la semplicità lineare di questa pellicola, che racconta un’epoca e dei sentimenti per cui non si può fare a meno di provare una certa nostalgia. 

Autore: Luisa Cotta Ramosino


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